Debutta la COLORFUTURE PARADE, la prima parata urbana che trasforma l’impegno per il cambiamento in esperienza condivisa. L’evento ha rappresentato un momento di convergenza tra cittadini, associazioni e imprese. Un progetto nato per generare un impatto positivo e per condividere una visione di futuro costruita sull’unione di forze, sull’energia collettiva e sulla responsabilità diffusa.
Il live show ha unito performance e musica dal vivo. Il musicista internazionale Jimmy Sax ha guidato la parata con il suo sassofono insieme a 300 performer ed è stato protagonista di un concerto seguitissimo alla Biblioteca degli Alberi di Milano, nel cuore di Portanuova. Sul palco con lui la Symphonic Dance Orchestra diretta dal Maestro Vincenzo Sorrentino, per un’esplosione di ritmo contagioso capace di trasformare in musica la forza del movimento e la gioia della partecipazione.
Cos’è la COLOURFUTURE PARADE
La COLORFUTURE PARADE è un’iniziativa corale promossa da Andriani Società Benefit e dal suo brand Felicia, con la partecipazione di realtà del panorama ambientale e civile, tra cui WWF Italia, Green Heroes, Kyoto Club e Legambiente. Il progetto nasce come risposta positiva alle grandi sfide del nostro tempo: perdita di biodiversità, crisi climatica, disuguaglianze sociali.
Un grande evento pubblico che coniuga partecipazione, cultura, musica e intrattenimento, con l’obiettivo di promuovere una riflessione consapevole sui modelli di sviluppo attuali e sulle loro ricadute ambientali, sociali ed economiche.
L’iniziativa nasce dalla volontà di creare un’alleanza trasversale tra imprese responsabili, associazioni, cittadini e istituzioni, favorendo un momento di incontro e condivisione in grado di generare nuova consapevolezza e responsabilità collettiva. Giovani, famiglie, aziende impegnate nella transizione ecologica e stakeholder pubblici e privati sono invitati a partecipare attivamente, contribuendo alla costruzione di un futuro più equo, inclusivo e sostenibile.
La COLORFUTURE PARADE è stato pensato come una parata urbana, animata da musica live, performance artistiche e momenti di confronto pubblico, che invita la cittadinanza a ritrovarsi con spirito costruttivo e positivo. Il linguaggio scelto è quello della festa condivisa, capace di trasmettere messaggi profondi con immediatezza e leggerezza.
Ad aprire la giornata, un talk pubblico per riflettere sulle urgenze del nostro tempo alla vigilia del decimo anniversario dell’adozione dell’Agenda 2030 da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu.
Sul palco Michele Andriani, presidente e CEO Andriani, Eva Alessi, Sustainability Manager WWF Italia, Francesco Ferrante, Vicepresidente Kyoto Club, Angelo Gentili, Responsabile Agricoltura Legambiente, Giuseppe Morici, Autore e Manager. Un momento per affrontare i grandi nodi del nostro tempo intrecciando più prospettive: la necessità di alleanze trasversali per trasformare i valori condivisi in azione collettiva, la transizione ecologica come leva di sviluppo e innovazione, l’urgenza di rispettare i limiti planetari e di invertire la perdita di biodiversità. Al centro emerge il Manifesto “Move for More” e i suoi quattro pilastri: Biodiversità, Benessere, Inclusività e Sostenibilità. Una dichiarazione di intenti collettiva come visione comune e bussola per il futuro; un invito ad assumere responsabilità individuali e collettive, sottolineando il ruolo delle imprese nel guidare il cambiamento.
“La COLORFUTURE PARADE è il segno di un’Italia che sceglie di camminare insieme verso un futuro diverso, dichiara Michele Andriani, “Con il nostro brand Felicia abbiamo voluto essere promotori di questa iniziativa per dare spazio a una nuova cultura dell’impatto. Sentiamo, oggi più che mai, l’esigenza di costruire un pensiero comune, capace di andare oltre i confini delle singole organizzazioni per tracciare un orizzonte condiviso tra cittadini, imprese e associazioni. La parata è la dimostrazione concreta che un’impresa può, e oggi deve, mettersi al servizio del bene comune e farsi promotore dell’interesse collettivo. Occorre metterci in ascolto e raccogliere stimoli e prospettive nuove, comprendere l’impegno quotidiano con cui cittadini e imprese affrontano ogni giorno la sfida del cambiamento”.
Perchè è necessario un coinvolgimento collettivo
Viviamo in un’epoca in cui i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l’erosione delle risorse naturali e le disuguaglianze stanno ridisegnando le priorità globali e locali. Il sistema economico e produttivo, così come l’approccio delle persone verso il consumo, stanno vivendo una trasformazione radicale. È sempre più evidente come le crisi – da quelle geopolitiche a quelle ambientali – non siano eventi isolati, ma manifestazioni di un sistema fragile che ha bisogno di essere ripensato alla radice.
In questo contesto, la sostenibilità si afferma come un principio guida: non solo ambientale, ma anche sociale, culturale, economico. È un cambiamento che richiede visione, coraggio e la capacità di costruire modelli più sostenibili, capaci di generare valore per le comunità e per il pianeta. Un modello che non miri semplicemente a ridurre gli effetti negativi, ma a generare impatto positivo: rigenerare i suoli, tutelare la biodiversità, investire nelle persone, valorizzare le differenze e promuovere un benessere diffuso.
Oggi la vera sfida risiede nella capacità di pensare e agire in ottica sistemica, coinvolgendo tutti gli attori in un percorso collettivo. È proprio da questa consapevolezza che nasce l’urgenza – e l’ambizione – di dare vita a iniziative che siano anche manifesti di un nuovo modo di vivere il mondo. Eventi, azioni, movimenti che mettano al centro l’essere umano, le risorse naturali e il futuro.
I dati parlano chiaro: tra il 1970 e il 2020, le popolazioni globali di vertebrati selvatici sono diminuite del 73% (WWF, Living Planet Report 2024), con perdite ancora più gravi – fino all’85% – nelle specie d’acqua dolce. Nel frattempo, il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, con una temperatura media globale di +1,6 °C rispetto ai livelli preindustriali (Copernicus/ECMWF, 2024), superando stabilmente il limite critico dell’Accordo di Parigi. L’IPBES stima che la perdita di natura e biodiversità potrebbe generare un impatto economico compreso tra 10 e 25 trilioni di dollari all’anno (IPBES, Global Assessment Report, 2019), mentre oltre 44.000 specie sono oggi a rischio di estinzione (IUCN, Red List, 2024). Le disuguaglianze ambientali si intrecciano con quelle economiche: il 10% più ricco della popolazione mondiale è responsabile di oltre la metà delle emissioni globali, mentre il 50% più povero ne produce appena il 7% (Oxfam, Climate Equality Report, 2023).
