Per l’OIC la sempificazione degli standard di rendicontazione operata dall’Efrag non basta e permangono troppe aree di incertezza. Tra i punti sottolineati: guidance non obbligatoria introdotta dall’Efrag alla redazione degli ESRS, principio della fair presentation e mantenimento della doppia materialità negli standard
La semplificazione operata dall’Efrag, l’organismo contabile europeo, sugli standard di sostenibilità “non è ancora sufficiente e una sua valutazione basata sulla riduzione dei datapoint (singoli elementi informativi richiesti alle imprese) di per sé rischia di essere fuorviante”. Lo ha sottolineato il Presidente di OIC, Michele Pizzo, al convegno promosso a Milano dall’Organismo Italiano di Contabilità sui nuovi European Sustainability Reporting Standards (ESRS) pubblicati nelle scorse settimane dall’Efrag e sui quali è in corso una consultazione pubblica. “Permangono infatti”, ha proseguito Pizzo, “aree di incertezza e elementi di confusione che potrebbero determinare effetti non desiderati nell’applicazione dei principi”.
All’incontro di OIC, svolto in collaborazione con Deloitte, hanno preso parte esponenti di primo piano degli organismi di regolamentazione italiani ed europei nonché rappresentanti delle associazioni di operatori e di alcuni dei maggiori gruppi societari del Paese.
“E’ un onore e un piacere ospitare questo evento organizzato da OIC, evento dedicato al processo di semplificazione degli standard di sostenibilità, ma che si innesta in un più ampio contesto di riflessione e di rivisitazione da parte dell’Europa del quadro normativo e regolamentare in materia di sostenibilità. L’evento” ha affermato Valeria Brambilla, amministratore delegato di Deloitte e Touche, “riveste un’importante occasione di confronto e dialogo su una tematica di grande rilevanza ed attualità con l’obbiettivo di raccogliere il punto di vista di autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale, della comunità finanziaria e di primari gruppi quotati italiani rispetto all’evoluzione del percorso europeo in materia di sostenibilità e più in generale rispetto al ruolo della sostenibilità come fattore competitivo, anche alla luce del nuovo scenario geopolitico. In questo contesto è quantomai cruciale uno sforzo concertato di istituzioni, associazioni e imprese nel trasmettere e veicolare le esigenze e/o le opportunità rispetto al processo di rivisitazione e semplificazione della regolamentazione europea attualmente in corso”.
Il convegno è stato aperto da un’intervista all’economista Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano. Quest’ultimo ha soprattutto preso posizione sull’importanza che i temi della sostenibilità rivestono nella fase di transizione verso una decarbonizzazione delle fonti energetiche del pianeta sottolineando come siano divenuti un’importante issue del confronto geopolitico in atto tra Usa ed Europa. “Anche, ma non solo, a causa della nuova amministrazione Statunitense”, ha sottolineato Cottarelli, “l’aria è cambiata sulla sostenibilità. L’accelerazione imposta dai regulator europei era stata probabilmente eccessiva ed ora c’è bisogno che la frenata non sia altrettanto profonda. È necessario trovare un difficile punto di equilibrio. Mi auguro che vi siano innovazioni tecnologiche che aiutino a trovare soluzioni adatte per la transizione energetica”.
Sul piano tecnico queste le principali aree di incertezza segnalate nel corso del dibattito:
- la guidance non obbligatoria introdotta dall’Efrag alla redazione degli ESRS, con il pregevole scopo di aiutare lesocietà nei loro obblighi, ma che però finisce percostituire un ulteriore elemento di confusione senza che ne sia chiarita la esatta natura;
- il principio della fair presentation, che obbliga a fornire dati di bilancio comprensibili, comparabili, attendibili e significativi per gli utilizzatori, ma mal si adatta ad essere esportato ai temi della sostenibilità stante il diverso livello di maturità del sustainability reporting rispetto al financial reporting;
- il mantenimento della doppia materialità negli standard, l’intera procedura volta a descrivere in che modo i fattori ESG delle imprese influiscono sul mondo esterno (la cosiddetta doppia materialità, appunto), che continua a rimanere complessa e onerosa.
Al convegno di OIC dopo i saluti di Valeria Brambilla (AD di Deloitte & Touche S.p.A.) di Chiara Del Prete (Presidente dell’EFRAG Sustainability Reporting TEG) e dello stesso Pizzo si sono svolte due tavole rotonde coordinate da Tommaso Fabi, direttore tecnico OIC. Alla prima, riservata a rappresentanti del mondo della consulenza e delle associazioni di interesse, hanno preso parte Gianmario Crescentino (Presidente di Assirevi), Marcello Bianchi (Vice Direttore Generale di Assonime), Sara Pelucchi (Vicepresidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Lecco) e Fabrizio Negri (AD di Cerved Rating Agency S.p.A.). Alla seconda tavola rotonda, dedicata agli esponenti delle imprese, hanno preso parte Elisabetta Stegher (Gruppo Intesa Sanpaolo), Luca Cencioni (ENI), Angelo Scipioni (Enel) e Massimo Romano (Assicurazioni Generali).
Il convegno è stato concluso da Paolo Marullo Reedtz (Presidente del Comitato per gli standard di sostenibilità OIC) e Fabio Pompei (CEO | Deloitte Central Mediterranean).
