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Mercati CO2

Cina, UE e Brasile lanciano una coalizione internazionale sul carbon pricing

La Cina, il Brasile e la Commissione Europea hanno annunciato la nascita della Open Coalition on Compliance Carbon Markets, una nuova iniziativa internazionale pensata per rafforzare la cooperazione globale sui sistemi di prezzo del carbonio. L’obiettivo è rendere i mercati delle emissioni più efficaci, trasparenti e coordinati, accelerando così la decarbonizzazione delle economie mondiali.

L’annuncio arriva in una fase cruciale della transizione energetica globale, in cui sempre più governi stanno adottando strumenti economici per ridurre le emissioni di gas serra e incentivare investimenti in tecnologie pulite.

Come funzionano i mercati del carbonio

I mercati del carbonio sono considerati uno degli strumenti più importanti per combattere il cambiamento climatico. In pratica, i governi fissano un tetto massimo alle emissioni consentite per determinati settori industriali e distribuiscono o vendono quote di emissione alle aziende.

Le imprese che riescono a emettere meno CO₂ rispetto ai limiti assegnati possono vendere le quote inutilizzate, mentre quelle che superano i limiti devono acquistare permessi aggiuntivi. Questo meccanismo crea un incentivo economico diretto alla riduzione delle emissioni e all’innovazione tecnologica.

Secondo la Commissione Europea, oggi esistono circa 80 sistemi di carbon pricing attivi in oltre 50 Paesi, un dato che evidenzia la crescente importanza della cooperazione internazionale per armonizzare regole, standard e metodologie.

L’esperienza dell’Unione Europea

L’Unione Europea è stata tra i pionieri del settore con il lancio nel 2005 del sistema ETS (Emissions Trading System), il più grande mercato del carbonio esistente fino a pochi anni fa. Il sistema copre settori ad alta intensità energetica come produzione elettrica, acciaio, cemento, chimica, carta e aviazione commerciale.

Negli ultimi anni l’ETS europeo è stato oggetto di revisioni e dibattiti, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi energetici e delle pressioni sulle industrie energivore. Tuttavia, la Commissione Europea continua a difendere il meccanismo, sostenendo che abbia contribuito a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati, accelerare la transizione verso energie pulite e finanziare investimenti nella decarbonizzazione.

La Cina guida il più grande mercato del carbonio al mondo

La Cina ha lanciato il proprio sistema nazionale ETS nel 2021, oggi considerato il più grande mercato del carbonio al mondo per volume di emissioni coperte. L’iniziativa rientra nella strategia climatica di Pechino, che punta a raggiungere il picco delle emissioni entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2060.

Il coinvolgimento cinese nella nuova coalizione rappresenta un segnale importante, considerando il ruolo centrale del Paese nelle emissioni globali e nella trasformazione energetica internazionale.

Anche il Brasile accelera sulla transizione climatica

Il Brasile ha recentemente compiuto un passo decisivo approvando nel 2024 una legge per creare il proprio sistema nazionale di scambio delle emissioni. L’ingresso del Paese sudamericano nella coalizione evidenzia la crescente attenzione delle economie emergenti verso strumenti di mercato per affrontare la crisi climatica.

Nuovi membri e obiettivi della coalizione

La nuova coalizione sarà aperta ai Paesi dotati di sistemi nazionali di carbon pricing, come ETS o carbon tax. Germania e Nuova Zelanda sono stati i primi nuovi membri ad aderire ufficialmente.

Tra le priorità operative della coalizione figurano:

  • sistemi rigorosi di monitoraggio, reporting e verifica delle emissioni;
  • metodologie affidabili di contabilizzazione del carbonio;
  • utilizzo di crediti e offset ad alta integrità ambientale;
  • promozione di standard internazionali condivisi.

Un primo piano di lavoro dovrebbe essere approvato durante la Carbon Market Conference prevista il 15 settembre 2026 a Wuhan, in Cina.

Le dichiarazioni della Commissione Europea

Kurt Vandenberghe, Direttore Generale per l’Azione Climatica della Commissione Europea, ha definito la nascita della coalizione “una buona giornata per l’azione climatica”.

Secondo Vandenberghe, la collaborazione tra Cina, Brasile, Unione Europea, ma anche Germania e Nuova Zelanda contribuirà a rendere i sistemi di scambio delle emissioni “più efficaci, robusti e trasparenti”, favorendo allo stesso tempo crescita economica, innovazione e riduzione delle emissioni di gas serra.

Un nuovo equilibrio nella governance climatica globale

La creazione della Open Coalition on Compliance Carbon Markets potrebbe rappresentare un passo importante verso una maggiore integrazione delle politiche climatiche internazionali. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e competizione economica, il coordinamento tra grandi economie sul prezzo del carbonio potrebbe diventare uno degli strumenti più rilevanti per raggiungere gli obiettivi climatici globali nei prossimi decenni.

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