Regno unito net zero emissioni

Settimo Carbon Budget

Il Regno Unito accelera sul net zero e punta a ridurre le emissioni dell’87% entro il 2040

Il Regno Unito compie un nuovo passo nel percorso verso la neutralità climatica e fissa un obiettivo di riduzione delle emissioni dell’87% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Il target è contenuto nella proposta del settimo carbon budget presentata dal governo britannico, che punta a rafforzare la traiettoria verso il net zero previsto per il 2050.

Il carbon budget costituisce uno dei pilastri della governance climatica britannica. Previsto dalla legislazione sul cambiamento climatico introdotta nel 2008, stabilisce limiti quinquennali alle emissioni di gas serra e orienta le politiche pubbliche necessarie per rispettare gli obiettivi di lungo periodo. Per il periodo compreso tra il 2038 e il 2042, il nuovo budget prevede un tetto complessivo alle emissioni significativamente più stringente rispetto alle fasi precedenti, pari a 535 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente (MtCO₂e). Secondo l’esecutivo, il nuovo traguardo non risponde soltanto agli impegni climatici del Paese, ma rappresenta anche uno strumento di politica economica ed energetica. La strategia mira infatti a ridurre la vulnerabilità di famiglie e imprese alle oscillazioni dei prezzi dei combustibili fossili, rafforzando al contempo la produzione interna di energia pulita.

Il percorso di decarbonizzazione del Regno Unito parte da risultati già rilevanti. Negli ultimi anni, infatti, il Paese ha ridotto in modo consistente le proprie emissioni: stando a quanto dichiarato dal Dipartimento per la Sicurezza Energetica e il Net Zero (DESNZ), il Regno Unito ha ridotto le proprie emissioni di circa il 54% rispetto al 1990 grazie soprattutto alla crescita delle fonti rinnovabili e alla progressiva uscita dal carbone nel settore elettrico. Questo andamento ha consentito di accelerare il ritmo di riduzione delle emissioni rispetto alla fase precedente all’introduzione dei carbon budget.

La nuova proposta recepisce le indicazioni formulate dal Climate Change Committee, organismo indipendente che supporta il governo nella definizione delle politiche climatiche. Secondo le valutazioni dell’ente, il raggiungimento del nuovo obiettivo richiederà una trasformazione profonda di diversi comparti economici. Se nei prossimi anni il contributo principale alla riduzione delle emissioni continuerà a provenire dal settore energetico, nella fase successiva crescerà il peso di trasporti, edilizia e attività industriali. Più avanti, una quota sempre più rilevante degli sforzi sarà concentrata anche sull’agricoltura e sulla gestione del territorio, settori considerati essenziali per completare il percorso verso la neutralità climatica.

Le analisi che accompagnano il piano evidenziano la necessità di investimenti significativi nella fase iniziale anche se, grazie alla diffusione di tecnologie più efficienti e meno dipendenti dai combustibili fossili potrebbero essere generati benefici economici progressivamente crescenti, fino a produrre risparmi netti rispetto a uno scenario caratterizzato da un’elevata intensità carbonica.

Tra le priorità indicate dagli esperti figura l’accelerazione dell’elettrificazione dell’economia, considerata uno degli strumenti più efficaci per combinare riduzione delle emissioni, competitività e sicurezza energetica. In questo quadro il governo britannico è atteso alla presentazione di un piano operativo che definirà nel dettaglio le misure necessarie per trasformare il nuovo obiettivo climatico in risultati reali.

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