Libellula parità di genere

Approfondimento

Fondazione Libellula lancia il progetto “Maschi del Futuro” per favorire la cultura della parità di genere

In Italia la violenza di genere continua a rappresentare un’emergenza significativa che, economicamente parlando, impegna il 5% del PIL. I femminicidi sono infatti solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che comprende violenza economica, controllo, ricatti digitali e micro-aggressioni quotidiane che limitano libertà e autonomia. Lo confermano anche le più recenti indagini sugli adolescenti dalle quali emerge, per esempio, una quota significativa di ragazzi che considera accettabile un atto di forza “per gelosia”, mentre molte ragazze interpretano la richiesta di password o della geolocalizzazione come una prova d’amore. 

Ma la discriminazione non è solo verso le donne bensì anche verso il genere maschile. Alcuni dati, infatti, evidenziano che almeno il 5% degli uomini ha dichiarato di aver cambiato lavoro dopo essere diventato padre per l’impossibilità di conciliare paternità e carriera. 

È in questo contesto che opera Fondazione Libellula, primo network in Italia e in Europa di aziende impegnate contro la violenza di genere e contro ogni forma di discriminazione. Con circa 200 imprese aderenti e oltre 3,5 milioni di persone raggiunte nei contesti aziendali, la Fondazione compie dieci anni e rilancia la propria azione con un progetto innovativo: intervenire prima che stereotipi e disuguaglianze si radichino. La novità dell’anno si chiama infatti “Maschi del futuro”, un’iniziativa che porta il tema del rispetto e dell’equità fin nelle scuole primarie.

Maschi del futuro: educare al rispetto prima che nascano gli stereotipi

“Maschi del futuro” è uno dei più ampi programmi mai sviluppati in Italia per la scuola primaria sui temi del genere, del consenso e della libertà di espressione. Nato nel 2025 ma ufficialmente presentato al Parlamento lo scorso 20 gennaio, coinvolgerà 250 istituti su tutto il territorio nazionale, per un totale di 500 classi, con l’obiettivo di raggiungere in particolare periferie e aree fragili. L’idea di partire a comunicare l’equità sin da piccoli nasce dal presupposto che l’identità di genere e le aspettative sociali iniziano a strutturarsi già tra i quattro e i sei anni. Proprio in quella fase infatti si sedimentano messaggi impliciti come “i maschi non piangono” o “le femmine devono essere gentili e composte”, contribuendo a costruire ruoli e aspettative che, nel tempo, possono trasformarsi in disuguaglianze.

Ma la particolarità del progetto è che, questa volta, si concentrerà, come dice il nome stesso, sui maschi. “La Fondazione ha sempre lavorato per rafforzare l’empowerment femminile mentre meno attenzione è stata dedicata all’educazione dei bambini, alla cura, alla gestione del rifiuto, alla condivisione delle responsabilità. Intervenire in età precoce significa prevenire la normalizzazione della violenza”, ha dichiarato Debora Moretti, Presidente della Fondazione.

Come ha sottolineato Francesca Panigutto, Responsabile comunicazione e fundraising della Fondazione, Maschi del futuro parla ai bambini con la lingua dei bambini e lo fa grazie alla preziosa collaborazione con Francesca Cavallo, autrice di Storie della buonanotte per bambine ribelli e di Storie spaziali per maschi del futuro. Dai suoi libri sono infatti stati selezionati sei racconti, attorno ai quali è stato costruito un percorso didattico sviluppato con pedagogiste ed esperte di studi di genere. Da qui ne è nato un vero e proprio libro didattico che verrà inserito all’interno del programma scolastico delle scuole aderenti all’iniziativa. Il percorso formativo è pensato per un totale di 15 ore ma può anche essere ridotto solo a 3 ore. Libellula infatti fornisce agli insegnanti le linee guida base ma sono loro che scelgono come gestire i progetti a seconda delle classi che sono molto diverse tra loro, basti pensare che ci sono anche istituti che contano oltre 12 culture diverse.

Maschi del futuro, il progetto per insegnanti e famiglie

Maschi del futuro però non si occupa solo dei bambini ma anche di tutto il contesto educativo che li circonda. 

Le scuole aderenti potranno infatti offrire anche dei webinar mirati per i genitori e, ovviamente, non mancherà la formazione per gli insegnanti.

Per loro Fondazione Libellula ha pensato a un corso gratuito attivo sulla piattaforma del Ministero dell’Istruzione S.O.F.I.A. (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento), che riconoscerà 16 crediti formativi ai partecipanti. Il corso è suddiviso in quattro moduli. Il primo vedrà la partecipazione della stessa Francesca Cavallo che racconterà l’importanza di lavorare sui bambini oltre che sulle bambine; durante gli altri tre moduli, invece, verrà spiegato come affrontare le tematiche del progetto Maschi del futuro con anche attività pratiche oltre che teoriche. 

