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Raccolta netta

Assogestioni, il 2022 parte con una raccolta netta positiva di 4,3 mld a gennaio

Partenza positiva per l’industria del risparmio gestito in Italia nel mese di gennaio, anche se in misura più contenuta rispetto al gennaio 2021.

Nel primo mese del 2022, secondo i dati della periodica mappa di Assogestionila raccolta netta si è attestata a 4,3 miliardi di euro, mentre il patrimonio gestito ha superato i 2.500 miliardi. Certo, a gennaio 2021 la raccolta era stata straordinaria, con 12,5 miliardi di euro, rispetto a quel dato il flusso si è ridotto a un terzo.

Se a spingere la raccolta di inizio 2021 erano state le gestioni di portafoglio (positive per 7,3 miliardi di euro), in questo primo mese del 2022 sono le gestioni collettive a farla da padrone, in particolare i fondi aperti che chiudono gennaio con un saldo positivo di 5,27 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 4,6 miliardi di gennaio 2021. I fondi chiusi, invece, hanno quasi dimezzato la raccolta rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (269 milioni contro 474 milioni). 

Le gestioni di portafoglio hanno registrato deflussi netti per 1,19 miliardi a causa di disinvestimenti da parte degli investitori istituzionali (-2,9 miliardi, contro un flusso positivo per 6,99 miliardi dell’analogo periodo 2021). 

Rispetto a inizio 2021, a livello di categorie, i risparmiatori hanno indirizzato le proprie preferenze in modo diverso: quest’anno hanno ricevuto più flussi i fondi azionari (+2,6 miliardi) e i bilanciati (+1,9 miliardi), mentre lo scorso anno erano stati gli obbligazionari a primeggiare (+ 3,1 miliardi contro -1,38 miliardi di quest’anno). 

Gran parte della raccolta del mese è andata nelle mani del gruppo Generali, a cui sono confluiti 2,02 miliardi di euro, seguito da Deutche Bank con 885,9 milioni e dalla società di gestione Amundi, con 808,3 milioni. 

Intesa Sanpaolo, invece, registra un deflusso di 405,8 milioni di euro, dopo una straordinaria performance nel mese di dicembre 2021 con una raccolta di 2,84 miliardi. Tra i big, prevalgono i riscatti anche per Poste Italiane (-214,8 milioni), Allianz (-412,4 milioni), Morgan Stanley (-339 milioni) e Bnp Paribas (-472 milioni). 

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