Stakeholder Engagement LGIM | ESGnews

L'esperienza di RBC BlueBay AM

Stakeholder Engagement, cos’è e perché serve per investire

L’engagement, ovvero il “coinvolgimento impegnato” di investitori e gestori nelle aziende di loro interesse è un concetto fondamentale nella definizione odierna di sostenibilità. Con gli anni, ha assunto sempre maggior rilevanza. In cosa consiste? I soggetti interessati all’andamento economico dell’impresa (i cosiddetti stakeholder, ossia i “portatori di interesse”: tipicamente investitori e asset manager, ma non solo) cercano di stimolare il management delle società ad adottare strategie sempre più virtuose. In un primo momento questa volontà di coinvolgimento si riduceva a un’unica pratica. Semplicemente, nel non investire in quelle aziende con attività dannose per l’ambiente o le persone, prediligendo le “prime della classe”, ovvero le società migliori sotto il profilo della sostenibilità. A ben vedere, una pratica essa stessa non sostenibile: limitarsi a tagliare fuori dal perimetro investibile le aziende più arretrate nel percorso verso la sostenibilità, avrebbe penalizzato il raggiungimento della sostenibilità stessa a livello globale (monitoraggio e controllo del cambiamento climatico, preservazione della natura, miglioramento della giustizia sociale). 

La fase successiva ha visto quindi gli stakeholder instaurare un dialogo costruttivo con dirigenti e consigli di amministrazione delle aziende in portafoglio per indirizzarle verso l’adozione di modelli di sviluppo sostenibili grazie anche al loro voto in assemblea. Negli Stati Uniti, tra il 2020 e il 2022, le risoluzioni degli azionisti su questioni ambientali e sociali hanno raggiunto quota 273, di cui 102 solo nel 2022, in netto aumento rispetto alle circa 70 di ciascuno dei due anni precedenti. Un fenomeno in espansione anche sull’altra sponda dell’Atlantico. 

Un ulteriore affinamento dell’attività di engagement da parte degli stakeholder è l’engagement nel settore del reddito fisso, ovvero obbligazionario, anche con emittenti sovrani. Praticare il coinvolgimento impegnato in un comparto diverso da quello azionario è meno lineare; nel caso delle azioni gli investitori, in qualità di soci, hanno la possibilità di influenzare la governance aziendale attraverso il voto in assemblea. Al contrario, gli obbligazionisti sono finanziatori, non proprietari; e in quanto tali non possono avvalersi di un meccanismo legale di influenza diretta. Il dialogo, con una buona dose di diplomazia data la presenza di enti sovrani, resta dunque lo strumento di engagement prediletto dagli investitori del reddito fisso

Il terreno è delicato, eppure ci sono alcuni casi di successo, come quello di RBC BlueBay Asset Management in Brasile, dove si è attivato per cercare di trovare soluzioni contro la deforestazione dell’Amazzonia. 

L’attività di RBC BlueBay AM in Brasile 

Quello della deforestazione è un problema complesso sul quale agiscono vari fattori. In questo contesto è interessante capire quali sono le leve sulle quali possono agire gli investitori istituzionali e quale ruolo possono giocare come abilitatori della transizione grazie alle pratiche di engagement. Un esempio concreto è quello dell’attività di RBC BlueBay Asset Management in Brasile. Nel Paese sudamericano l’asset manager ha infatti instaurato un dialogo con le autorità locali per affrontare la problematica della deforestazione

RBC BlueBay AM, investitore istituzionale e co-fondatore dell’Investor Policy Dialogue on Deforestation (IPDD – iniziativa di impegno guidata dagli investitori, istituita per coordinare un dialogo sulle politiche pubbliche per fermare la deforestazione), è convinto che sviluppo economico e protezione ambientale non si escludono a vicenda

Il Brasile è stato il primo Paese a partecipare all’iniziativa IPDD. Dopo tre anni di incontri per lo più virtuali con il governo e la società civile, una delegazione IPDD europea e la comunità degli investitori locali hanno trascorso una settimana a San Paolo, Brasilia e in Amazzonia. In questa occasione, RBC BlueBay AM ha potuto rafforzare il proprio impegno con le autorità brasiliane, aiutato anche dal fatto che il nuovo governo Lula si è impegnato ad affrontare la deforestazione come elemento centrale della sua agenda sul clima, riprendendo il dialogo con la comunità internazionale su questo tema. Negli ultimi anni il Brasile ha subito una pesante deforestazione, che incide sulla sua prosperità economica e allo stesso tempo rappresenta un rischio sistemico per i portafogli. Molti investitori sono esposti alla deforestazione attraverso le catene di approvvigionamento globali; per questo gli investitori sovrani e del reddito fisso includono sempre più la deforestazione nelle loro analisi.

