Guerra e crisi climatica |ESG News

Emissioni gas serra

I conflitti in Ucraina e Gaza accelerano la crisi climatica

Le guerre in Ucraina e nella Striscia di Gaza stanno causando un forte aumento delle emissioni globali di gas serra: in quattro anni di conflitto, le emissioni hanno superato i 311 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente per l’Ucraina, a cui si aggiungono oltre 31 milioni di tonnellate legate alla guerra in Medio Oriente. È quanto emerge dal rapporto WarBon e da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica One Earth.

I dati evidenziano come i conflitti armati non abbiano solo un impatto umanitario ed economico, ma rappresentino anche un fattore rilevante nell’accelerazione della crisi climatica. Le emissioni generate dalla guerra in Ucraina risultano paragonabili a quelle annuali di un intero Paese come la Francia, a dimostrazione della portata sistemica del fenomeno.

Le stime derivano dal lavoro di Lennard de Klerk, ricercatore indipendente e fondatore dell’Initiative on Ghg Accounting of War, un progetto nato per quantificare le emissioni legate ai conflitti armati. L’analisi prende in considerazione diverse fonti di emissioni, tra cui operazioni militari, incendi, distruzione di infrastrutture e le attività di ricostruzione.

Il tema sta acquisendo crescente rilevanza anche a livello internazionale. In occasione della COP30 in Brasile, l’Ucraina ha annunciato l’intenzione di ritenere la Russia responsabile dei danni ambientali causati dalla guerra, con una richiesta di risarcimento che supera i 57 miliardi di dollari, calcolata sulla base del costo sociale del carbonio.

Per quanto riguarda Gaza, lo studio pubblicato su One Earth evidenzia che il costo climatico a lungo termine, legato a distruzione, sfollamento e ricostruzione, potrebbe superare i 31 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, sottolineando come gli effetti delle guerre si estendano ben oltre la durata dei combattimenti.

“La crisi climatica e i conflitti armati non sono fenomeni separati”, ha dichiarato Daniele Pernigotti, CEO di Aequilibria. “I dati presentati mostrano in modo drammatico come la guerra acceleri le emissioni e distrugga le capacità di adattamento climatico”.

Il tema sarà al centro del dibattito durante la Padova Climate Action Week 2026, evento dedicato alle sfide climatiche che punta a sensibilizzare sul legame diretto tra instabilità geopolitica e cambiamento climatico.

Nel complesso, i dati confermano che i conflitti rappresentano un moltiplicatore della crisi climatica, non solo per l’impatto immediato in termini di emissioni, ma anche per la compromissione delle infrastrutture e delle strategie di adattamento, rendendo ancora più complesso il percorso verso gli obiettivi globali di decarbonizzazione.

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