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Risultati ESG

Amundi: patrimonio record nel primo trimestre, alta attenzione agli investimenti ESG

Si è chiuso con un patrimonio gestito “ai massimi storici” a 2.116 miliardi il primo trimestre dell’anno per il colosso francese del risparmio gestito Amundi. Il dato è cresciuto del 9,4% grazie anche a una raccolta che nel primo trimestre è salita del 6% a 17 miliardi di euro. In rialzo del 5,9% a 318 milioni l’utile netto rettificato, con commissioni di gestione nette in progresso del 4%. In ambito di investimenti responsabili, la controllata di Amundi CPR AM ha di recente lanciato la prima strategia tematica sulla biodiversità con i principali attori istituzionali, mentre l’AM con IFC, una controllata della Banca Mondiale, hanno annunciato il closing finale di un fondo per lo sviluppo dei mercati delle obbligazioni sostenibili nei paesi emergenti.

Commentando i risultati l’amministratore delegato Valérie Baudson ha sottolineato “Abbiamo avuto un inizio d’anno particolarmente intenso, in termini sia di slancio dell’attività commerciale sia di sviluppo secondo le nostre priorità strategiche. Siamo riusciti a coniugare crescita organica e crescita esterna, in linea con il nostro piano strategico Ambitions 2025“.

L’ad ha posto attenzione in particolare alle due operazioni di crescita esterna che hanno caratterizzato i primi tre mesi dell’anno, ossia l’acquisizione di Alpha Associates, completata con tre mesi di anticipo rispetto ai tempi previsti e la partnership con il gestore statunitense Victory Capital che “rafforzerà la nostra presenza negli Stati Uniti e la nostra expertise nella gestione di asset statunitensi. Inoltre, apporterà una forte creazione di valore per i nostri clienti e per i nostri azionisti. Queste iniziative, unite agli investimenti organici sostenuti, sono promettenti per la nostra attività e i nostri risultati futuri” ha affermato Baudson.

Mercati in crescita, ma un mercato europeo del risparmio gestito che continua a rallentare

Dall’inizio del 2024, sia il mercato azionario che quello obbligazionario hanno prolungato il loro rally di fine 2023. In un anno, hanno registrato rispettivamente una crescita del 14,5% e del 4,2% in valore medio nel primo trimestre 2024, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Tuttavia, gli investitori rimangono fortemente avversi al rischio nel mercato dell’asset management in Europa, il che si riflette in un rallentamento degli afflussi nei fondi aperti, a +90 miliardi di euro nel primo trimestre, in lieve calo rispetto al quarto trimestre 2023 (+104 miliardi di euro). Come nel trimestre precedente, la raccolta netta è stata trainata principalmente dai prodotti di tesoreria (+28 miliardi di euro) e dalla gestione passiva (+68 miliardi di euro), mentre i flussi netti nella gestione attiva a medio-lungo termine sono rimasti negativi (-6 miliardi di euro).

Investimenti responsabili

Nell’ambito degli investimenti responsabili, la controllata di Amundi CPR AM ha lanciato la prima strategia tematica sulla biodiversità con i principali attori istituzionali. Questo primo fondo consentirà il roll-out nel 2024 di nuove strategie su questo tema per la clientela retail. Amundi ha inoltre lanciato, con IFC, una controllata della Banca Mondiale, un fondo per lo sviluppo dei mercati delle obbligazioni sostenibili nei paesi emergenti: sono stati mobilitati quasi 500 milioni di euro con i principali clienti istituzionali. Questa iniziativa conferma il posizionamento di Amundi come uno dei leader mondiali nei progetti di blended finance su questioni di transizione dopo i progetti realizzati con agenzie sovranazionali, IFC, BEI o AIIB.

Amundi continua il suo sviluppo

L’inizio dell’anno è stato segnato da due importanti operazioni esterne. La prima, l’acquisizione di Alpha Associates era stata annunciata in occasione della pubblicazione dei risultati 2023 all’inizio di febbraio di quest’anno ed è stata perfezionata il 2 aprile. Alpha sarà integrata a partire dal secondo trimestre, con un patrimonio in gestione che raggiungerà i 9 miliardi di euro alla fine di marzo 2024. Le sinergie dei ricavi legate a questa acquisizione dovrebbero superare i 20 milioni di euro nel quinto anno e l’operazione dovrebbe generare un ritorno sull’investimento di oltre il 13% dopo 3 anni.

È stato inoltre firmato il 15 aprile un memorandum d’intesa con Victory Capital, un asset manager statunitense, per avviare una partnership strategica finalizzata all’integrazione delle attività di Amundi negli Stati Uniti in Victory Capital, in cambio di una partecipazione economica del 26,1% per Amundi in Victory Capital e di accordi di distribuzione internazionale reciproci della durata di 15 anni. La fusione di Amundi US e Victory Capital porterebbe alla creazione di una piattaforma d’investimento statunitense di maggiori dimensioni al servizio dei clienti di entrambe le società e Amundi disporrebbe così di un maggior numero di expertise per le gestioni statunitensi e globali da offrire ai propri clienti, mentre Victory Capital espanderebbe le proprie capacità di distribuzione dei propri prodotti al di fuori degli Stati Uniti. Si prevede che la transazione sia accrescitiva per gli azionisti di Amundi, con un aumento dell’utile netto rettificato e dell’EPS.

Queste operazioni hanno l’obiettivo di accelerare lo sviluppo organico del Gruppo, che nel primo trimestre ha raggiunto nuovi traguardi. In Asia, le masse in gestione hanno registrato un forte aumento, pari a +6% nel solo trimestre, raggiungendo i 422 miliardi di euro, con una raccolta netta di 6,8 miliardi di euro da parte delle joint venture asiatiche (+4,4 miliardi di euro, in particolare in India e Corea), e anche dagli altri paesi in cui Amundi è presente (Cina, Hong Kong, Singapore, Giappone) per +2,4 miliardi di euro. In controtendenza rispetto al mercato europeo dei fondi, la gestione attiva di Amundi ha registrato una raccolta positiva nel primo trimestre, pari a 1,3 miliardi di euro, escluse le JV.

La gestione passiva ha registrato una forte raccolta netta in ETF (+5 miliardi di euro), portando le masse gestite a 227 miliardi di euro a fine marzo 2024 con una buona raccolta netta degli ETF a reddito fisso (+1,6 miliardi di euro). Il segmento della distribuzione terze parti ha registrato il livello di attività più alto degli ultimi due anni, con una raccolta netta di 7 miliardi di euro e un patrimonio gestito che ha raggiunto i 345 miliardi di euro pari, ovvero oltre il 53% del segmento Retail.

Infine, Amundi Technology ha registrato un aumento dei ricavi del 35,7% in un anno, con 61 clienti a fine marzo 2024 (+4 nel primo trimestre).