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Transizione energetica

Amundi, l’approccio Say on Climate per il 2022

Le strategie aziendali tese a garantire un impatto favorevole verso il clima hanno una posizione sempre più rilevante nell’agenda di Amundi. La società di asset management ha presentato una revisione delle sue procedure di voto e delle pratiche di coinvolgimento nel documento Say on Climate per il 2022. L’iniziativa Say On Climate, lanciata dall’investitore attivista di hedge fund Chris Hohn attraverso la Children’s Investment Fund Foundation, collabora con le aziende per stabilire solidi piani di transizione a zero emissioni con il feedback degli azionisti in un voto consultivo annuale.

Ad un mese dall’approvazione della strategia Say on Climate, Amundi s’impegna a rendere noto ogni singolo voto, in linea con il Progetto Societario del Gruppo Crédit Agricole, principale azionista della società di gestione francese (detiene il 69,5% di Amundi).

Amundi è il principale asset manager europeo e — attraverso i fondi e i mandati che gestisce per conto dei suoi clienti — è anche l’azionista di maggioranza di diverse società. Proprio per la posizione che occupa, ritiene che sia sua stessa responsabilità incoraggiare e accelerare la transizione delle aziende verso un modello più modello sostenibile. In quest’ottica, ha adottato un approccio esigente all’analisi delle risoluzioni Say on Climate per il 2022, una pratica già incoraggiata con le risoluzioni votate nel 2021.

Quest’anno, Amundi ha chiesto alle società di presentare una strategia conforme ai termini dell’Accordo di Parigi e, dunque, tesa a migliorare l’impatto climatico. In occasione delle assemblee generali, è stato richiesto di introdurre gli obiettivi completi (in termini di portata delle cifre e di scenari di riferimento), un’agenda precisa (con obiettivi a breve, medio e lungo termine) e un piano di risorse chiare per raggiungere i target climatici (tra cui un piano d’investimento da tre a cinque anni). Quest’approccio ha portato a una distinzione caso per caso delle strategie climatiche presentate e sottoposte a votazione. Su 36 risoluzioni Say on Climate presentate dalle società nel 2022, Amundi ha votato a favore solo del 40% di queste. Le ragioni del voto negativo sono state comunicate alle compagnie interessate.

Amundi si dice consapevole della responsabilità di incoraggiare la transizione delle compagnie energetiche. In particolare, di quelle che operano nel settore petrolifero. Diversamente dal carbone, il petrolio è ritenuto ancora una fonte essenziale e, dunque, l’obiettivo sarebbe quello di favorire la trasformazione delle compagnie invece che di escluderle. Questa è la ragione offerta da Amundi per giustificare il fatto che continuerà a investire nel settore energetico. Con l’impegno, allo stesso tempo, di assicurarsi che i player che vi operano implementino strategie in linea con l’Accordo di Parigi.