EY ha intervistato 18.000 persone per mappare l’uso dell’IA finanziaria. Il risultato? Oltre la metà la usa per orientare le proprie decisioni in materia di risparmio e investimento.
Quasi la metà dei consumatori a livello globale, precisamente il 49%, ha iniziato a utilizzare l’intelligenza artificiale negli ultimi sei mesi per orientare le proprie decisioni in materia di risparmio e investimento. Secondo il sondaggio globale di EY sull’IA, che ha coinvolto oltre 18.000 persone in 23 paesi, l’adozione di questa tecnologia nei servizi finanziari sta subendo un’accelerazione senza precedenti, spinta da un interesse crescente per le applicazioni pratiche che migliorano la sicurezza e la gestione del patrimonio. Oltre al supporto negli investimenti, il 18% degli intervistati si affida all’IA per proteggere i propri dati personali, mentre il 50% è convinto che la tecnologia possa svolgere un ruolo cruciale nell’individuare e prevenire le frodi finanziarie.
L’analisi di EY evidenzia come l’IA di nuova generazione abbia ormai superato la fase puramente sperimentale per diventare un supporto concreto nelle scelte finanziarie dei cittadini. Secondo lo studio, attualmente, il 21% degli utenti utilizza agenti di IA per ottenere raccomandazioni su prodotti specifici, mentre il 18% delega all’algoritmo compiti complessi come la gestione del budget familiare e il supporto operativo nel trading. Questa crescente familiarità sta aprendo la strada a un utilizzo dell’IA per processi decisionali sempre più sofisticati, trasformando il modo in cui i consumatori interagiscono con il denaro.
Omar Ali, responsabile globale dei servizi finanziari di EY, sottolinea che questo scenario offre alle banche e alle compagnie assicurative un’opportunità unica per conquistare nuove quote di mercato, a patto che i quadri normativi sulla governance e sulla responsabilità evolvano di pari passo con l’innovazione per preservare la fiducia del pubblico.
La domanda di consulenza personalizzata è uno dei motori principali di questa trasformazione, con il 37% degli intervistati che considera estremamente utile ricevere consigli basati sui propri dati e preferenze personali o automatizzare i processi di risarcimento. Addirittura, il 14% dei consumatori ha già permesso all’IA di selezionare fornitori di servizi finanziari per proprio conto, e l’11% gestisce le proprie finanze con un intervento umano minimo o del tutto assente. Tuttavia, Preetham Peddanagari, EY Global Financial Services AI Co-Leader, avverte che la velocità di questa adozione dipenderà dalla capacità delle aziende di porre limiti etici chiari e dimostrare trasparenza, trasformando l’interesse iniziale in una fiducia duratura nel tempo.
Infine, il profilo dell’utente tipo dell’IA finanziaria è fortemente influenzato da fattori demografici e socio-economici. La Generazione Z guida la classifica con un tasso di adozione del 68%, seguita dai Millennial al 65%, i quali risultano essere i più propensi a utilizzare l’IA per compiti specifici come il rilevamento delle frodi (37%) e l’automazione dei sinistri (41%). Al contrario, i Baby Boomer mostrano percentuali di utilizzo decisamente inferiori, segnalando un divario generazionale che richiede strategie di comunicazione differenziate. Anche il livello di istruzione e la situazione lavorativa giocano un ruolo chiave: i laureati e i lavoratori a tempo pieno manifestano livelli di fiducia e di utilizzo significativamente più alti rispetto a studenti o pensionati, confermando che l’alfabetizzazione digitale e la stabilità economica sono catalizzatori fondamentali per l’accettazione di queste nuove tecnologie nel settore finanziario.
Nello specifico circa la metà dei consumatori intervistati con una laurea universitaria considera l’IA “molto” o “estremamente” utile per l’individuazione delle frodi (50%), la consulenza finanziaria (52%) e l’automazione delle richieste di risarcimento (51%). Questo dato si confronta con livelli inferiori tra coloro che hanno un diploma di scuola superiore, dove solo il 28% degli intervistati utilizza l’IA per l’individuazione delle frodi e il 25% per la consulenza finanziaria e l’automazione delle richieste di risarcimento.
