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Acquisizioni

Green Future Project diventa un gruppo che unisce tecnologia, consulenza e formazione

Cinque anni fa era una startup visionaria, nata con l’obiettivo di aiutare le aziende a misurare e ridurre il proprio impatto ambientale. Oggi Green Future Project diventa Green Future Project Group, un ecosistema integrato che segna un nuovo capitolo nella transizione sostenibile delle imprese.

Briano Martinoni, Co-Founder and CCO at Green Future Project

Con una triplice acquisizione di Baker Tilly Hidra SB, di Karma Metrix e di HuPlay, la climate tech italiana, certificata B Corp e Società Benefit, la società creata da Pietro Pasolini e Briano Martinoni si trasforma dunque in un gruppo internazionale che unisce software ESG, consulenza strategica e formazione digitale per accompagnare le aziende dalla strategia all’execution.

“È un traguardo che segna un punto di partenza”, spiega Pasolini, CEO e founder, “in cinque anni siamo passati da startup a gruppo strutturato, mantenendo la stessa missione: rendere la sostenibilità accessibile e misurabile per ogni organizzazione. Oggi offriamo una piattaforma end-to-end, capace di rispondere alle esigenze reali del mercato”.

Il nuovo Green Future Project Group nasce con la convinzione che la sostenibilità non sia un comparto isolato, ma un driver strategico di competitività. Il gruppo conta oggi oltre 300 clienti, tra cui UniCredit, RCS MediaGroup, Generali, Valentino, Porsche e Trenord, e un team di 40 professionisti distribuiti tra Milano, Pordenone, Trento, Londra e Tokyo.

Dalle origini tech alla piattaforma ESG completa

Green Future Project ha costruito il proprio posizionamento partendo da una visione tecnologica. “Il primo software che è stato sviluppato è quello che noi abbiamo chiamato come Climate Action Dashboard, cioè una piattaforma che permettesse alle aziende di investire in progetti ambientali in Italia e nel mondo, tra cui anche i crediti di carbonio”, raccontano dal team. L’idea nacque per risolvere uno dei problemi più discussi nel settore: l’autenticità e la tracciabilità dei progetti di compensazione. “Chi investe vuole sapere dove finiscono i soldi e se i progetti funzionano davvero. Noi abbiamo voluto portare rigore scientifico e misurabilità, eliminando le zone grigie dei carbon credit”, spiega Martinoni.

Da quella prima intuizione, Green Future Project ha sviluppato una ESG Suite modulare, che oggi include:

  • strumenti per la misurazione della carbon footprint e il monitoraggio dei consumi energetici;
  • moduli per la valutazione ESG della supply chain, per coinvolgere fornitori e partner nel percorso di sostenibilità;
  • un sistema di rendicontazione automatizzata, conforme agli standard CSRD, GRI e ESRS, che riduce errori e tempi di lavoro;
  • una ESG Academy digitale, per la formazione continua di dipendenti e stakeholder.
ESG suite Green Future Project

La crescita di Green Future Project si fonda su una struttura finanziaria solida. La società è partecipata da Prana Venture, Green Arrow Capital e Growth Capital, che nel 2024 hanno guidato un round di 2,2 milioni di euro per sostenere lo sviluppo tecnologico e l’espansione internazionale.

Nel 2024 Green Future Project ha raggiunto un fatturato di circa un milione di euro, in crescita esponenziale rispetto ai 300 mila del 2023, mentre le previsioni di quest’anno arrivando fino a 1 milione e otto.

Baker Tilly Hidra SB: strategia e governance sostenibile

L’acquisizione di Baker Tilly Hidra SB, società di consulenza italiana dedicata all’innovazione sostenibile, rappresenta un tassello chiave del progetto. La società è impegnata ad accompagnare le organizzazioni pubbliche e private nell’evoluzione verso modelli rigenerativi fondati sull’equilibrio tra Profit, People e Planet. Per farlo utilizza strumenti di analisi ESG, metodologie di Lean Thinking, progetti di economia circolare e piani di decarbonizzazione, integrando la sostenibilità nella governance, nei processi operativi e valorizzando le persone.

I fondatori di BKT Hidra, Sabrina Brescacin e Francesco Lagonigro, sottolineano la sinergia culturale: “Siamo entrambe Società Benefit e B Corp, condividiamo l’impegno a generare impatto positivo attraverso l’integrazione di sostenibilità, tecnologia e persone per sviluppare eccellenza imprenditoriale. Crediamo che questa sinergia rappresenti un passo strategico: la complementarità dei nostri modelli e l’omogeneità dei clienti ci permettono di creare nuove sinergie, potenziando la capacità consulenziale del gruppo e favorendo una crescita organica e scalabile, frutto del lavoro sviluppato dal nostro team in questi anni”.

Nell’operazione, Green Future Project è stata assistita per gli aspetti di M&A advisory dalla società EpyonVivida.

Karma Metrix: la sostenibilità digitale entra nella ESG Suite

Nel nuovo scenario ESG, anche il digitale ha un’impronta ambientale. Ogni email, videochiamata o server cloud genera emissioni. Su questa consapevolezza è stata fondata Karma Metrix, la realtà svizzera che ha sviluppato un algoritmo brevettato in collaborazione con la SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana) per calcolare la digital carbon footprint di siti web e infrastrutture IT. Grazie all’ingresso nel nuovo Green Future Project Group, l’azienda sta ampliando il software che consentirà la misurazione automatica della digital carbon footprint, in linea con gli standard di riferimento, coprendo anche i consumi delle soluzioni di AI. L’obiettivo è l’interoperabilità tra i software della ESG Suite, così che i dati emissivi degli asset digitali confluiscano nello Scope 3 della Corporate Carbon Footprint.

“L’ingresso di Karma Matrix in Green Future Project Group rappresenta il tassello che completa la nostra ESG Suite. Oggi, infatti, il percorso di sostenibilità delle aziende non può prescindere dalla consapevolezza dell’impatto digitale generato dall’uso crescente di infrastrutture IT, cloud e intelligenza artificiale,” afferma Flavia Zallocco, Chief Client Experience & Product Officer di Green Future Project, “la nostra prossima sfida è ampliare il software integrando il calcolo automatico dell’impatto dei digital asset, integrandolo con gli altri strumenti della Suite per una maggiore interoperabilità dei dati, una visione strategica più ampia e per facilitare il raggiungimento di una piena efficienza operativa”.

HuPlay: formazione digitale e ROI sostenibile

Con HuPlay, società di digital learning fondata da Dino Spinella, il gruppo porta la sostenibilità anche nella cultura aziendale. Attraverso simulazioni, realtà aumentata e gamification, HuPlay trasforma la formazione in un’esperienza immersiva e misurabile, puntando a superare la tradizionale soglia del 15% di learning transfer.

“La scintilla che ha acceso questa fusione è nata dalla consapevolezza che questi due mondi, apparentemente distinti, sono in realtà intrinsecamente legati. Non si può parlare di crescita aziendale sostenibile senza considerare l’elemento umano e senza creare una cultura aziendale che abbracci la responsabilità ambientale”, afferma Spinella, CEO di HuPlay. ”Entrambe le aziende sono guidate da una visione di progresso, innovazione e impatto positivo, e questa unione rappresenta un passo audace verso la creazione di un modello di business che sia non solo economicamente vantaggioso, ma anche socialmente ed ecologicamente responsabile”.

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