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Monitor for Circular Fashion

SDA Bocconi: IA e software spingeranno la circolarità del settore della moda nei prossimi anni

Nei prossimi tre anni l’adozione dell’intelligenza artificiale a supporto dell’economia circolare da parte delle aziende della moda aumenterà del 31%, seguita dalle piattaforme online per la circolarità, con una crescita del 19%, e dalle piattaforme online per la tracciabilità (+12%). È quanto emerge dal Monitor for Circular Fashion, Osservatorio di Ricerca parte del Sustainability Lab di SDA Bocconi School of Management. Il report, presentato a inizio settimana esplora l’efficacia delle strategie di circolarità delle aziende della moda rispetto ai requisiti fissati dalle nuove iniziative legislative europee in materia di sostenibilità ambientale e sociale.

Il comparto è infatti uno dei più impattanti: consuma enormi quantità di risorse naturali, contribuendo significativamente all’inquinamento e alle emissioni di gas serra. Per esempio, stando a dati UE, per una sola maglietta di cotone servono 2.700 litri di acqua, ovvero pari a quanto una persona ne beve in 2 anni e mezzo. O ancora, l’industria tessile è responsabile del 20% dell’inquinamento globale dell’acqua potabile e del 10% delle emissioni globali di carbonio. Al contempo, solo l’1% dei vestiti usati viene riciclato in nuovi capi. In Europa, ogni anno, un cittadino europeo consuma in media circa 26 kg di tessili e ne smaltisce 11 kg, per lo più in discarica o inceneriti (87%). E la moda veloce (fast fashion), spinta dai social media, ha accelerato il consumo e ridotto la durata dei capi.

Le nuove norme UE mirano ad accelerare la transizione circolare e ridurre gli impatti del settore rendendo i tessuti più durevoli, riparabili, riutilizzabili e riciclabili. La nuova strategia comprende nuovi requisiti di progettazione ecocompatibile per i tessuti, informazioni più chiare, un passaporto digitale dei prodotti e l’invito per le aziende ad assumersi la responsabilità e ad agire per ridurre al minimo la propria impronta di CO2 e ambientale.

Al contempo, aumenta il numero di brand sostenibili che però non riesco a ottenere grandi quote di mercato. Stando ai risultati del report della Bocconi, i principali ostacoli all’acquisto di abbigliamento sostenibile per i consumatori sono il costo (37%), il timore di contraffazioni (29%) e le preoccupazioni sul greenwashing (22%)

I risultati del report

Il report è stato presentato lunedì 19 febbraio presso il Campus milanese di SDA Bocconi. All’evento hanno partecipato numerosi player chiave del settore, tra questi la Commissione Europea, EURATEX, OECD e le aziende partner del Monitor for Circular Fashion.

Le 28 aziende che aderiscono al M4CF, che complessivamente rappresentano 123 mila lavoratori e nel 2023 hanno generato un fatturato di 34 miliardi di euro, hanno analizzato insieme al team di ricerca di SDA Bocconi la loro compliance attuale rispetto alle ultime normative europee, tra cui Ecodesign, EUDR, Passaporto Digitale, Green Claims, Natural Restauration Law e Due Diligence Directive, condividendo esperienze, sfide e soluzioni.

Dall’Osservatorio emerge che l’ecodesign è prioritario per le aziende: le strategie ritenute più efficaci sono quelle che privilegiano l’utilizzo di materiali rinnovabili o non tossici, anche considerando gli sviluppi sui requisiti in materia di compliance chimica (REACH). La definizione in atto della normativa rende tuttavia difficile per le aziende quantificare costi e ricavi dell’implementazione di queste soluzioni. L’ecodesign risulta essenziale anche per preservare la biodiversità: per la maggior parte delle aziende del M4CF il cambiamento climatico, l’uso responsabile delle acque e la preservazione del territorio sono le principali sfide climatiche su cui incentrare le strategie dei prossimi anni.

Il monitoraggio della filiera produttiva e il rispetto degli standard ambientali e sociali lungo tutto il ciclo di produzione è un altro tema rilevante su cui focalizzare i piani aziendali, anche a seguito dell’entrata in vigore della CSDDD, la Due Diligence Directive. Il rispetto dell’orario di lavoro e delle condizioni di sicurezza sono le principali fonti di rischio percepite dai partner del Monitor.

A livello di tecnologie per l’implementazione della circolarità, nei prossimi tre anni emerge una crescita prevista del 31% nell’adozione dell’intelligenza artificiale a supporto della transizione circolare, seguita dalle piattaforme online per la circolarità, con una crescita del 19%, e le piattaforme online per la tracciabilità (+12%).