Anche le catene di approvvigionamento delle aziende brasiliane potrebbero essere esposte al rischio deforestazione. Per tale motivo, le aziende – produttrici per lo più di soia, manzo e cacao – stanno cercando di analizzare le proprie intere catene di fornitura per certificare la correttezza anche dei loro fornitori indiretti. Tuttavia la tracciabilità è difficile a causa dell’incompletezza dei dati a disposizione e ciò si traduce in una mancanza di vera trasparenza. 

D’altra parte, anche le autorità locali con cui RBC BlueBay AM si è confrontata hanno denunciato diverse criticità. Sebbene infatti sia aumentato il controllo del rispetto del codice forestale e della protezione della biodiversità, organizzazioni come l’IBAMA (Instituto Brasileirodo Meio Ambiente e dos Recoursis Naturais Renovaveis theBrazilian) e l’ICMBio (InstitutoChico Mendes de Conservação da Biodiversidade) hanno visto il loro personale ridursi, a svantaggio della loro attività di controllo. Tuttavia dal confronto con gli stakeholder è emerso un dato incoraggiante: il governo sta cercando di sopperire alla carenza di agenti sul campo, assumendo nuovo personale.

RBC BlueBay AM ha incontrato anche la Banca centrale brasiliana e i team responsabili del monitoraggio del credito rurale e dei flussi finanziari provenienti dall’estrazione mineraria artigianale (che spesso avviene illegalmente e contribuisce anch’essa alla deforestazione). I team al lavoro sul credito rurale, provenienti dalla statale Banco do Brasil, utilizzano la geo-mappatura sia per assicurarsi di non concedere prestiti ai proprietari di terreni deforestati illegalmente, sia per esplorare le opportunità di vendita di crediti di carbonio volontari provenienti da foreste perenni (certificate come tali in modo indipendente). 

A Basilea, RBC BlueBay AM si è interfacciata con consulenti politici, lobbisti, la Banca mondiale e l’ente che rappresenta gli Stati dell’Amazzonia per tracciare una mappa degli interessi rappresentati nel Congresso nazionale (il parlamento brasiliano) passibili di perdere o guadagnare da un’azione più concertata contro deforestazione.

Nell’incontro RBC BlueBay AM ha sottolineato quanto spesso il settore agroalimentare sia miope rispetto agli effetti della conversione di un maggior numero di foreste in terreni agricoli. D’altra parte, i paesi consumatori possono rischiare di non accedere al mercato agricolo brasiliano se non sono in grado di dimostrare che i loro prodotti non hanno nulla a che fare con la deforestazione. Una nota positiva è che all’incontro sono state proposte pratiche migliori per un’agricoltura sostenibile. Inoltre, il nuovo governo sembra intenzionato a mettere la politica climatica (compresa la deforestazione) al primo posto per evitare l’isolamento del Brasile sul piano internazionale. E’ probabile che questo sia un tema chiave per la presidenza brasiliana del G20 nel 2024.

L’applicazione delle norme e la trasparenza sono fondamentali per scongiurare la deforestazione. La creazione del Ministero delle Popolazioni Indigene e il trasferimento del Registro Ambientale Rurale (Cadastro Ambiental Rural, o CAR, che tiene traccia della proprietà dei terreni rurali) dal Ministero dell’Agricoltura a quello dell’Ambiente sono stati passi positivi, sottolinea RBC BlueBay AM. Un più agevole accesso pubblico al database del CAR e al suo analogo per il trasporto degli animali (Guia deTrânsito Animal, o GTA) contribuirebbe ad aumentare la trasparenza delle catene di approvvigionamento, poiché consentirebbe ai produttori di carne bovina, ad esempio, di monitorare gli animali dalla nascita al macello, verificando che non siano stati allevati su terreni deforestati illegalmente. Un accesso così aperto smaschererebbe i produttori meno scrupolosi.

Il “dovere fiduciario” di agire di RBC BlueBay AM

Gli attori finanziari, come gli investitori istituzionali, hanno il dovere fiduciario (fiduciary duty) di agire a lungo termine nel migliore interesse possibile dei loro beneficiari, rispettandone al contempo i mandati. La deforestazione rappresenta sempre più un concreto rischio di portafoglio sul lungo termine, finanziariamente rilevante. Gli investitori, le aziende e i paesi esposti alla deforestazione si trovano ad affrontare rischi finanziari, normativi, di reputazione e di catena di approvvigionamento crescenti. Per questo gli investitori si impegnano sempre più a sostenere la transizione verso pratiche slegate dalla deforestazione, in modo da poter continuare a investire in aziende esposte a catene di approvvigionamento di materie prime a rischio forestale e nei paesi in cui tali materie prime vengono prodotte. Gli investitori si stanno rendendo conto che affrontare la deforestazione è parte fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi di zero emissioni nette nel 2050. Per il Brasile, una combinazione di elementi potrebbe invertire la rotta della deforestazione crescente. L’impegno del governo è chiaro e deve essere accompagnato da azioni concrete sostenute dagli investitori.