La commissione ITRE del Parlamento europeo ha approvato una proposta per accelerare i permessi di reti elettriche, rinnovabili, sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica.
La commissione Industria, Ricerca ed Energia (ITRE) del Parlamento europeo ha approvato, con 57 voti favorevoli, 3 contrari e 8 astensioni, la propria posizione sulla proposta di regolamento che punta ad accelerare il rilascio delle autorizzazioni per le infrastrutture energetiche. Il testo mira a ridurre i tempi necessari per realizzare reti elettriche, impianti da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica, considerati essenziali per sostenere la transizione energetica e contenere i costi dell’energia.
Secondo il Parlamento europeo, le procedure autorizzative rappresentano infatti uno dei principali ostacoli allo sviluppo delle infrastrutture energetiche. Attualmente la realizzazione di una rete di trasmissione può richiedere circa 10 anni, di cui oltre la metà assorbiti dall’iter autorizzativo, mentre alcuni progetti rinnovabili possono impiegare fino a nove anni per ottenere tutti i permessi necessari.
Tra le principali novità figurano procedure autorizzative più rapide, l’istituzione di uno sportello digitale unico a livello nazionale per la gestione delle domande e un quadro europeo dedicato ai permessi per le infrastrutture di rete. Gli eurodeputati propongono inoltre di rafforzare il principio del “preminente interesse pubblico” per i progetti legati alle reti elettriche e alle energie rinnovabili, limitando le possibilità per gli Stati membri di introdurre deroghe, salvo casi specifici legati alla tutela del patrimonio culturale.
Il testo introduce anche tempi certi per le procedure di connessione alla rete. Le autorizzazioni non dovrebbero superare i tre mesi e, in alcuni casi, il mancato riscontro delle autorità entro le scadenze previste comporterebbe il meccanismo del silenzio-assenso. Per la connessione degli impianti alle reti elettriche vengono fissati termini compresi tra sei e nove mesi, a seconda della localizzazione e della tecnologia utilizzata.
Tra gli emendamenti approvati rientra anche l’innalzamento da 100 a 200 kW della soglia oltre la quale è necessario ottenere un’autorizzazione per piccoli impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica. Inoltre, non sarebbe più richiesto alcun permesso amministrativo per l’installazione di punti di ricarica fino a 1 MW collocati su strutture artificiali.
Gli eurodeputati propongono anche di abbassare da 10 a 7 MW la soglia oltre la quale scatta l’obbligo di condividere i benefici economici dei progetti con le comunità locali, esentando però le comunità energetiche rinnovabili e i progetti promossi dai cittadini. Il testo prevede infine una procedura accelerata anche per le pompe di calore, con un termine di un mese per gli impianti fino a 50 MW e tre mesi per quelli geotermici.
Dopo il voto della commissione ITRE, il testo sarà negoziato con il Consiglio dell’UE nell’ambito del pacchetto europeo sulle reti elettriche.
