Il progetto artistico di Senzaquadro di Celeste Gaia diventa un libro pubblicato da Arbos su carta riciclata: una selezione delle 427 risposte anonime alla domanda “Cosa vuoi proteggere?” collezionate durante la Design Week di Milano. Presentazione il 5 giugno alle 19 alla Libreria Verso.
Cosa vuoi proteggere? È questa la domanda che Senzaquadro, il progetto di design artistico fondato dall’artista multidisciplinare Celeste Gaia, ha posto ai visitatori degli spazi della Galleria Manuel Zoia, nel cuore di Brera durante l’ultima Design Week di Milano. Una domanda su cui per una settimana gli avventori della mostra sono stati invitati a fermarsi, scrivere la propria risposta su un biglietto e imbucarla in una speciale cassetta postale rossa, la Dream Box. Un esperimento artistico capace di raccogliere centinaia di risposte anonime e costruire un archivio spontaneo di desideri, paure e responsabilità condivise. Una sorta di performance collettiva che oggi diventa un progetto editoriale edito da Arbos, storica realtà italiana della cartoleria sostenibile certificata B Corp, da quasi quarant’anni impegnata nella promozione di pratiche produttive responsabili e nella collaborazione con artisti, designer e istituzioni culturali.
Un gesto semplice, quasi anacronistico, quello di scrivere un messaggio a mano e spedirlo verso un luogo che non esiste, ma che è presente. Ed è proprio in questa tensione tra assenza e presenza che si colloca il cuore del progetto. La cassetta postale diventa un dispositivo relazionale, uno strumento per dare forma a ciò che normalmente resta invisibile: le cose che ci stanno a cuore. Uno spazio simbolico, condiviso, fatto di desideri, memorie e urgenze non sempre tangibili.
Alla fine della settimana, all’interno della Dream Box erano stati raccolti 427 messaggi, provenienti da persone di età, provenienze e lingue diverse. Degli oltre quattrocento, 84 erano scritti in lingue straniere, dall’inglese al persiano, dal coreano al cinese, mentre tre partecipanti hanno scelto di rispondere attraverso il disegno. “Per una settimana ho chiesto alle persone cosa volessero proteggere e loro potevano scrivere le risposte su dei biglietti (in modo del tutto anonimo), imbucandole all’interno di questa Dream Box, in una sorta di happening per la creazione di un’opera collettiva” racconta Celeste Gaia, “Da quell’esperienza è nato un libro-oggetto che raccoglie una selezione di questi messaggi: una specie di archivio collettivo, molto umano e spontaneo, realizzato insieme ad Arbos su carta riciclata, con la prefazione di Valentina Lonati”.
Realizzato interamente su carta riciclata, il libro non è soltanto la documentazione di un esperimento artistico. È un archivio emotivo collettivo, una mappa di ciò che le persone considerano fragile, prezioso e degno di essere custodito.
In un’epoca dominata dalla velocità e dall’iperconnessione, il progetto recupera un mezzo di comunicazione lontano, una cassetta della posta non digitale, per riportare l’attenzione sul valore dell’ascolto e della riflessione. Non importa tanto dove arrivino questi messaggi, quanto il fatto di averli scritti.
Negli ultimi anni Senzaquadro ha costruito la propria ricerca proprio attorno ai linguaggi della relazione, combinando materiali di recupero, colori e parola per creare opere che mettono al centro l’esperienza umana. Anche la Dream Box nasce da questa filosofia: è stata realizzata utilizzando circa 2,3 chilogrammi di materiali di scarto, tra packaging recuperato, MDF e plexiglass destinati al riutilizzo.
Ma la sostenibilità, in questo progetto, riguarda anche la capacità di creare uno spazio condiviso in cui riconoscere ciò che conta davvero. Perché se è vero che la transizione ecologica è prima di tutto una decisione culturale, allora per comprenderne l’enorme portata sociale e ambientale, occorre forse chiedersi per cosa siamo ancora disposti a lottare, cosa vogliamo proteggere, prima di decidere il come farlo. Il perchè così verrà da sè.
Le 427 risposte raccolte da Senzaquadro non forniscono una risposta univoca. Disegnano però un paesaggio comune fatto di legami, luoghi, ricordi. Un promemoria silenzioso ma potente: la sostenibilità inizia spesso da ciò che scegliamo di non perdere e quindi vogliamo proteggere.
Il libro sarà presentato venerdì 5 giugno alle ore 19.00 presso la Libreria Verso di Milano, in un incontro con l’autrice Celeste Gaia, Valentina Lonati, che firma la prefazione del volume, e Sergio Paolin di Arbos Edizioni. Un’occasione per ripercorrere la nascita dell’happening e riflettere sul significato di questa raccolta collettiva di pensieri, desideri e responsabilità condivise.
