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Omnibus I

Parlamento UE esclude dalla carbon tax alle frontiere il 90% delle imprese

Con 564 voti a favore, 20 contrari e 12 astensioni il Parlamento europeo (PE) ha approvato le modifiche al CBAM, il meccanismo UE di adeguamento del carbonio alle frontiere noto come “carbon tax” sulle importazioni, proposte nel pacchetto Omnibus I, presentato dalla Commissione a febbraio. I deputati hanno dunque sostenuto l’introduzione di una nuova soglia minima di 50 tonnellate per l’applicazione della tassa, esentando così circa il 90% degli importatori, ovvero, stando ai calcoli dell’istituzione, circa 182mila imprese, per lo più pmi e privati. Stando a quanto dichiarato dal PE, l’obiettivo ambientale del meccanismo resta comunque invariato, poiché il 99% delle emissioni totali di CO2, legate per lo più alle importazioni di ferro, acciaio, alluminio, cemento e fertilizzanti, continuerà a essere coperto dalle regole.

Per le importazioni interessate, le misure mirano a semplificare il processo di autorizzazione per i dichiaranti (cioè chi importa merci soggette al CBAM), rendere più agevoli i calcoli delle emissioni e la gestione delle passività finanziarie, rafforzando al contempo le disposizioni contro gli abusi, sostiene il PE.

“Il CBAM è uno strumento fondamentale per evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e incentivare l’azione per il clima al di fuori dell’UE. Accolgo quindi con favore la decisione del Parlamento di non riaprire altre disposizioni della normativa” ha dichiarato dopo il voto il relatore Antonio Decaro (S&D, IT), “Questo approccio ci consente di semplificare le procedure per le imprese senza smantellare o indebolire il meccanismo della carbon tax. Continueremo a lavorare con rapidità per garantire certezza giuridica a tutti gli operatori coinvolti.”

Il Parlamento deve ora avviare i negoziati con il Consiglio per concordare la versione definitiva delle norme.

Cos’è il CBAM

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), adottato nel 2023 e che entrerà in vigore nel 2026, è lo strumento europeo per equiparare il prezzo delle emissioni di carbonio pagato per dai produttori dell’UE soggetti al sistema di scambio di quote di emissione (ETS), a quello dei beni importati. L’obiettivo è anche incentivare una maggiore ambizione climatica nei paesi extra UE e scoraggiare la delocalizzazione delle imprese. All’inizio del 2026, la Commissione valuterà se estendere il campo di applicazione del CBAM ad altri settori ETS a rischio che le loro imprese si spostino fuori dall’UE.

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