Nel 2024 Banca d’Italia ha ridotto l’intensità media carbonica degli investimenti azionari nella zona euro del 36% e ha contribuito con 4,9 milioni di euro alle iniziative di utilità sociale. L’Istituto ha chiuso l’anno con un portafoglio complessivo di 591 miliardi di euro e riserve valutarie e oro pari a 255 miliardi di euro. È quanto emerge dalla nuova Relazione sulla gestione e sostenibilità, pubblicata lo scorso 30 maggio da Banca d’Italia che per la prima volta ha unito in un unico documento risultati finanziari e ESG seguendo, pur non essendo obbligata a farlo, gli standard ESRS e le raccomandazioni dell’UE in materia di rendicontazione.
Il documento è dunque un’importante novità proprio in quanto rappresenta la fusione di tre precedenti pubblicazioni (la Relazione sulla gestione e sulle attività, il Rapporto ambientale e La Banca d’Italia: Funzioni e obiettivi) in un unico testo accessibile e conforme ai principi della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). La Banca dunque anticipa di fatto l’approccio che diventerà obbligatorio per molte aziende europee nei prossimi anni. Infatti, pur non essendo formalmente tenuta a seguire tali standard, la Banca ha scelto di adottarli volontariamente, a testimonianza di un impegno che va oltre la conformità normativa.
La sezione “L’impegno per la sostenibilità” è frutto del nuovo Comitato Cambiamenti climatici e sostenibilità il quale ha dapprima svolto un’analisi di doppia materialità per individuare le tematiche di sostenibilità più importanti per l’Istituto e definire i contenuti della rendicontazione stessa. Tra i temi ambientali spiccano consumo di energia, emissioni di gas serra, economia circolare e uso delle risorse. Per quelli sociali impegno su work-life balance, gender equality e inclusione, mentre sul fronte della governance, oltre all’integrità e sicurezza dei sistemi informativi e prevenzione della corruzione e dei conflitti di interesse, la banca ha designato come rilevante l’impegno per una gestione responsabile di tutta la catena di fornitura.

Indice
L’impegno ambientale tra decarbonizzazione e investimenti green
In ambito ambientale, il portafoglio di investimenti ha visto una progressiva decarbonizzazione: la quota di titoli di Stato green ha raggiunto il 5,4% del portafoglio, rispetto al 4% del 2023, mentre quella delle obbligazioni societarie green è salita al 6,2% (5,3% nel 2023). Non si tratta solo di un cambiamento di portafoglio, ma dell’espressione di una strategia coerente con l’agenda climatica europea e con gli obiettivi dell’Eurosistema, stando a quanto riporta Banca d’Italia nella relazione.
L’impatto ambientale degli investimenti è stato invece misurato in termini di intensità carbonica, con risultati significativi: -44% nei portafogli azionari USA/Giappone rispetto agli indici di riferimento, e -36% nei portafogli azionari in euro.

A ciò si aggiunge il 100% di energia elettrica acquistata da fonti rinnovabili e una riduzione del 3% nei consumi energetici totali. Inoltre l’istituto ha incrementato del 9% l’energia rinnovabile autoprodotta e ridotto i consumi di combustibili fossili del 6%.
Tuttavia va sottolineato che le emissioni totali di gas a effetto serra (GHG) si sono attestate a 30.530 tonnellate di CO₂eq, registrando un lieve aumento (+6%) rispetto al 2023, ma una riduzione complessiva del 26% rispetto al 2019, anno di riferimento pre-pandemico. Questa flessione evidenzia l’effetto dei rientri in presenza e del ritorno alla piena operatività post-Covid, ma allo stesso tempo sottolinea la resilienza del sistema di efficientamento ambientale messo in atto.
L’impegno si traduce anche in piccoli gesti strutturali: l’88% delle comunicazioni esterne è stato digitalizzato (+2%), il 65% della carta acquistata è stata riciclata (era il 42% nel 2023), si è ridotto l’utilizzo delle risorse idriche (sia potabile (199.000 metri cubi, -12 per cento, sia non potabile, 178.000 metri cubi, -9 per cento), mentre 1.000 arredi e 120 dispositivi elettronici sono stati riutilizzati, riducendo il consumo di risorse e il 100% delle banconote logore è stato avviato a termovalorizzazione.

Le persone e la società al centro della strategia di Banca d’Italia
L’impegno sociale della Banca d’Italia si articola su due piani: l’impatto delle sue funzioni istituzionali sulla collettività e la gestione delle risorse umane.
Nel primo ambito, l’Istituto ha erogato allo Stato 644 milioni di euro nel 2024 e ha intensificato le attività di educazione finanziaria: oltre 27.000 studenti hanno partecipato ai laboratori (18.000 l’anno precedente) su temi quali la sicurezza cibernetica nei pagamenti elettronici, l’identità digitale, le truffe online e le informazioni in rete; sono stati organizzati 101 seminari, 466 eventi, e il portale “L’economia per tutti” ha raggiunto 176.000 utenti mensili, con un incremento del 35% rispetto al 2023.

Sul fronte delle risorse umane, la Banca ha ottenuto la certificazione EDGE (livello Move, il secondo su una scala di tre), che valuta inclusività in termini di genere (il 37,4% dei dipendenti è una donna); e la certificazione EDGEPlus sulle politiche che riguardano le disabilità, le persone che si identificano nel mondo LGBTIQ+ e le diverse generazioni.
Sono inoltre state ampliate le iniziative per il benessere lavorativo, tra cui ascolto attivo (focus group, sondaggi), smart working regolato (nel 2024 la quota di lavoro da remoto, in termini di giorni da remoto sul totale delle giornate effettive di lavoro, è stata in media del 38%), flessibilità oraria e supporto alla genitorialità. Sono stati inoltre introdotti i flexible benefits, che consentono di soddisfare al meglio le diverse esigenze delle persone per promuovere inclusività, flessibilità ed equità, con particolare attenzione all’accessibilità.
Infine la Banca d’Italia riserva particolare attenzione allo sviluppo delle competenze dei dipendenti. Nello specifico nel 2024 il 90% dei dipendenti ha partecipato a iniziative formative, con una media di 49 ore di formazione per partecipante (3% del totale delle ore lavorate). Il 61% è stato erogato online.
Governance, trasparenza e tecnologia al servizio dell’etica
Infine nell’ambito della governance, sono stati mantenuti elevati standard di sicurezza informatica, trasparenza e anticorruzione. Nello specifico nel 2024 non si sono verificate violazioni rilevanti di sicurezza informatica né casi di whistleblowing.
Le procedure con clausole ambientali e sociali negli appalti sono passate da 28 a 52, mentre il 75% delle aggiudicazioni ha seguito il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. I pagamenti verso i fornitori sono stati effettuati in media 10 giorni prima della scadenza e, in generale, il 97% dei pagamenti è in linea con i termini standard (in crescita di un punto percentuale sul 2023)
Per quanto riguarda la protezione dei dati, sono stati registrati 223 trattamenti (209 nel 2023) e 12 valutazioni d’impatto privacy, in aumento rispetto alle 8 dell’anno precedente. Questi numeri confermano una crescente attenzione per la cybersicurezza e la compliance normativa.

