Bankitalia

Rapporto investimenti sostenibili e rischi climatici 2023

Bankitalia, nel 2023 portafoglio più green e obbligazioni ESG al 4% dei Titoli di Stato

Banca d’Italia non perde d’occhio l’obiettivo di rendere più green il proprio portafoglio. Via Nazionale prosegue nel suo programma di rendere più sostenibili i propri investimenti finanziari: nel 2023 l’intensità carbonica media ponderata del portafoglio azionario diretto (Weighted Average Carbon Intensity-WACI) è calata del 4% rispetto al 2022 e risulta inferiore del 38% rispetto all’indice rappresentativo del mercato di riferimento. Se si confronta il dato 2023 con quello del 2020, primo anno di piena applicazione dei criteri di sostenibilità alla gestione, la diminuzione è addirittura del 58%. Per le obbligazioni societarie, il taglio della WACI dal 2020 è stato notevole, ovvero del 49% (-11% rispetto al 2022) e il dato del 2023 – pari a 68,3 tCO2 eq – è inferiore del 32% rispetto all’indice di riferimento. Per quanto riguarda i titoli di Stato, la quota di obbligazioni sostenibili è cresciuta di molto dal 2020, fino a raggiungere il 4% del totale dei titoli. Sono questi alcuni dei risultati emersi dal Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici sul 2023 (clicca qui per versione integrale) pubblicato da Bankitalia e che analizza i portafogli non di politica monetaria dell’istituto.

Il rapporto è articolato in quattro capitoli che illustrano il processo decisionale della gestione dei portafogli, le strategie d’investimento, il sistema di gestione dei rischi, i risultati di sostenibilità conseguiti e gli obiettivi. Il documento risponde agli impegni presi dalla banca nel 2021 con la Carta degli investimenti sostenibili di comunicare periodicamente i risultati delle strategie di investimento sostenibile per i portafogli non di politica monetaria e di contribuire alla promozione della cultura della sostenibilità nel sistema finanziario e tra i cittadini.

Nell’analisi l’istituto bancario nazionale esplicita l’obiettivo di gestire i propri investimenti non di politica monetaria in coerenza con gli Accordi di Parigi e con gli obiettivi climatici dell’Unione europea. L’effettivo raggiungimento di questo obiettivo dipenderà però dal rispetto degli impegni di neutralità climatica assunti dalle imprese e dai governi degli Stati in cui la banca investe. La banca ha infatti sottolineato che i progressi riscontrati in merito all’intensità carbonica riflettono il peso e la struttura settoriale degli investimenti italiani, caratterizzati da una maggiore incidenza dei comparti dei servizi pubblici, energia e industria e lo stile di gestione che privilegia informazioni previsionali come gli impegni di decarbonizzazione delle imprese, anziché applicare esclusioni basate sulle emissioni storiche di gas serra.

Come ricordato da Bankitalia, con il rapporto l’Istituto dà inoltre attuazione all’impegno assunto insieme alle banche centrali dell’Eurosistema per l’applicazione di principi di investimento sostenibili e responsabili ai portafogli non di politica monetaria. L’impegno prevede la diffusione periodica di informazioni relative ai rischi climatici per tali investimenti.

I meccanismi di governo di Bankitalia

Nel 2023 l’assetto di governo adottato dall’istituto per le scelte di investimento è rimasto invariato. Il governo degli investimenti della Banca d’Italia è quindi responsabilità del Direttorio, del Comitato Strategie e rischi finanziari e del Comitato per gli investimenti

Sui temi della sostenibilità il Comitato Cambiamenti climatici e sostenibilità, presieduto da un membro del Direttorio, svolge funzioni di indirizzo strategico e di coordinamento. Non ha compiti direttamente connessi con gli investimenti, ma promuove analisi sui rischi e sulle opportunità relativi ai profili ESG, che contribuiscono all’affinamento delle metodologie per gli investimenti sostenibili dell’Istituto. Il comitato è assistito dal Nucleo cambiamenti climatici e sostenibilità, che coordina i lavori sui temi ESG presso i vari dipartimenti della banca, anche grazie alla collaborazione di un gruppo di contatto permanente costituito dagli specialisti in materia. 

Sia le proposte di allocazione di lungo periodo (allocazione strategica) del portafoglio finanziario e delle riserve valutarie della banca sia le proposte di allocazione di breve periodo (gestione tattica) sono elaborate dalla funzione di gestione del rischio, in collaborazione con le funzioni deputate alle operazioni di mercato e alla ricerca economica. La proposta di allocazione strategica, formulata annualmente, integra aspetti finanziari e considerazioni sul rischio climatico e di sostenibilità degli emittenti privati. Viene sottoposta per un parere preventivo al Comitato Strategie e rischi finanziari e infine approvata dal Direttorio. La verifica periodica della convergenza del portafoglio finanziario verso l’allocazione strategica spetta al Comitato per gli investimenti. Un meccanismo di governo analogo viene adottato anche per la gestione del fondo pensione complementare per i dipendenti della Banca d’Italia.

Fonte: Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici sul 2023, Banca d’Italia.

La strategia di investimento di Bankitalia combina criteri finanziari ed ESG

Dal 2019 la strategia di investimento della banca combina tra loro criteri finanziari e di sostenibilità. Con il Piano strategico 2023-2025 l’istituto ha rafforzato ulteriormente l’impegno per l’integrazione dei due aspetti. Alla fine del 2023 gli investimenti finanziari esaminati nel rapporto pubblicato (portafoglio finanziario in euro, riserve valutarie e fondo pensione complementare) ammontavano a 184,2 miliardi di euro, composti prevalentemente da titoli di Stato dell’area dell’euro e dei Paesi che emettono le principali valute.

