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Le migliori aziende italiane secondo Deloitte Private, l’85% ritiene la sostenibilità importante

Sono 74 le aziende italiane che secondo Deloitte Private si sono distinte per strategia, competenze e innovazione, impegno e cultura aziendale, governance e performance, internazionalizzazione e sostenibilità. A queste realtà del nostro Paese è stato assegnato il riconoscimento della quarta edizione del “Deloitte Best Managed Companies Award” (BMC), premio istituito da Deloitte Private – la soluzione del network Deloitte rivolta alle PMI quotate e non, agli imprenditori, ai family office, agli investitori privati e ai Private Equity ed alle start-up – nell’ambito dell’iniziativa sostenuta da ELITE – il network e private market del Gruppo Borsa Italiana – Euronext che connette le imprese a diverse fonti di capitale per accelerarne la crescita -, da Confindustria e da ALTIS – Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Le Best Managed Companies sono aziende che hanno sposato la sostenibilità sia come strategia che come valore aziendale: oltre l’85% delle aziende vincitrici ritiene la CSR importante e oltre 1 su 2 fondamentale

“Dall’analisi condotta sulle BMC, l’elemento maggiormente differenziante per le aziende vincitrici BMC” dichiara Andrea Restelli, Partner Deloitte e Responsabile del Premio Best Managed Companies “risulta essere l’investimento in tecnologia e innovazione (74%), che le posiziona in linea con le prospettive del NGEU. Questa rappresenta una componente strategica sia per il mantenimento della competitività attraverso l’innovazione, sia per l’evoluzione dei sistemi produttivi verso una maggiore sostenibilità”.

Le BMC di quest’anno presentano un buon equilibrio tra aziende di piccole e medie dimensioni e grandi imprese. Il 54% delle realtà aziendali premiate ha un numero di dipendenti fino a 249 e il restante 46% conta una forza lavoro che va oltre le 250 unità. Le aziende vincitrici si distribuiscono su tutto il territorio nazionale, con la seguente ripartizione: Nord Ovest 40%, Nord Est 32%, Centro 15%, Sud 13%.

Secondo la rielaborazione di Deloitte Private di dati del  Rapporto Istat 2021 una buona parte delle imprese di dimensioni maggiori (>50 addetti) ha mostrato i segni di uno spiazzamento dovuto alla crisi pandemica: circa il 50% delle imprese con più di 50 dipendenti ha segnalato una caduta del fatturato superiore al 10% nel 2020. Ma ciò non è avvenuto tra le imprese medio-grandi BMC, che si collocano, dunque, tra quelle più virtuose e con una maggiore resilienza rispetto alla media nazionale.

Deloitte Best Managed Companies Award

Il settore più rappresentato è quello dei Prodotti industriali e Costruzioni (29%), seguito da Consumer Products (26%), Technology (11%), Energia (8%), Retail (7%), Sanitario (3%), Oil & Gas (3%); il restante 13% delle aziende appartiene ad altri settori. Per quanto riguarda la tipologia proprietaria, il 43% delle imprese è a conduzione familiare, il 14% è partecipata da fondi di Private Equity mentre sono 6 le aziende quotate in Borsa.

“Questa edizione del BMC – afferma Ernesto Lanzillo, Partner Deloitte e Private Leader – come quella del 2020 si è svolta in un contesto di pandemia, con rilevanti ed eterogenee conseguenze sull’attività delle aziende italiane. Guardando al fatturato medio del 2020, secondo un’elaborazione di Deloitte Private su dati Istat, le imprese industriali italiane hanno registrato un calo dell’11,5%, mentre quelle di servizi del 12%. Invece, di fronte a una forte contrazione dell’attività economica e del fatturato, le aziende BMC risultano avere una performance migliore rispetto alla media delle imprese italiane, registrando un incremento medio del fatturato pari al 14,4%. Questo significa forte capacità di adattamento al contesto e reazione sia alla crisi pandemica sia a quella economica. In una sola parola: resilienza. Una qualità indispensabile per puntare sull’obiettivo della crescita a lungo termine”.