Transizione demografica,serve maggiore occupazione femminile | ESGNews

UN Women Italy

Transizione demografica, più occupazione femminile e innovazione digitale per sostenere la crescita del Paese

La piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro, una maggiore corresponsabilità nella cura familiare e un accesso più equo alle competenze digitali e tecnologiche sono le leve per affrontare la transizione demografica in Italia. È il messaggio che UN Women Italy, il Comitato nazionale di UN Women, l’ente delle Nazioni Unite dedicato alla parità di genere e all’empowerment femminile, ha portato il 7 luglio alla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica, presieduta dall’onorevole Elena Bonetti, presentando una strategia che lega uguaglianza di genere, crescita economica e sostenibilità del welfare.

“La transizione demografica non si affronta soltanto aumentando il numero delle persone. Si affronta aumentando la capacità del Paese di valorizzare il contributo di tutte e di tutti”, ha dichiarato la presidente di UN Women Italy, Darya Majidi.

La sfida demografica non può essere affrontata esclusivamente attraverso politiche per incrementare la natalità, ma richiede di valorizzare pienamente il capitale umano del Paese, aumentando la partecipazione delle donne all’economia e rimuovendo gli ostacoli che ne limitano il contributo.

Nel corso dell’audizione sono stati illustrati alcuni dati che evidenziano il divario ancora esistente. L’Italia occupa l’85° posto nel Global Gender Gap Report del World Economic Forum, mentre il tasso di occupazione femminile si ferma al 57,4%, ben al di sotto della media europea, superiore al 70%. Le donne rappresentano inoltre appena il 2,2% dei CEO delle società quotate e continuano a registrare livelli reddituali inferiori rispetto agli uomini.

Per UN Women Italy, ridurre questi squilibri significa non solo promuovere maggiore equità, ma anche rafforzare la competitività del Paese, aumentare il gettito fiscale e contribuire alla sostenibilità del sistema di welfare in un contesto caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione.

L’organizzazione chiede quindi un impegno congiunto di istituzioni e imprese per favorire carriere più continue, pari opportunità di crescita professionale, formazione permanente e valorizzazione delle competenze femminili.

Un secondo tema affrontato riguarda l’organizzazione della cura, indicata come uno dei principali ostacoli alla partecipazione femminile al lavoro. Secondo i dati presentati dal Comitato Scientifico di UN Women Italy, il 79% delle donne svolge quotidianamente attività di cura domestica, contro il 34% degli uomini, mentre la copertura degli asili nido raggiunge appena il 30% a livello nazionale, con significative differenze territoriali.

Per questo UN Women Italy propone di ampliare progressivamente la rete dei servizi per la prima infanzia, rendendo gli asili nido sempre più accessibili fino a un obiettivo di sostanziale gratuità, e di rafforzare il ruolo dei padri attraverso congedi parentali più equilibrati.

“Se vogliamo sostenere natalità, occupazione e benessere delle famiglie dobbiamo costruire una vera corresponsabilità nella cura”, ha affermato Monica Cerutti, segretaria generale di UN Women Italy e coordinatrice del Comitato Scientifico. “La cura non è un tema privato femminile: è una questione economica, sociale e demografica che riguarda l’intero Paese”.

Tra le priorità indicate figura anche la riduzione del divario di genere nelle competenze tecnologiche. Attualmente solo l’1,5% delle donne occupate lavora come specialista ICT e appena il 44% possiede competenze digitali di base, contro una media europea del 54%.

Per evitare che la trasformazione digitale e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale amplifichino le disuguaglianze esistenti, UN Women Italy propone di rafforzare l’educazione digitale fin dalla scuola, introducendo in modo strutturale l’informatica nei percorsi scolastici e incentivando la presenza femminile nelle discipline STEM, nell’AI e nelle professioni del futuro.

Nel corso dell’incontro, il Comitato ha invitato la Commissione a integrare stabilmente la prospettiva di genere nelle politiche demografiche, facendo leva su tre direttrici strategiche: partecipazione al lavoro, partecipazione alla cura e partecipazione all’innovazione.

Al termine dei lavori, la presidente della Commissione parlamentare, Elena Bonetti, ha sottolineato la convergenza tra le proposte presentate da UN Women Italy e le priorità individuate dalla Commissione, indicando come centrali il potenziamento dei servizi per l’infanzia, un riequilibrio dei congedi parentali e una maggiore presenza femminile nei percorsi STEM e digitali. Con il proprio intervento, UN Women Italy ha ribadito l’impegno a promuovere una prospettiva di genere nelle politiche economiche, sociali e demografiche, considerandola una condizione essenziale per una crescita sostenibile e inclusiva del Paese.

Da sinsitra la Segretaria Generale UNWI Monica Cerutti, l’Onorevole Elena Bonetti, la Presidente UNWI Darya Majidi

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