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Normative

UK prepara revisione della legge sulla rendicontazione di sostenibilità e propone meno obblighi per le imprese

Il governo del Regno Unito ha avviato una consultazione che potrebbe modificare in modo significativo gli obblighi ESG previsti dal Companies Act 2006, riducendo il numero di informazioni non finanziarie che le aziende sono tenute a inserire nella relazione strategica.

L’obiettivo è rendere i bilanci più brevi e concentrati sulle informazioni realmente utili a investitori e finanziatori. Secondo l’esecutivo britannico, infatti, l’accumulo di requisiti negli ultimi anni ha prodotto documenti sempre più lunghi, complessi e caratterizzati da sovrapposizioni. La proposta punta quindi a sostituire gran parte degli obblighi tematici con un insieme più ristretto di informazioni narrative di base.

Tra i requisiti che potrebbero essere eliminati figurano quelli che chiedono alle imprese di fornire indicazioni specifiche sull’impatto ambientale, sulle condizioni e sul coinvolgimento dei dipendenti, sulla diversità, sulla parità di trattamento, sulla responsabilità sociale e sulle relazioni con la comunità. Verrebbero inoltre meno alcune dichiarazioni oggi previste dalla normativa, tra cui quella collegata alla Section 172 e i dati sulla composizione per genere di dipendenti, senior manager e consiglio di amministrazione.

La rimozione di obblighi ESG espliciti non significherebbe però la scomparsa delle informazioni di sostenibilità dai bilanci. Il principio proposto è quello della materialità finanziaria, ovvero le società continuerebbero a dover comunicare un determinato tema quando questo è rilevante per performance, attività o prospettive aziendali. Aumenterebbe quindi il margine di valutazione dei consigli di amministrazione, con una maggiore responsabilità nel decidere quali informazioni siano effettivamente rilevanti.

La possibile riforma presenta dunque un doppio effetto. Da un lato potrebbe ridurre costi, adempimenti e informazioni standardizzate considerate poco utili. Dall’altro, una minore prescrittività potrebbe rendere più difficile confrontare le performance ESG tra aziende e seguire l’evoluzione di determinati indicatori nel tempo.

Per quanto riguarda la questione climatica, per ora, resta separata. Gli attuali obblighi relativi alle disclosure finanziarie legate al clima non rientrano nelle cancellazioni proposte e sono oggetto di una revisione distinta, i cui risultati sono attesi nella primavera del 2027. Anche gli UK Sustainability Reporting Standards, introdotti nel 2026 sulla base degli standard dell’International Sustainability Standards Board, saranno valutati in relazione alla loro integrazione nel diritto societario.

La revisione potrebbe inoltre cambiare il perimetro delle aziende soggette agli obblighi di reporting non finanziario. Il governo sta infatti valutando l’introduzione di una categoria unica di società “molto grandi”, superando parte delle attuali distinzioni basate su quotazione, numero di dipendenti e fatturato. Nel mirino ci sono anche le società private di grandi dimensioni, per capire se e quando le loro informazioni non finanziarie siano necessarie per valutare rischi di investimento e credito.

La consultazione resterà aperta fino al 30 novembre 2026.

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