È scontro tra Assogestioni e Pietro Giuliani, Presidente e fondatore di Azimut, sulla governance del gruppo. L’associazione del risparmio gestito ha infatti presentato una lista di “minoranza” per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Azimut formata da quattro candidati. Una mossa scorretta, secondo i vertici della società di asset management tricolore, in quanto lo statuto del gruppo prevede di riservare alla lista dei fondi un solo posto nel board. Tuttavia, visto l’azionariato diffuso e formato proprio da asset manager c’è la possibilità che i candidati di Assogestioni possano essere eletti, creando un blocco importante. Timone fiduciaria, la holding che fa capo al management, possiede infatti il 22% del capitale, mentre il 75% è diffuso sul mercato.
La mossa di Assogestioni è considerata uno schiaffo all’attuale gestione e c’è chi ricorda le antiche ruggini che in passato hanno portato Azimut a uscire dall’associazione di categoria. Una disaffezione legata anche al fatto che secondo Giuliani il titolo del gruppo è da tempo sottovalutato in borsa per ragioni non legate alle prospettive economiche. “Negli ultimi 30 anni, Azimut ha generato per i propri clienti un rendimento superiore del 34%, al netto dei costi, rispetto alla media dei concorrenti. Nei circa 20 anni dalla quotazione, Azimut Holding ha fatto guadagnare ai suoi azionisti 15 volte il capitale investito, posizionandosi come terzo titolo sul listino tra gli appartenenti al FTSE MIB. Il gruppo Azimut ha sempre raggiunto o superato gli obiettivi di utile netto annunciati nei quattro piani quinquennali presentati. Nell’esercizio 2024 appena concluso, l’utile netto adjusted è stato pari a 588 milioni di euro. Azimut Holding, unica realtà italiana con una presenza diretta in 19 Paesi, gestisce masse totali per circa 110 miliardi di euro, di cui la metà appartiene a clientela estera. Tutto ciò dà un respiro internazionale e quindi di diversificazione alla società con vantaggi per i suoi clienti e azionisti.
“Non votare la lista per il rinnovo del Consiglio d’Amministrazione di Azimut Holding, presentata dal Patto di Sindacato di circa 2.000 consulenti, dipendenti e manager che lavorano in Azimut, vuole dire non apprezzare quanto numericamente è stato rappresentato sopra, mortificando gli autori, che con passione e dedizione hanno contributo a realizzarlo” si legge in una nota.
“Non credo che, in generale, ma in particolare in un momento come questo, le società abbiano bisogno di tensioni all’interno dei CDA. La lista presentata da Assogestioni, per quanto riportato da organi di stampa, sembra essere una vendetta causata dall’uscita dall’associazione delle società appartenenti al gruppo Azimut di alcuni anni fa” dichiara Pietro Giuliani, Presidente e Fondatore di Azimut, che a titolo personale aggiunge “il non rispetto dello Statuto della Società, che assegna all’eventuale lista di minoranza un posto di consigliere in seno al CDA, ma la presentazione di una lista di quattro consiglieri che potrebbero essere eletti solo se la lista ottenesse la maggioranza dei voti in Assemblea, avvalora questa tesi. Con l’1,7% del capitale raccolto dai pochi associati resisi disponibili ad una brutta azione come questa, si sta cercando di attuare ciò che, in politica, vengono definiti ‘giochi di palazzo‘, dove si vuole esprimere il 40% del CDA con appena l’1,7% del capitale. Confido che il 98,3% del capitale della società che ancora ho l’onore di presiedere, e che tutti coloro che possano influenzare il suo voto, non si distraggano e non sottovalutino l’importanza di dare fiducia, votando la lista del CDA presentata da oltre 2,000 colleghi che lavorano nella società. Questi colleghi che rappresentano circa il 22% del capitale, risulterebbero demotivati e confusi dal vedere prevalere in Assemblea una lista di persone, rappresentanti l’1,7% del capitale, presentata da un’associazione alla quale, anche alla luce di questi comportamenti, abbiamo la fortuna di non appartenere più. Concludo affermando che difficilmente riuscirei a non tenere conto di quello che considererei un gesto di sfiducia da parte della maggioranza degli azionisti”.
Attualmente il board di Azimut è formato da Pietro Giuliani, Presidente, Gabriele Blei, Massimo Guiati, Paolo Martini, Giorgio Medda, Alessandro Zambotti, tutti e cinque con la carica di amministratore delegato, Giorgia Sturlesi, Anna Maria Bortolotti, Fiorenza Dalla Rizza, Marcello Foa, Silvia Priori, Vittoria Scandroglio, Costanza Bonelli, Nicola Colavito e Marco Galbiati.
La lista predisposta dal il comitato dei gestori di Assogestioni è formata da quattro nomi: Vincenzo Delle Femmine, Anna Doro, Cristina Sgubin e Federico Ferro Luzzi. Il capolista Delle Femmine è anche un generale della Guardia di Finanza, attualmente è presidente di Fintecna ed è stato anche vicedirettore dell’Aisi, i Servizi segreti interni.
