Milano Cortina

Parità di genere

Milano Cortina 2026, record di atlete donne, ma la parità nei media resta legata ai grandi eventi

A Milano Cortina 2026 la presenza femminile ha raggiunto il 47% degli atleti totali (2.871 partecipanti), il livello più alto mai registrato ai Giochi invernali. Nei telegiornali italiani, le atlete hanno ottenuto il 58% della visibilità contro il 42% degli uomini, mentre il 53% delle notizie ha raccontato competizioni miste, il 24% femminili e il 23% maschili. Le voci intervistate risultano bilanciate (49% donne, 51% uomini) e il linguaggio è corretto nell’84% dei casi. Tuttavia, nelle Paralimpiadi 2026 le donne rappresentano il 26% dei partecipanti ma solo il 14% della copertura mediatica. Numeri che raccontano un avanzamento significativo, ma non ancora strutturale.

I dati emergono dalla ricerca Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026, promossa dal Comitato Olimpico Internazionale e da Fondazione Bracco, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026 e realizzata dall’Osservatorio di Pavia.

La metodologia dello studio analizza la copertura dei telegiornali italiani tra luglio 2024 e marzo 2026, includendo tre fasi distinte, i Giochi di Parigi 2024, il cosiddetto “tempo ordinario” ovvero quando l’attenzione si sposta dai grandi eventi allo sport ordinario e i Giochi di Milano Cortina 2026. L’indagine combina analisi quantitativa (tempi di parola, presenza, distribuzione delle notizie) e qualitativa (linguaggio, stereotipi, modalità narrative), offrendo per la prima volta una visione organica e comparativa del racconto mediatico dello sport.

“Grazie all’insieme del movimento Olimpico, abbiamo raggiunto i Giochi Olimpici Invernali più equilibrati dal punto di vista di genere nella storia con oltre il 47% di atlete”, ha sottolineato Charlotte Groppo, Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale. “Questo progresso è più di un semplice dato statistico: è il riflesso di opportunità che si ampliano, di barriere che continuano a cadere e di un futuro in cui ogni ragazza può vedersi sul campo di gioco”.

Olimpiadi: equilibrio nei numeri, centralità crescente delle atlete

I Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano un punto di svolta sul piano della partecipazione. Le donne raggiungono il 47% degli atleti, un dato mai registrato prima e anche la delegazione italiana è perfettamente allineata col 47% delle donne presenti.

Sul piano sportivo, l’Italia conquista 30 medaglie complessive, distribuite in modo equilibrato tra uomini e donne. Ma il contributo femminile emerge con forza nei risultati di vertice, tanto che 7 delle 10 medaglie d’oro sono legate a performance femminili (5 individuali, 1 in coppia e 1 in team misto). Un dato che rafforza il peso competitivo delle atlete nel bilancio complessivo dei Giochi.

Anche la rappresentazione mediatica mostra segnali di maturità. Nei telegiornali italiani, le atlete superano gli uomini in termini di visibilità (58% vs 42%). In generale la copertura è equilibrata con il 53% dei servizi che include competizioni di entrambi i generi, mentre le notizie esclusivamente femminili (24%) e maschili (23%) risultano quasi equivalenti. Le interviste seguono lo stesso andamento (49% donne, 51% uomini).

Fonte: Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026

Lo studio ha analizzato anche il linguaggio che risulta correttamente declinato secondo il genere nell’84% dei casi, segnale di una crescente attenzione editoriale. Non è tutto oro quel che luccica tanto è vero che continuano a persistere alcune criticità con alcune narrazioni che hanno insistito su elementi biografici o familiari, in particolare la maternità. Parallelamente emergono anche segnali positivi, come una maggiore apertura emotiva nel racconto degli atleti uomini, che contribuisce a superare stereotipi di genere tradizionali.

Paralimpiadi: partecipazione e visibilità ancora sbilanciate

Diverso il quadro delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 che appare più disomogeneo. Su 612 partecipanti, le donne sono 160, pari al 26%, a cui si aggiungono 84 guide, in prevalenza uomini, che accentuano ulteriormente lo squilibrio complessivo.

La delegazione italiana evidenzia un gap ancora più marcato: 38 uomini e 5 donne, pari al 12% di presenza femminile, al di sotto della media internazionale.

Questo squilibrio si riflette e si amplifica nella copertura mediatica. Le atlete rappresentano solo il 14% delle notizie, una quota inferiore sia rispetto alla loro partecipazione sia rispetto agli standard olimpici. Il racconto televisivo si concentra su poche discipline, sci alpino, sci di fondo e snowboard, ma solo le prime due includono competizioni femminili, limitando ulteriormente la visibilità.

Fonte: Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026

Nonostante ciò, l’impatto sportivo delle atlete resta rilevante. L’Italia conquista 16 medaglie (7 ori, 7 argenti, 2 bronzi), di cui 4 ottenute da una sola atleta, Chiara Mazzel, protagonista dello sci alpino. Un dato che evidenzia un contributo elevato a fronte di una presenza numerica ridotta.

Il confronto con il 2024: picchi di visibilità e ritorno alla normalità

Il confronto con Parigi 2024 permette di leggere in prospettiva i risultati del 2026. Durante i Giochi estivi, che avevano assorbito il 75% delle notizie sportive nei telegiornali italiani, la copertura mostrava già un equilibrio relativamente avanzato tra sport femminili (49%) e maschili (51%) e una presenza significativa delle atlete.

Fonte: Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026

Anche per le Paralimpiadi 2024, pur con una visibilità inferiore rispetto alle Olimpiadi, l’attenzione mediatica aveva consentito di portare in primo piano discipline e protagonisti solitamente marginali, facendo emergere al contempo stereotipi legati sia al genere sia alla disabilità. Qui le notizie sugli sport femminili erano solo il 10% contro il 24% di quelle maschili mentre quelle miste hanno raggiunto il 66%.

Fonte: Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026

Il dato più rilevante emerge però nel periodo intermedio. Nel “tempo ordinario” successivo ai Giochi di Parigi, la copertura torna rapidamente a concentrarsi su poche discipline (in particolare il calcio che domina col 40% delle notizie) e su protagonisti consolidati, riducendo la presenza dello sport femminile (nel caso del calcio solo il 2% coinvolge la presenza femminile). È qui che si misura il limite del sistema mediatico: la difficoltà di trasformare l’eccezionalità dei grandi eventi in normalità narrativa.

Fonte: Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026

Milano Cortina 2026 dimostra che la parità è possibile in termini di partecipazione, risultati e visibilità. Ma evidenzia anche che questo equilibrio resta fragile e dipendente dall’eccezionalità dell’evento.

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