Gli altri progetti della Fondazione Libellula

Accanto a Maschi del futuro, la Fondazione porta avanti un ampio ventaglio di iniziative che intrecciano scuola, imprese e territorio. Nelle scuole secondarie, per esempio, è attivo un programma su cyberbullismo e violenza digitale, sviluppato sempre  in collaborazione con il Ministero, che coinvolge più regioni italiane e affronta fenomeni come la diffusione non consensuale di immagini intime e il controllo online. 

A supporto di studenti e studentesse è stato poi creato “Doppia Spunta Blu”, un servizio di ascolto via WhatsApp dove tutti i ragazzi e le ragazze possono scrivere in qualsiasi momento della giornata e il personale della Fondazione risponde, dando supporto. Anche in questo caso il progetto è attivo non solo per i giovani ma anche per gli insegnanti.

Nel 2023, invece, è stato inaugurato a Milano lo “Spazio Libellula”, un presidio territoriale che non si sostituisce ai centri antiviolenza ma orienta e integra i servizi esistenti. “Per darvi alcuni numeri, nell’ultimo anno e mezzo abbiamo lavorato per 480 famiglie, e 1.500 adolescenti; oltre 500 donne hanno partecipato ai percorsi, di empowerment e di educazione finanziaria all’interno dello spazio, oltre 400 minorenni hanno frequentato i nostri percorsi, e 200 donne hanno attivato il nostro sportello psicologico”, ha raccontato Moretti. Numeri che non faranno altro che crescere dato che il prossimo settembre verrà inaugurata a Lecce una nuova sede, con l’obiettivo di replicare un modello adattabile ai bisogni locali.

Al momento la Fondazione è anche al lavoro sulla campagna dell’8 marzo, che rimetterà al centro lo “scontrino” del costo della violenza di genere con un particolare focus sul costo invisibile che le donne pagano nei contesti lavorativi. Quello del tema economico e dell’educazione finanziaria, tra l’altro, è uno degli argomenti che sta molto a cuore alla Fondazione che cerca di aiutare le donne che escono dai centri antiviolenza a entrare nel mercato del lavoro rendendole però consapevoli dell’importanza dell’autonomia finanziaria. 

Infatti oltre il 35% delle donne non ha un conto corrente intestato solo a sé stessa e non cointestato col partner. E non si parla solo di persone con una bassa scolarizzazione ma a volte sono anche donne con ruoli di seniority medio-alta. E proprio su questo cambiamento culturale spinge la Fondazione e, anche se qualcosa sta cambiando visto che molte aziende stanno introducendo nella policy aziendale che devono avere un conto intestato personale, i passi da fare sono ancora molti.

L’importanza delle aziende 

Per far sì che questi progetti funzionino e vengano diffusi servono un grande lavoro, grandi investimenti e tanta attenzione. Per questo la dimensione aziendale resta centrale. Il network della Fondazione di circa 200 imprese finanzia infatti oltre il 90% le attività della Fondazione, garantendo l’indipendenza da bandi pubblici e continuità progettuale. 

“Le aziende ci credono talmente tanto nei valori e nei progetti della Fondazione che anche durante l’ultimo anno così critico per la sostenibilità oltreoceano hanno continuato a far parte del network. E poco importa se questo ha significato per loro cercare una scappatoia per farlo, come cambiare nome o termini, l’hanno fatto. E c’è anche chi ha scelto di farlo più di prima”, ha osservato Laura Vitelle, referente dell’area corporate..

Oltre all’aspetto economico, le aziende svolgono un ruolo fondamentale: sono dei moltiplicatori culturali. Fondazione Libellula infatti parte a trasmettere messaggi a valori alle aziende ma questi arrivano poi alle famiglie dei dipendenti, ai loro figli, alle loro figlie e in generale a tutta la comunità che li circonda.

Dal canto loro le aziende vengono accompagnate da Libellula nell’adozione di policy anti-molestie, nell’introduzione della figura della consigliera di fiducia e in percorsi di formazione su equità, inclusione e valorizzazione delle diversità. 

La Fondazione poi crea anche campagne di comunicazione che vengono sposate e richieste dalle aziende stesse, perché sono in grado di parlare di violenza di genere senza esporla. Parliamo anche di grandi aziende come Tim e Vodafone che richiedono un affiancamento su tematiche delicate che richiedono competenze verticali.

Insomma, lo scopo del lavoro della Fondazione nelle aziende non è dunque quello di aiutarli ad adempiere alle norme ma di portare a un cambiamento culturale misurabile nel tempo.

Per questo anche il progetto Maschi del futuro verrà valutato tramite un’analisi di impatto, pre e post intervento, grazie alla collaborazione con le Università. Nello specifico si cercherà di capire con i docenti quali sono i cambiamenti che hanno notato, com’era prima e com’è dopo questo progetto e così via. Questo permetterà un domani di portare Maschi del futuro anche fuori dall’Italia, partendo dall’UE ma arrivando fino al resto del mondo come in Sud America, dove il libro di Francesca Cavallo è già disponibile.

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