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Omnibus VIII

L’Ue accelera sulla semplificazione normativa: accordo del Consiglio sulle regole ambientali

Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato la sua posizione negoziale relativa al pacchetto “Omnibus VIII”, l’iniziativa legislativa proposta dalla Commissione europea per semplificare le norme ambientali e ridurre gli oneri amministrativi per imprese e pubbliche amministrazioni. Prosegue quindi l’iter legislativo europeo sulla revisione della normativa ambientale: raggiunto l’accordo tra gli Stati membri sul testo della riforma, si apre ora la fase dei negoziati con Parlamento europeo e Commissione per definire la versione finale della normativa.

Il pacchetto interviene in particolare nei settori delle emissioni industriali, dell’economia circolare e della gestione dei dati geospaziali, con l’obiettivo di eliminare obblighi ridondanti e rendere più efficienti le procedure, mantenendo al contempo elevati standard di tutela ambientale.

La revisione si inserisce nel più ampio sforzo europeo di snellimento degli oneri normativi, volto a rafforzare la competitività delle imprese europee senza compromettere gli obiettivi ambientali e climatici dell’Unione.

“La presidenza cipriota, fin dal primo giorno, ha trasformato il proprio impegno per la semplificazione in risultati concreti. Oggi manteniamo quanto promesso sul pacchetto ambientale, introducendo regole più chiare e proporzionate che riducono gli oneri inutili salvaguardando gli elevati standard di protezione ambientale dell’Unione europea”, ha dichiarato Marilena Raouna, viceministra per gli Affari europei della Repubblica di Cipro. “Si tratta di un risultato che sostiene cittadini e imprese e rafforza al tempo stesso la competitività e la sostenibilità dell’Unione”.

La proposta della Commissione comprendeva modifiche a sei atti legislativi europei, tra cui un regolamento volto ad accelerare le valutazioni ambientali, un regolamento e una direttiva per la semplificazione degli obblighi amministrativi, una revisione della direttiva INSPIRE sui dati territoriali e due interventi relativi alla responsabilità estesa del produttore (EPR).

Su quest’ultimo tema, tuttavia, il Consiglio ha deciso di interrompere i negoziati. Una larga maggioranza degli Stati membri ha infatti espresso forti riserve sulle proposte riguardanti la sospensione delle norme relative alla nomina dei rappresentanti autorizzati nell’ambito dell’EPR. Considerando inoltre l’imminente revisione complessiva del quadro europeo sulla responsabilità estesa del produttore, prevista nell’autunno del 2026 nell’ambito del Circular Economy Act, il dossier sarà affrontato successivamente.

Proseguiranno invece i lavori sul regolamento destinato ad accelerare le valutazioni ambientali, con l’obiettivo di definire una posizione negoziale comune anche su questo provvedimento.

Una parte significativa dell’intervento di semplificazione riguarda il regolamento sulle batterie. Le modifiche approvate dal Consiglio puntano a ridurre gli obblighi di rendicontazione duplicati e a semplificare le disposizioni relative alla rimovibilità e sostituibilità dei pacchi batteria utilizzati nei mezzi di trasporto leggeri, come biciclette elettriche e monopattini.

Viene inoltre rivisto il concetto di “sostanza preoccupante” per evitare sovrapposizioni con altre definizioni già presenti nella legislazione europea e limitare il numero di sostanze che i produttori devono indicare nelle etichette delle batterie. Per alcune categorie di prodotti è stato inoltre introdotto un rinvio di 18 mesi dell’entrata in vigore degli obblighi relativi alla sostituibilità delle batterie.

Sul fronte delle emissioni industriali, le nuove disposizioni alleggeriscono gli obblighi di comunicazione per gli operatori dei settori zootecnico e dell’acquacoltura e semplificano gli adempimenti previsti dalla normativa sui rifiuti.

Il Consiglio ha inoltre deciso di reintrodurre l’inventario delle sostanze chimiche come strumento essenziale per il monitoraggio delle sostanze pericolose nell’ambito della direttiva sulle emissioni industriali. Per ridurre gli oneri amministrativi, tuttavia, tale inventario sarà integrato nei sistemi di gestione ambientale già esistenti e potrà fare riferimento anche a registri predisposti nell’ambito di altri quadri normativi europei, nazionali o internazionali. È stata inoltre fissata al luglio 2030 la scadenza per l’adeguamento ai nuovi sistemi di gestione ambientale.

Il Consiglio ha definito la propria posizione anche sulla modernizzazione della direttiva INSPIRE, il quadro normativo europeo che disciplina l’infrastruttura per l’informazione territoriale e ambientale.

L’obiettivo è aggiornare una normativa entrata in vigore nel 2007 per allinearla all’attuale legislazione europea sui dati. La revisione semplifica i requisiti tecnici relativi alla raccolta, gestione e condivisione delle informazioni geospaziali, riducendo gli adempimenti burocratici senza compromettere accessibilità, qualità e interoperabilità dei dati ambientali.

Per adeguarsi all’evoluzione tecnologica degli ultimi anni, il testo chiarisce diverse definizioni e introduce nuovi concetti giuridici. Il mandato del Consiglio reintroduce inoltre l’obbligo di condivisione dei dati tra autorità pubbliche e stabilisce requisiti minimi di interoperabilità per garantire un utilizzo uniforme delle informazioni all’interno dell’Unione europea. Allo stesso tempo, vengono meglio precisate le circostanze in cui gli Stati membri potranno limitare l’accesso pubblico ai dati per ragioni di sicurezza nazionale o altri motivi di interesse pubblico.

Con l’accordo raggiunto dagli Stati membri, il Consiglio dispone ora di un mandato negoziale per avviare il confronto con il Parlamento europeo. Sarà la prossima presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue a proseguire le discussioni sugli elementi ancora aperti del pacchetto e a guidare i negoziati interistituzionali una volta che anche il Parlamento avrà adottato la propria posizione.

L’obiettivo dichiarato delle istituzioni europee è raggiungere rapidamente un accordo provvisorio sull’intero pacchetto di semplificazione, considerato uno degli strumenti chiave per coniugare competitività economica, riduzione degli oneri amministrativi e mantenimento degli elevati standard ambientali europei.

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