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Studio AGICI

Decarbonizzazione, integrare efficienza e rinnovabili aumenta la redditività fino al 29%

La decarbonizzazione dell’economia italiana può generare benefici economici oltre che ambientali, soprattutto quando gli interventi combinano efficienza energetica e fonti rinnovabili. Secondo uno studio presentato da AGICI, gli interventi integrati possono infatti aumentare il valore attuale netto fino al +29% negli edifici pubblici, al +11% nei condomini e al +10% nell’industria energivora, oltre a consentire una maggiore riduzione delle emissioni di CO₂. L’analisi “Il ruolo dell’efficienza energetica all’interno del percorso di decarbonizzazione italiana” è stata illustrata da Stefano Clerici, amministratore delegato di AGICI, in occasione di KEY – The Energy Transition Expo a Rimini.

I risultati arrivano mentre il sistema energetico italiano si confronta con un patrimonio edilizio poco efficiente, un’industria orientata a investimenti di breve periodo e un mercato dei servizi energetici che nel 2024 ha comunque generato 11 miliardi di euro di fatturato tra le principali ESCo attive nel Paese. In questo contesto, lo studio individua due possibili traiettorie per la transizione: una incrementale, che riduce gradualmente le emissioni mantenendo gli attuali modelli energetici, e una trasformativa, che integra efficienza e rinnovabili ripensando la domanda e l’offerta di energia.

Efficienza energetica e decarbonizzazione: i limiti della domanda nei settori chiave

L’analisi parte dalla domanda energetica nei principali comparti, residenziale, terziario e industria, evidenziando come l’approccio prevalente resti oggi quello incrementale, guidato soprattutto da vincoli economici e orizzonti di investimento di breve periodo.

Nel residenziale, il principale ostacolo è rappresentato dall’età del patrimonio immobiliare. Gran parte degli edifici italiani è stata infatti costruita prima del 1980 e circa il 50% delle abitazioni rientra nelle classi energetiche più basse, F e G. La riqualificazione dipende quindi in larga misura dalle decisioni delle famiglie proprietarie, dato che il 73% delle abitazioni è occupato dal proprietario stesso. Questo elemento tende a favorire interventi limitati o rinviati nel tempo, anche se nel lungo periodo i cambiamenti demografici e climatici, tra cui l’aumento previsto dei fabbisogni di raffrescamento entro il 2050, potrebbero accelerare l’elettrificazione dei consumi domestici.

Nel terziario e nella pubblica amministrazione il tema è invece quello della scala e della velocità di intervento. Il patrimonio terziario conta circa 1,3 milioni di edifici, pari a circa il 10% del totale nazionale, mentre la PA possiede oltre 770 mila unità immobiliari. Nonostante l’obbligo di riqualificazione del 3% annuo previsto per il settore pubblico, il processo procede con lentezza.

Nel comparto industriale, in particolare tra le imprese manifatturiere energivore, la domanda di efficienza è guidata principalmente dalla riduzione dei costi energetici e dagli obblighi legati al sistema europeo di scambio delle emissioni, l’European Union Emissions Trading System. La survey condotta tra gli energy manager mostra come gli investimenti si concentrino su soluzioni standard, soprattutto fotovoltaico ed efficienza energetica di base.

Integrazione tra rinnovabili ed efficienza: i benefici economici e ambientali

Lo studio analizza anche l’offerta del mercato dei servizi energetici. Il campione esaminato comprende 449 ESCo (Energy Service Company) che nel 2024 hanno generato complessivamente 11 miliardi di euro di fatturato, un dato in calo rispetto all’anno precedente anche per l’effetto della fine del Superbonus. Il mercato resta inoltre piuttosto concentrato con il 75% dei ricavi che proviene dalle imprese di maggiore dimensione, mentre il settore nel suo complesso continua a essere fortemente influenzato dai meccanismi di incentivo pubblico e tende a seguire la domanda più che ad anticiparla.

La parte centrale dello studio riguarda però la modellazione degli interventi di decarbonizzazione. Il confronto tra progetti realizzati separatamente e interventi progettati in modo integrato mostra come la combinazione tra efficienza energetica e rinnovabili produca risultati migliori sia sul piano ambientale sia su quello economico-finanziario.

La progettazione integrata consente infatti di ridurre maggiormente le emissioni di CO₂ a un costo unitario più basso, grazie alle sinergie tra tecnologie e al corretto dimensionamento degli impianti. Dal punto di vista finanziario, gli interventi integrati generano Valori Attuali Netti (VAN) superiori rispetto alla semplice somma dei singoli interventi realizzati separatamente.

In particolare, il VAN può crescere fino al +29% negli edifici pubblici, +11% nei condomini, +9% nelle abitazioni unifamiliari e +10% nell’industria energivora.

“La decarbonizzazione richiede oggi un’evoluzione del modello con cui affrontiamo il tema energetico”, ha commentato Stefano Clerici, amministratore delegato di AGICI. “L’approccio incrementale ha consentito progressi significativi, ma per raggiungere gli obiettivi al 2050 e costruire nuova competitività industriale è necessario integrare efficienza e rinnovabili in una logica di creazione di valore”.

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