Infine, nel Report sono riassunti i risultati di un’indagine svolta da Certilogo, in collaborazione con M4CF, che ha indagato con i consumatori familiarità, valore percepito e impatto dei Digital Product Passport. L’implementazione di questa tecnologia sarà obbligatoria in Europa a partire dal 2027 per mettere a disposizione dei consumatori informazioni complete, dalla materia prima alla filiera produttiva e distributiva, alla manutenzione del prodotto, al fine di aiutarli a fare scelte d’acquisto consapevoli. Dall’indagine, condotta su 1741 intervistati di diverse aree geografiche e fasce d’età che hanno usufruito della piattaforma di Certilogo, emerge che il 49% degli intervistati ha dichiarato di avere familiarità con i Digital Product Passport e la generazione Z risulta quella con maggiore conoscenza in merito (54%), nonostante questo strumento non sia ancora ampiamente diffuso; il 71% pensa che incrementerà la fiducia nei brand e il 49% che migliorerà la fedeltà ai marchi. Tra le ragioni che ostacolano l’acquisto di prodotti sostenibili: costo (37%), timore di acquistare prodotti contraffatti (29%) e preoccupazioni sul greenwashing (22%).

I progetti di circolarità delle aziende

Sin dall’avvio delle sue attività di ricerca, il M4CF si è dato l’obiettivo di identificare degli indicatori chiave di prestazione (KPIs) su misura per il settore della moda, che le aziende del M4CF hanno testato su progetti circolari concreti e buone pratiche che possono dare un contributo effettivo al dibattito sulla misurazione delle azioni.

Nel Manifesto 2024 e nel Report 2024/2025 sono presenti 14 progetti, di cui 4 nuovi e 1 aggiornato rispetto alla scorsa edizione:

  • Think Leather, creato da HModa con GAB Group, Seriscreen e la cooperativa sociale Progetto QUID, ha trasformato rimanenze di pellame in portapenne. Il progetto pilota ha raggiunto la fase di produzione industriale alla fine del 2023. Temera è partner tecnico per la creazione della digital voice.
  • Kintsugi, nato dalla collaborazione tra YKK, Save The Duck e Temera, è una soluzione di riparazione che si ispira ad un’antica arte giapponese del restauro e permette di ridurre l’utilizzo di risorse per la produzione di nuove zip.
  • Traceable Fiamma Bag, realizzato da Ferragamo con UNIC, ICEC, Conceria Antiba e Temera, approfondisce lo studio sulla tracciabilità della pelle con l’obiettivo di validare un sistema di gestione dei dati per la redazione della Due Diligence in conformità al prossimo Regolamento Europeo sulla deforestazione (EUDR Reg.UE 2023/1115).
  • One Next Step, co-creato da TOD’S e da Mastrotto con il supporto di UNIC e ICEC e in collaborazione con Temera, sviluppa un modello di calzature secondo i principi di ecodesign, in cui il 79% in peso dei componenti è sostituito con materiali alternativi, attualmente non utilizzati dal marchio, il cui impatto ambientale è stato calcolato con studi LCA.
  • Digital Product Passport, progetto industrializzato di Save The Duck e Certilogo che vede l’introduzione per il 99% dei capi dalla collezione 2024 Save The Duck di un passaporto digitale, sviluppato da Certilogo, che permette ai consumatori di approfondire le informazioni sui prodotti e contribuire all’economia circolare tramite due funzioni innovative: la vendita “click to resell” su eBay e il tasto Donate tramite Humana People to People Italia.
Circular Fashion Manifesto

Durante l’evento è stato presentato per il quarto anno consecutivo un’edizione aggiornata del Circular Fashion Manifesto, un documento che ribadisce l’impegno delle 28 aziende partner, rappresentate durante il panel dell’evento da Save The Duck, RadiciGroup, Vitale Barberis Canonico, TOD’s Group, ICEC e Temera, per una maggiore trasparenza e tracciabilità lungo l’intera catena di fornitura della moda.

“Oggi manca ancora una cultura della sostenibilità e della circolarità: le Direttive e i Regolamenti non possono crearla, ma stanno spingendo le aziende a muoversi in quella direzione” ha commentato Francesca Romana Rinaldi, Direttrice Monitor for Circular Fashion SDA Bocconi. “Spetta alle aziende mettere in atto strategie e strumenti per plasmare questa cultura. Il M4CF è uno spazio pre-competitivo dove ingredient-brands, vendors, brand, retailers e fornitori di servizi del settore moda possono cooperare nella condivisione di buone pratiche, avendo come obiettivo l’armonizzazione e l’accelerazione della twin transition”.

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