Diventa legge il provvedimento che introduce nuovi requisiti per specifici imballaggi destinati a ortofrutta, Horeca e strutture ricettive. Le sanzioni scatteranno dal 2030.
Il decreto imballaggi è diventato legge con il via libera definitivo della Camera dei deputati, che ha approvato il provvedimento con 178 voti favorevoli, 57 contrari e 79 astenuti. La nuova disciplina introduce requisiti di biodegradabilità e compostabilità per alcune specifiche categorie di imballaggi in plastica monouso, in attuazione del quadro europeo previsto dal regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
La norma, in vigore da agosto 2026, stabilisce che determinati imballaggi possano essere immessi per la prima volta sul mercato nazionale solo se certificati come biodegradabili e compostabili da organismi accreditati, secondo gli standard tecnici europei. Tra le categorie interessate ci sono gli imballaggi monouso destinati a prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati sotto 1,5 chilogrammi e quelli per alimenti e bevande riempiti e destinati al consumo nei locali del settore alberghiero, della ristorazione e del catering.
La disciplina riguarda anche alcuni imballaggi monouso utilizzati nel settore Horeca per porzioni individuali di condimenti, conserve, salse, panna da caffè e zucchero. Sono inoltre inclusi gli imballaggi flessibili monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene destinati al settore ricettivo, come i piccoli formati di shampoo e bagnoschiuma forniti nelle strutture alberghiere.
Il provvedimento prevede però alcune eccezioni. Restano fuori dagli obblighi specifici gli imballaggi forniti insieme ad alimenti pronti da asporto destinati al consumo immediato senza ulteriori preparazioni e quelli necessari per garantire sicurezza e igiene in strutture dove sono richieste particolari condizioni di cura, come ospedali, cliniche e residenze sanitarie assistenziali. I piatti di plastica monouso, invece, continuano a essere vietati anche se compostabili, in base alla normativa europea sulla plastica monouso.
Un aspetto importante riguarda i tempi. L’obbligo previsto dal decreto è già parte della disciplina nazionale, ma le sanzioni amministrative per chi non rispetterà i requisiti scatteranno dal 1° gennaio 2030. Le multe vanno da 2.500 a 25.000 euro e possono essere applicate anche quando la violazione avvenga attraverso dichiarazioni di conformità, etichette o altre indicazioni ingannevoli o elusive.
Per imprese e operatori della filiera il passaggio comporta soprattutto la necessità di verificare materiali, certificazioni e modalità di etichettatura degli imballaggi interessati. La scadenza del 2030 lascia un periodo di adeguamento prima dell’applicazione delle sanzioni, ma introduce già un riferimento preciso per la progettazione e la commercializzazione dei prodotti interessati.
