GRI inquinamento

Rendicontazione di sostenibilità

GRI aggiorna gli standard sull’inquinamento, al via la consultazione pubblica

Al via la consultazione pubblica sui nuovi standard del GRI (Global Reporting Initiative) per rafforzare la rendicontazione degli impatti legati all’inquinamento e alla loro gestione da parte delle imprese. Per la prima volta sarà introdotto uno standard dedicato all’inquinamento del suolo oltre ad essere ampliata la richiesta di informazioni sull’inquinamento atmosferico(GRI305) e sui versamenti industriali (GRI 306). Gli stakeholder interessati hanno tempo fino all’8 giugno per partecipare.

L’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo e dei territori rappresenta oggi una delle sfide ambientali più diffuse e meno adeguatamente rendicontate, pur avendo impatti significativi su salute umana, qualità della vita e biodiversità. Nonostante la portata del fenomeno, la reportistica aziendale risulta ancora frammentata e poco comparabile, si legge in una nota del GRI.

Secondo una recente analisi della principale e più longeva iniziativa per la rendicontazione di sostenibilità del mondo, i dati quantitativi sulle emissioni atmosferiche forniti dalle aziende nei settori a più alta intensità emissiva sono ancora incompleti e disomogenei, evidenziando la necessità di standard più solidi e coerenti. Allo stesso tempo, il recente World Air Quality Report segnala un peggioramento della qualità dell’aria a livello globale, con il 91% dei Paesi che supera le soglie raccomandate dall’Organizzazione mondiale della sanità per l’inquinamento da particolato fine.

In questo contesto, il GRI ha avviato l’aggiornamento degli standard esistenti e la definizione di nuovi requisiti informativi. La consultazione riguarda tre bozze di standard (exposure drafts) volte a rafforzare la trasparenza su inquinamento atmosferico, contaminazione del suolo e rendicontazione degli incidenti critici.

Tra le principali novità, rende noto il GRI, figura l’introduzione del primo standard tematico GRI dedicato all’inquinamento del suolo, insieme all’ampliamento delle disclosure previste dallo standard GRI 305 sulle emissioni. È inoltre previsto un aggiornamento significativo dello standard GRI 306 su scarichi e rifiuti, con un’estensione delle informazioni richieste sugli sversamenti rilevanti, includendo aspetti di prevenzione, preparazione e risposta a tutti gli incidenti critici, anche non direttamente legati all’inquinamento.

“L’inquinamento non è confinato a una singola fonte o a un solo comparto ambientale: ha effetti trasversali su salute, comunità e biodiversità. Rafforzare la rendicontazione richiede maggiore trasparenza e un perimetro più ampio”, ha dichiarato Harold Pauwels, sottolineando l’importanza di un coinvolgimento ampio e diversificato per garantire standard efficaci e rappresentativi delle diverse realtà globali.

Le nuove proposte sono allineate ai principali riferimenti internazionali, tra cui i Principi guida ONU su imprese e diritti umani e le Linee guida OCSE per le multinazionali, e puntano a garantire interoperabilità con gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).

Il percorso di revisione è stato avviato nel marzo 2024 dal GSSB (Global Sustainability Standards Board), con la costituzione di un gruppo di lavoro multi-stakeholder indipendente nel dicembre dello stesso anno. Il progetto amplia progressivamente il perimetro della rendicontazione dell’inquinamento, includendo nuove aree come il suolo, mentre ulteriori dimensioni ancora poco considerate (come rumore e odori) saranno affrontate in una fase successiva. L’adozione finale dei nuovi standard è prevista per il 2027.

Per approfondire i contenuti delle proposte, il GRI organizzerà due webinar globali il 15 e 16 aprile, oltre a un evento dedicato all’inquinamento atmosferico il 13 maggio.

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