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Rischi climatici

BCE – ESA: nuovi requisiti di rendicontazione climatica per i prodotti finanziari strutturati

La Banca centrale europea (BCE) e le Autorità di vigilanza europee (ESA), hanno annunciato in una dichiarazione congiunta di voler introdurre nuovi requisiti di informativa sui cambiamenti climatici per i prodotti finanziari strutturati, allo scopo di consentire agli investitori di identificare meglio i rischi legati al clima.

I prodotti finanziari strutturati includono tipicamente prodotti di investimento in cui i rendimenti sono legati ad attività sottostanti, create attraverso un processo di cartolarizzazione. Le attività coinvolte nelle operazioni di cartolarizzazione spesso includono mutui immobiliari o prestiti auto, che secondo la BCE e le ESA potrebbero essere direttamente esposti ai rischi climatici fisici o legati alla transizione.

Il passaggio a una maggiore informativa sul clima per i prodotti strutturati rientra negli sforzi delle autorità di regolamentazione e della banca centrale per migliorare la trasparenza e l’informativa più in generale per le istituzioni e i prodotti finanziari. Le autorità di vigilanza europee hanno elaborato pareri e standard nell’ambito della tassonomia dell’UE e dei regolamenti SFDR, mentre la BCE ha incorporato le considerazioni sui cambiamenti climatici nel suo quadro di politica monetaria e ha recentemente pubblicato una serie di nuovi indicatori statistici volti ad aiutare ad analizzare i rischi legati al clima nel settore finanziario.

“Le Autorità di vigilanza europee (ESA) e la BCE sono impegnate a contribuire alla transizione verso un’economia più sostenibile nell’ambito dei rispettivi mandati. Poiché gli investimenti in prodotti finanziari che rispettano elevati standard ambientali, sociali e di governance (ESG) sono sempre più importanti nell’Unione Europea, è diventata una priorità anche per i prodotti finanziari strutturati la divulgazione di informazioni relative al clima sugli asset sottostanti“, si legge nella dichiarazione congiunta.

Le istituzioni finanziarie hanno anche osservato che, oltre a porre problemi nel valutare i rischi legati al clima, la mancanza di dati relativi al clima sugli asset sottostanti ai prodotti finanziari strutturati ostacola la classificazione dei prodotti ai sensi della tassonomia UE e del regolamento SFDR.

Il comunicato afferma anche che l’ESMA, con il contributo delle altre autorità di vigilanza europee e della BCE, sta lavorando per migliorare gli standard di divulgazione delle attività cartolarizzate con informazioni relative al cambiamento climatico. La BCE e le ESA hanno inoltre invitato i cedenti a raccogliere i dati necessari agli investitori per valutare i rischi legati al clima delle attività sottostanti ai prodotti, anche in assenza di requisiti obbligatori di divulgazione.

“Requisiti coerenti e armonizzati per questi strumenti sono necessari per valutare e affrontare correttamente i rischi legati al clima e garantirebbero condizioni di parità tra classi di attività simili, promuoverebbero la comparabilità per gli investitori e faciliterebbero la parità di trattamento da parte delle autorità di vigilanza dell’UE. Le autorità di vigilanza europee e la BCE si impegnano a sostenere la comparabilità dei futuri requisiti di informativa nell’ambito dei rispettivi mandati”, si legge ancora nella dichiarazione.