L’Unione europea rafforza il dibattito sulla protezione dei minori nell’ambiente digitale con nuove richieste rivolte a piattaforme, influencer e sviluppatori di intelligenza artificiale.
Nell’Unione europea il 97% dei giovani utilizza internet ogni giorno e il tempo trascorso davanti agli schermi continua ad aumentare: secondo Eurostat, nel 2024 gli adolescenti tra gli 11 e i 14 anni hanno raggiunto una media di nove ore quotidiane, mentre gli 8-10enni superano le sei ore. Numeri che alimentano il dibattito sugli effetti dei social media sulla salute mentale e sul benessere dei più giovani, tema già al centro di un crescente contenzioso internazionale e dell’attenzione dei regolatori. Solo poche settimane fa, infatti, è stato chiuso un caso che coinvolgeva Google, e in particolare YouTube, sui rischi dei social per la salute mentale degli adolescenti. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce la nuova iniziativa del Parlamento europeo, che punta a rafforzare la tutela dei minori nell’ecosistema digitale.
La commissione Cultura e Istruzione (CULT) del Parlamento europeo ha infatti approvato con 17 voti favorevoli, 3 contrari e 4 astensioni una relazione d’iniziativa che chiede una più rigorosa applicazione della normativa europea esistente e nuove misure per rendere l’ambiente digitale più sicuro per bambini e adolescenti. Il testo sarà poi sottoposto al voto della plenaria nella sessione del 14-17 settembre.
Al centro della relazione c’è il principio secondo cui la responsabilità della sicurezza online deve ricadere anzitutto su chi progetta e gestisce le piattaforme digitali. I deputati chiedono quindi che servizi e applicazioni siano sviluppati secondo i criteri di privacy by design, safety by default e progettazione adeguata all’età, accompagnati da una maggiore trasparenza dei sistemi algoritmici che determinano la visibilità dei contenuti.
Particolare attenzione viene riservata ai meccanismi di progettazione che incentivano un utilizzo compulsivo delle piattaforme. La commissione invita dunque a vietare le pratiche considerate più dannose sotto il profilo della dipendenza e propone che i sistemi di raccomandazione adottino misure di mitigazione del rischio specifiche per gli utenti minorenni. Inoltre, incoraggiano la Commissione a introdurre la responsabilità personale in caso di gravi e persistenti violazioni delle disposizioni relative alla tutela dei minori. Tra le novità figura anche la richiesta di introdurre una “modalità giovani”, che disabiliti la pubblicità comportamentale e limiti le funzionalità di design più persuasive.
Secondo gli eurodeputati, la scarsa trasparenza degli algoritmi e dei sistemi di moderazione impedisce ai giovani di comprendere perché determinati contenuti vengano promossi, limitati o rimossi, riducendo la loro capacità di orientarsi criticamente nello spazio digitale. Per questo la relazione invita a rafforzare gli obblighi di trasparenza già previsti dal quadro normativo europeo.
Un altro capitolo riguarda il crescente ruolo degli influencer nell’influenzare comportamenti, consumi e aspirazioni dei più giovani. Il Parlamento sollecita la Commissione europea e gli Stati membri a definire un codice di condotta europeo per gli influencer e una definizione armonizzata di influencer marketing, chiedendo inoltre maggiori tutele contro fenomeni come il kidfluencing, quando i bambini vengono trasformati in influencer, e lo sharenting, quando i genitori documentano online la vita dei propri figli, che possono tradursi in forme di sfruttamento commerciale e di esposizione eccessiva dei minori.
Vista l’epoca tecnologica, la relazione affronta inevitabilmente anche l’evoluzione dell’intelligenza artificiale. I deputati propongono quindi standard etici obbligatori per i cosiddetti “compagni IA”, progettati per simulare relazioni di amicizia, così da evitare forme di manipolazione emotiva dei minori. Chiedono inoltre maggiore trasparenza sui dati utilizzati per addestrare i modelli di IA, il contrasto alle truffe realizzate con contenuti sintetici che impersonano persone o marchi e il divieto esplicito dei sistemi capaci di generare immagini o video sessualmente espliciti di persone identificabili senza consenso, compreso il materiale sintetico di abuso sessuale su minori.
Sul piano normativo, il Parlamento invita la Commissione a garantire un’applicazione coerente delle principali normative europee, dal Digital Services Act al GDPR, dall’AI Act alla direttiva sui servizi di media audiovisivi, affinché la protezione dei minori rappresenti un principio trasversale della regolazione digitale europea.
“La responsabilità per la sicurezza dei bambini e degli adolescenti deve ricadere innanzitutto su coloro che progettano e gestiscono le piattaforme digitali”, ha dichiarato il relatore Sandro Ruotolo, sottolineando come, al pari dei produttori di automobili chiamati a integrare dispositivi di sicurezza nei propri veicoli, anche le piattaforme debbano eliminare le funzionalità che favoriscono dipendenza, manipolazione ed esposizione a contenuti dannosi.
