Arriva l’accordo tra Intesa Sanpaolo e tutte le organizzazioni sindacali che integra e amplia le misure del nuovo modello di organizzazione in corso dall’inizio di quest’anno. Riguardano in particolare lavoro flessibile, sia con maggiore libertà del dove lavorare che del quando, e introduzione della settimana corta.
Le principali novità in materia di lavoro flessibile sono la sperimentazione dello smart working in oltre 280 filiali della Banca dei Territori e della Divisione Private con conseguente maggiore possibilità di fruizione da parte delle persone e l’aumento dell’indennità di buono pasto a 4,50 euro al giorno per le giornate di lavoro agile da casa.
È stata poi confermata l’introduzione della settimana corta che potrà essere applicata in 40 le filiali di grandi dimensioni della Banca dei Territori e che prevede 9 ore su 4 giorni con una riduzione di orario da 37,5 a 36 ore, su base volontaria, a parità di retribuzione secondo le esigenze tecnico-operative dell’azienda. Dal prossimo primo novembre 2023, inoltre, il personale di oltre 250 filiali di piccole dimensioni potrà richiedere e fruire volontariamente della settimana corta, nel giorno di chiusura della filiale (ricompreso tra martedì, mercoledì e giovedì).
Prosegue anche la possibilità di utilizzare un’elasticità di orario in entrata che consente di iniziare l’attività lavorativa tra le 7 e le 10 con relativo spostamento dell’orario di fine lavoro, sia nel caso di smart working sia nel lavoro in presenza, anche lavorando in settimana corta. In pochi mesi, dal primo gennaio quando le nuove misure sono state avviate, hanno aderito al nuovo lavoro flessibile 40.000 persone pari a circa il 70% di chi poteva essere abilitato prima dell’accordo odierno (strutture di governance e filiali) e alla settimana corta circa 17.000 persone, pari al 60% del personale full time delle strutture di governance e di 12 grandi filiali.