Fonte: Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici sul 2023, Banca d’Italia.

La banca ha preferito non ricorrere a strategie di investimento basate sull’esclusione degli emittenti dei settori economici a maggiore impronta carbonica, ma di favorire, all’interno di ciascun settore, le imprese più impegnate nella transizione. A questo fine i modelli di selezione dei titoli azionari e delle obbligazioni societarie sono stati rivisti per tenere conto degli impegni di decarbonizzazione delle aziende. Per facilitare tale transizione, nel corso del 2023 è stato ampliato il portafoglio tematico costituito nel 2022 – incentrato su imprese dell’area dell’euro impegnate in attività strumentali per la transizione verso un’economia a basse emissioni – ed è continuato il dialogo con le aziende responsabili di gran parte delle emissioni di gas serra riferibili al portafoglio azionario. Per quanto riguarda i titoli emessi da Stati, organismi sovranazionali e agenzie di emanazione pubblica, sono proseguiti gli acquisti di obbligazioni verdi.

Il processo di gestione degli investimenti prevede una prima fase di allocazione strategica, nella quale si determinano le quote dei singoli portafogli, e una seconda fase in cui si selezionano i titoli. L’allocazione strategica degli investimenti tra le diverse classi di attività si basa su un modello di gestione integrata di attività e passività utilizzato dal 2010 e progressivamente affinato, anche per includere gli aspetti legati alla sostenibilità. 

Fonte: Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici sul 2023, Banca d’Italia.

In ambito strategia, Bankitalia è anche sempre più impegnata anche nell’attività di stewardship, articolata nel dialogo extra-assembleare con le imprese e nell’esercizio di voto nelle assemblee degli azionisti. Sempre più banche centrali, infatti, hanno recentemente intrapreso politiche di impegno in relazione ai propri investimenti azionari e in obbligazioni societarie. Nel caso specifico delle banche centrali, l’attività di stewardship può aiutare a gestire i rischi di sostenibilità nei propri portafogli, argomento della sezione successiva del rapporto

La gestione dei rischi legati alla sostenibilità di Bankitalia

rischi legati alla sostenibilità – tra i quali quelli derivanti dal cambiamento climatico, dalla perdita di biodiversità, da condizioni sociali e lavorative deteriorate e da meccanismi di governo delle imprese inadeguati – possono influire sui profili di rischio finanziario e di rendimento dei portafogli. Si riflettono inoltre sul benessere delle persone, sulla stabilità finanziaria e dei prezzi, sulla crescita effettiva e potenziale dell’economia, e dunque sugli obiettivi istituzionali delle banche centrali. Per queste ragioni l’istituto integra i fattori climatici e di sostenibilità nei modelli di gestione dei rischi di portafoglio, a partire dalla fase di allocazione strategica.                               

La selezione degli investimenti prende avvio dai risultati di un modello che minimizza la perdita di capitale che si potrebbe verificare, nell’orizzonte di un decennio, negli scenari economico-finanziari più avversi, contestualmente, attraverso specifici vincoli, si migliora (o almeno si preserva) di anno in anno il punteggio ESG dei portafogli e si riduce progressivamente l’intensità carbonica media ponderata degli investimenti nei titoli di emittenti privati.

Nella fase successiva di selezione dei titoli, l’integrazione dei criteri di sostenibilità avviene con modalità differenziate per ciascuna classe di attività finanziaria. Per gli investimenti diretti in azioni e obbligazioni societarie, l’obiettivo è il miglioramento del punteggio ESG e degli indicatori climatici rispetto sia al passato sia all’indice di riferimento. Il controllo del rischio climatico avviene tenendo conto non tanto del livello delle emissioni storiche, quanto della sua variazione e dei piani di transizione delle imprese.

Fonte: Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici sul 2023, Banca d’Italia.

Indicatori e obiettivi ESG di Bankitalia

Gli indicatori analizzati sono relativi sia ai rischi climatici sia agli altri rischi di sostenibilità. A fine 2023, gli indicatori climatici storici dei portafogli mostrano un ulteriore miglioramento rispetto all’anno precedente per le azioni e le obbligazioni societarie. In particolare, l’intensità carbonica media ponderata delle azioni (99,3 tCO2eq) e delle obbligazioni societarie (68,3 tCO2 eq) del portafoglio finanziario in euro è diminuita rispettivamente del 4% e dell’11% tra il 2022 e il 2023. La riduzione, sottolinea l’istituto bancario nazionale, è effetto in parte del percorso di decarbonizzazione intrapreso dalle imprese in portafoglio, ma anche dell’inflazione che, agendo sulle sole grandezze economiche nominali, genera meccanicamente una riduzione degli indicatori a cui non corrisponde un effettivo calo delle emissioni. 

Per quanto riguarda la WACI dei titoli di Stato del portafoglio finanziario, alla fine del 2023 era pari a 140,4 tCO2eq per milione di euro di PIL, un dato stabile rispetto al 2022 e prossimo a quello dell’indice rappresentativo del mercato di riferimento. 

Fonte: Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici sul 2023, Banca d’Italia.
Fonte: Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici sul 2023, Banca d’Italia.

Riguardo agli obiettivi, infine, la Banca è impegnata a rivedere periodicamente la strategia di investimento per assicurare che contribuisca, nel rispetto del mandato istituzionale, al perseguimento sia degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sia di quelli di neutralità climatica entro il 2050 stabiliti dall’Unione europea.