Adottato il mandato negoziale per aggiornare il regolamento sulla trasparenza della finanza sostenibile (SFDR). Introdotte le categorie “Sustainable”, “Transition” ed “ESG Basics” per migliorare la comparabilità dei prodotti e ridurre gli oneri amministrativi.
Il Consiglio dell’Unione europea ha definito la propria posizione sulla proposta di revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), il regolamento Ue che disciplina gli obblighi di trasparenza dei prodotti finanziari sostenibili. Si tratta del passaggio con cui gli Stati membri concordano una linea comune sul testo, in vista dei negoziati con Parlamento europeo e Commissione per arrivare alla versione finale della normativa. L’obiettivo dell’aggiornamento è semplificare il quadro normativo, ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori finanziari e consentire agli investitori di comprendere e confrontare più facilmente le caratteristiche di sostenibilità dei prodotti d’investimento.
Secondo il Consiglio, la revisione contribuirà a orientare in modo più efficace i capitali verso gli obiettivi di sostenibilità, competitività e sviluppo strategico dell’Unione. La SFDR, in vigore dal 2021, impone infatti ai partecipanti ai mercati finanziari di rendere pubbliche le modalità con cui integrano nei propri investimenti i rischi e gli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG).
“Attraverso l’aggiornamento e la semplificazione delle regole attuali, gli operatori dei mercati finanziari potranno comunicare in modo più chiaro i propri sforzi in materia di sostenibilità e rafforzare la fiducia degli investitori”, ha dichiarato Makis Keravnos, ministro delle Finanze di Cipro. “Gli investitori potranno comprendere e confrontare più facilmente i prodotti finanziari legati alla sostenibilità. Soprattutto, questa revisione contribuirà in modo significativo a realizzare un mercato unico più integrato, favorendo investimenti a sostegno della competitività dell’Ue e rafforzando gli obiettivi ambientali e sociali”.
Indice
Tre nuove categorie di prodotti
Il Consiglio conferma l’introduzione di tre nuove categorie di prodotti finanziari sostenibili, destinate a sostituire gli attuali riferimenti agli Articoli 7, 8 e 9 che, secondo la Commissione europea, hanno spesso generato confusione e rischi di greenwashing.
La categoria “Sustainable” comprenderà i prodotti che investono in attività, imprese o progetti già allineati a elevati standard di sostenibilità. La categoria “Transition” riguarderà invece investimenti destinati a società o iniziative che non sono ancora pienamente sostenibili ma che stanno seguendo un percorso credibile di transizione. Infine, la categoria “ESG Basics” includerà i prodotti che integrano approcci ESG nei processi di investimento senza soddisfare i requisiti necessari per rientrare nelle prime due categorie.
Secondo il Consiglio, il nuovo sistema consentirà una comunicazione più chiara verso il mercato e ridurrà sensibilmente gli adempimenti amministrativi a carico degli operatori.
Maggiore comparabilità tra i prodotti
Nel proprio mandato negoziale, il Consiglio ha inoltre rafforzato i criteri applicabili alle categorie “Sustainable” e “Transition”. In particolare, quando gli operatori identificano e comunicano i principali impatti negativi dei propri investimenti sui fattori di sostenibilità, dovranno utilizzare obbligatoriamente almeno tre indicatori selezionati da un elenco che sarà definito dalla Commissione europea.
L’obiettivo è aumentare la comparabilità tra i diversi prodotti finanziari e rendere più omogenee le informazioni fornite agli investitori.
Gruppi fossili in transizione
Uno degli aspetti più rilevanti della posizione del Consiglio riguarda la categoria “Transition”. Il testo chiarisce infatti che potranno essere inclusi anche investimenti in società attive nel settore dei combustibili fossili, purché destinino almeno il 20% delle proprie spese in conto capitale ad attività economiche allineate alla tassonomia europea e dispongano di una strategia chiara e temporalmente definita per la riduzione delle emissioni di gas serra.
Per tali investimenti sarà inoltre richiesto l’utilizzo di un ulteriore indicatore obbligatorio per la valutazione degli impatti negativi sulla sostenibilità, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza verso gli investitori.
Emissioni del settore pubblico
Il Consiglio propone inoltre di consentire, a determinate condizioni, l’inclusione nella categoria “Transition” delle emissioni obbligazionarie a scopo generale emesse da organismi pubblici dell’Unione europea.
La scelta riflette il ruolo significativo che questi strumenti rivestono nei portafogli di numerosi investitori istituzionali, in particolare nei comparti assicurativo e previdenziale. Secondo il Consiglio, il quadro europeo di impegni climatici e di sostenibilità consente infatti di valutarne adeguatamente la coerenza con gli obiettivi della transizione sostenibile.
Meno obblighi per i fondi destinati a investitori professionali
Tra le misure di semplificazione figura anche la possibilità per i partecipanti ai mercati finanziari di non applicare le disposizioni relative alla classificazione dei prodotti nel caso di fondi di investimento alternativi destinati esclusivamente a investitori professionali.
La misura si basa sul presupposto che tali investitori dispongano già delle competenze necessarie per valutare le caratteristiche dei prodotti e non necessitino dello stesso livello di informazioni standardizzate richiesto invece per gli investitori retail.
La posizione approvata dal Consiglio costituisce ora il mandato ufficiale per avviare i negoziati con il Parlamento europeo sulla revisione della SFDR. Il confronto tra le due istituzioni inizierà una volta che anche il Parlamento avrà definito e adottato la propria posizione negoziale.
