L’Articolo 13 della Legge 11 marzo 2026, n. 34 (DDL PMI) introduce una definizione giuridica attesa da decenni, ridefinendo il perimetro e il ruolo della distribuzione Ho.re.ca nel settore agroalimentare
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 11 marzo 2026, n. 34 sulle Piccole e Medie Imprese, il legislatore interviene in modo strutturale su una delle principali asimmetrie del sistema agroalimentare italiano. L’Articolo 13 introduce infatti, per la prima volta, una definizione giuridica dell’operatore della distribuzione Ho.re.ca (Hotellerie, Restaurant, Cafè), colmando un vuoto regolatorio che perdurava da oltre tre decenni.
La nuova norma stabilisce criteri chiari e definiti per l’ottenimento della qualifica. Lo status di “operatore della distribuzione” spetta a chi acquista, trasporta e distribuisce prodotti a alberghi, ristoranti, bar e servizi di catering, a una condizione vincolante: almeno il 70% dei ricavi degli ultimi tre esercizi deve derivare direttamente da tale attività di filiera. Questa soglia tecnica serve a proteggere il mercato da operatori occasionali e a certificare la specializzazione delle 3.400 imprese attive sul territorio.
Il provvedimento riconosce formalmente un segmento cruciale della catena del valore: un’infrastruttura economica che connette produzione e consumo e che, pur generando oltre 100 miliardi di euro di fatturato, risultava finora priva di un inquadramento normativo autonomo e assimilata al commercio all’ingrosso tradizionale. Un’impostazione che non rifletteva né la complessità logistica né il ruolo strategico della filiera nella valorizzazione del Made in Italy.
Secondo Antonio Portaccio, Presidente di Italgrob, il riconoscimento è il culmine di una battaglia sindacale e politica di lungo corso. “L’entrata in vigore del DDL annuale sulle PMI rappresenta un passaggio storico. L’articolo 13 riconosce finalmente in modo esplicito il ruolo e i compiti dei distributori, dando valore a una categoria che da decenni contribuisce in maniera determinante alla filiera agroalimentare italiana”, commenta Portaccio. “Si tratta di un riconoscimento che valorizza non solo la funzione economica, ma anche quella sociale delle nostre imprese, autentico motore di diffusione del Made in Italy”.
Alle parole del Presidente fanno eco quelle di Dino Di Marino, Direttore Generale di Italgrob, che sottolinea il peso sociale e la solidità dei numeri del comparto. “Il riconoscimento della nostra categoria è stato il primo obiettivo che mi sono posto negli ultimi 15 anni. Parliamo di un settore che coinvolge 382.000 punti di consumo e garantisce occupazione ad almeno un milione e mezzo di persone, di cui il 55% donne. Oggi raggiungiamo un traguardo che rafforza il ruolo della distribuzione Horeca nella crescita dell’economia del Paese”.
