Essere attenti alle risorse e allo sviluppo sostenibile del proprio territorio è una condizione che si esprime
sempre di più anche attraverso il consumo critico di alimenti e bevande. Un’attenzione alla sostenibilità che
non riguarda solo chi acquista ma anche chi produce: in Friuli Venezia Giulia sono numerose infatti le
imprese che hanno tra i propri obiettivi ridurre l’impatto sociale e ambientale della loro produzione.
L‘importanza dell’utilizzo delle risorse e le scelte produttive nel settore alimentare saranno oggetto
dell’incontro Bioeconomia e agrifood responsabile per il territorio, tappa di Udine del Salone della CSR
e dell’innovazione sociale, realizzata in collaborazione con Animaimpresa, associazione impegnata da
anni nella promozione della CSR sul territorio, e con l’Università degli Studi di Udine. L’incontro sarà
trasmesso in diretta streaming martedì 2 marzo 2021. La partecipazione è gratuita con
una semplice registrazione sul sito del Salone della CSR e dell’innovazione sociale.
“La bioeconomia rappresenta un’eccellenza per il nostro territorio, così come per l’intero Paese – esordisce
Fabio Pettarin, Presidente Associazione Animaimpresa – Attraverso Animaimpresa siamo in contatto con
molte aziende locali, che operano nel sistema agrifood e bioeconomico in genere, capaci di integrare la
sostenibilità ambientale e sociale e di garantire eccellenze produttive. Il Friuli Venezia Giulia, inoltre, si sta
adoperando per riconoscere a livello sistemico gli Obiettivi di Agenda 2030 delle Nazioni Unite, traducendoli in opportunità competitiva per le imprese”.
“Salute, corretta alimentazione, qualità della vita sono argomenti centrali quando si parla di sviluppo
sostenibile – afferma Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone – Mi fa piacere che nella tappa
di Udine venga affrontato il tema della bioeconomia che si sposa bene con i principi della sostenibilità e in
particolare con il concetto di circolarità. Una bioeconomia circolare e sostenibile richiede un approccio
interdisciplinare perché coinvolge attori di settori tradizionali come l’agricoltura ma anche discipline
innovative come la biotecnologia e la bioenergia”.
