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Clima ed energia, von der Leyen: l’ETS ha ridotto la dipendenza dal gas, ma bisogna modernizzarlo

Con l’EU ETS, il mercato europeo per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra, l’Europa ha ridotto il consumo di gas di 100 miliardi di metri cubi dal 2005, contribuendo a proteggere i consumatori dagli alti prezzi del gas. Lo ha affermato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, la settimana scorsa in concomitanza con il vertice dei leader UE. Non solo: la presidente ha ribadito come il sistema, essendo basato sul mercato ed essendo neutrale dal punto di vista tecnologico, offre certezza di investimento a lungo termine, premiando al contempo chi si muove per primo. Proprio fondandosi su tale sistema le aziende europee hanno effettuato investimenti.

Stando a quanto ha affermato la von der Leyen, “insieme al nucleare, oltre il 70% della nostra elettricità è ormai prodotta da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio. Nonostante ciò, diversi settori, in particolare i trasporti, rimangono fortemente dipendenti dai combustibili fossili importati”.

In ogni caso, anche la presidente concorda che “il sistema ETS deve essere adattato anche alle nuove realtà” e che è necessario !accelerare il sostegno alle industrie ad alta intensità energetica mentre si modernizzano e decarbonizzano”. Proprio in vista della creazione della Industrial Decarbonization Bank, la Commissione Ue lavorerà a uno strumento ponte rapido, finanziato tramite quote ETS, con un’attenzione particolare ai Paesi a reddito più basso, annuncia.

Sugli interventi fiscali nazionali, nella lettera von der Leyen fa notare come in molti Stati, l’elettricità sia tassata fino a quindici volte in più rispetto al gas. “Questo pone un onere sproporzionato sulle imprese, in particolare sulle industrie ad alto consumo energetico che stanno compiendo la transizione verso l’elettrificazione e la decarbonizzazione”.

Con la crisi dei prezzi in corso, per la presidente bisogna “agire sulle quattro componenti principali che determinano i prezzi dell’elettricità: il costo dell’elettricità; i costi di rete; i prelievi e le imposte; i costi del carbonio”.

Attualmente, la sicurezza fisica degli approvvigionamenti dell’Unione Europea è garantita, rassicura. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili sta già pesando sull’ economia. Dall’inizio del conflitto, l’Europa ha già speso ulteriori 6 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili, un chiaro monito sul prezzo che paghiamo per la nostra dipendenza. Un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere un impatto economico significativo” avverte.

Ma, ha ribadito la presidente nel suo discorso durante il vertice dei leader: “Il sistema ETS funziona e ha ridotto l’uso di gas e le nostre dipendenze da importazione di combustibili fossili, agevolando gli investimenti sulla transizione energetica”. Quindi il punto non è ETS si o ETS no. Il punto è modernizzare: “Dobbiamo tuttavia modernizzare (queste misure) e renderle più flessibili”. Proprio per questo la Commissione UE ha proposto un boost per gli investimenti ETS, con l’obiettivo di finanziare progetti per la decarbonizzazione”.

“Dobbiamo attuare azioni mirate e temporanee per mitigare i costi della crisi energetica: i prezzi dell’energia rappresentano la più grande fetta in questo contesto: gli Stati membri possono già ricorrere agli aiuti di Stato ma abbiamo accordato di sviluppare degli schemi nazionali per mitigare gli aumenti dei costi del carburante sui prezzi di produzione dell’elettricità” ha concluso.

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