BlackRock ha annunciato una serie di modifiche alla sua offerta di fondi sostenibili, in preparazione alle nuove linee guida dell’European Securities and Markets Authority (ESMA) sulla denominazione dei fondi, che entreranno in vigore il 21 maggio 2025.
Secondo quanto riportato da ESGtoday, le modifiche riguarderanno 135 fondi, per un valore di circa 185 miliardi di dollari in AUM, e includeranno l’adozione di caratteristiche più forti in termini di sostenibilità per alcuni fondi, un focus maggiore sulla transizione per altri e la rimozione di termini legati alla sostenibilità nell’etichettatura di altri ancora (le cui strategie di investimento e i parametri esg rimarranno invariate, stando a quanto precisato dal colosso degli investimenti).
Quindi, in particolare, 60 fondi, pari a 92 miliardi di dollari in AUM, vedranno un miglioramento delle loro caratteristiche sostenibili, come l’inclusione delle esclusioni PAB. Inoltre, 18 fondi, per 42 miliardi di dollari, introdurranno nuovi termini legati alla transizione nei loro nomi o modificheranno le metodologie di investimento per allinearsi agli obiettivi di transizione, mentre 56 fondi, per 51 miliardi di dollari, rimuoveranno i termini legati alla sostenibilità dai loro nomi. BlackRock ha anche annunciato che un fondo sarà riclassificato da Articolo 8 a Articolo 6 secondo la normativa SFDR, mentre gli altri fondi Articolo 8 o 9 manterranno la loro classificazione.
Le modifiche arrivano dopo la pubblicazione, prevista per maggio 2024, delle linee guida definitive dell’ESMA sull’uso di termini ESG e legati alla sostenibilità nei nomi dei fondi di investimento, con l’introduzione di nuove regole a seguito dell’aumento del ricorso a termini legati alla sostenibilità nei nomi dei fondi negli ultimi anni, un fenomeno che ha sollevato preoccupazioni sul rischio di greenwashing.
Secondo le nuove linee guida, i fondi che utilizzano termini come “ESG”, “sostenibilità“, “impatto” o espressioni ambientali come “verde“, “ambientale” o “climatico“, dovranno garantire che almeno l’80% dei loro attivi sia investito in iniziative che rispecchiano le caratteristiche di sostenibilità del fondo. Inoltre, dovranno rispettare i criteri di esclusione definiti dai Paris Aligned Benchmarks (PAB), che includono la non ammissione di aziende con ricavi superiori al 10% provenienti da petrolio, 1% dal carbone o 50% da gas, e di quelle coinvolte in armi controverse o nella produzione di tabacco. Questi fondi dovranno rispettare una soglia di investimento dell’80% e applicare esclusioni secondo i Climate Transition Benchmarks (CTBs) dell’UE, che consentono investimenti in aziende parzialmente legate ai combustibili fossili.
