“L’Ucraina ha deciso di ritirarsi dalla Convenzione di Ottawa che vieta le mine antiuomo. Questo è un segnale per tutti i Paesi confinanti con la Russia”. Sono queste le parole dichiarate domenica dal presidente dell’Ucraina Volodimyr Zelensky, che ha firmato un decreto per il ritiro dalla Convenzione di Ottawa, trattato internazionale di riferimento per limitare l’uso, la produzione e l’accumulo delle mine antiuomo.
Dopo la ratificazione della convenzione nel 2005, la motivazione dietro al ritiro è da rivedersi nell’uso fatto dalla Russia di queste armi. Zelensky ha infatti affermato: “Ho firmato un decreto che attua la decisione del Consiglio per la sicurezza nazionale e la difesa dell’Ucraina in merito alla Convenzione di Ottawa, la convenzione che vieta le mine antiuomo. La Russia non ha mai aderito a questa convenzione e utilizza le mine antiuomo in modo estremamente cinico. E non solo ora, nella guerra contro l’Ucraina“.
Si tratta del sesto paese europeo, dopo la Lituania, l’Estonia, la Lettonia, la Polonia e la Finlandia, a comunicare la decisione, dettata principalmente dalla vicinanza geografica con la Russia, paese che non ha aderito alla convenzione e di conseguenza è già produttrice delle mine, arma criticata perché difficili nelle operazioni di bonifica e di conseguenza capaci di diventare un pericolo per i civili nel passaggio delle zone minate. A far parte dei Paesi che non aderiscono alla Convenzione di Ottawa appaiono anche gli Stati Uniti.
