Il Parlamento europeo approva la proposta negoziale sul nuovo mercato del carbonio destinato a trasporti ed edifici (ETS2) e mette al centro un obiettivo chiave: rendere la transizione climatica più stabile e sostenibile anche dal punto di vista economico. Ora i negoziati con i Paesi.
Via libera del Parlamento europeo (PE) al rafforzamento della riserva di stabilità del nuovo mercato del carbonio ETS2 che dal 2028 si applicherà a trasporti ed edifici. Il testo, approvato con 433 voti favorevoli, 120 contrari e 91 astensioni, prova a bilanciare ambizione climatica e sostenibilità economica, aprendo la strada ai negoziati con il Consiglio Ue.
Al centro della posizoine negoziale del PE, c’è il rafforzamento della Riserva di stabilità del mercato (MSR), in linea con la proposta presentata dalla Commissione europea a inizio aprile. L’impostazione condivisa punta a superare la cancellazione automatica delle quote in eccesso, prevedendo invece il loro mantenimento nella riserva per poterle riutilizzare nei momenti di tensione del mercato.
Rispetto alla proposta della Commissione, il Parlamento introduce ulteriori elementi di flessibilità. Tra questi, la possibilità di rilasciare anticipatamente le quote in caso di improvvisi picchi di prezzo e di mantenere le quote non assegnate nella MSR anche oltre il 2031, rafforzando la capacità del sistema di intervenire in scenari di crisi energetica.
Un altro punto chiave riguarda il controllo dei prezzi. La posizione approvata prevede infatti di estendere oltre il 2029 il tetto indicativo di 45 euro per tonnellata di CO₂, aggiornandolo su basi più recenti per evitare distorsioni legate a parametri ormai superati. L’obiettivo è limitare la volatilità e garantire una maggiore prevedibilità del costo del carbonio.
Il cuore della riforma resta l’ETS2, il nuovo sistema che entrerà in vigore il 1° gennaio 2028 e che estenderà il prezzo delle emissioni a settori finora esclusi come il riscaldamento degli edifici, il trasporto su strada e parte della piccola industria. Una misura considerata essenziale per ridurre le emissioni nei settori diffusi, ma anche particolarmente sensibile dal punto di vista sociale.
Per questo, nella posizione del Parlamento emerge con forza la necessità di accompagnare il meccanismo con adeguate garanzie. L’approccio delineato punta a rafforzare la capacità della riserva di stabilità di intervenire in caso di shock dei prezzi, evitando che le oscillazioni del mercato si traducano in un aumento eccessivo dei costi per famiglie e consumatori.
Tra gli elementi in discussione anche una maggiore gradualità nella gestione delle quote in eccesso, con un’eventuale cancellazione rinviata agli anni successivi all’avvio del sistema, e la possibilità di introdurre margini di flessibilità per gli Stati membri, ad esempio in presenza di misure nazionali già efficaci per la decarbonizzazione del settore residenziale.
La posizione approvata da Strasburgo si inserisce in un contesto segnato da volatilità energetica e incertezza macroeconomica, in cui il mercato del carbonio è chiamato a evolversi per restare uno strumento efficace di politica climatica, secondo quanto rende noto il PE. Il testo rappresenta ora la base per il negoziato con i governi nazionali, da cui uscirà la versione definitiva della riforma.
L’obiettivo resta quello di rendere l’ETS2 uno dei pilastri della strategia europea di decarbonizzazione, capace di coniugare riduzione delle emissioni, stabilità dei prezzi e sostenibilità sociale della transizione.
