net zero

Investimenti sostenibili

Robeco: per raggiungere il net zero la chiave è più investimenti in innovazione sostenibile

Per raggiungere il net zero (la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra il più vicino possibile allo zero, nei prossimi anni i sistemi economici dovranno essere in grado di usare meno energia per creare ricchezza. Ciò è possibile solo se si investirà in tecnologie innovative per rendere i modelli di produzione e di consumo sempre più efficienti. È quanto si aspetta (e auspica) la società di gestione olandese Robeco che, nel report “Expected Returns 2024-2028”, esamina le dinamiche che plasmeranno il panorama economico nei prossimi cinque anni.

Oltre al focus sul cambiamento climatico e il raggiungimento del net zero, nel report Robeco analizza anche l’impiego di capitale a scapito della manodopera, la battaglia tra politica fiscale e monetaria e il peggioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Un argomento discusso infine tra gli “special topics” del report riguarda l’integrazione degli SGDs nei portafogli dei titoli di stato

La riduzione delle emissioni richiede innovazione verde

Siamo sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi? Secondo Robeco non ancora, ma possiamo esserlo se diventiamo più efficienti dal punto di vista energetico e se iniziamo a generare energia pulita più velocemente.

Nella figura di seguito, gli analisti di Robeco illustrano l’aumento cumulativo delle emissioni di gas serra dal 1965 insieme alle variazioni del PIL pro capite, della popolazione, dell’intensità energetica del PIL (energia/PIL) e dell’intensità di carbonio dell’energia (emissioni di gas serra/energia). Tra il 1965 e il 2020 la popolazione mondiale è aumentata da 3,3 a 7,9 miliardi (+137%), mentre il PIL pro-capite è aumentato da 4.200 a 11.000 dollari (+160%). Ciò ha causato un sostanziale aumento delle emissioni di gas serra.

D’altro canto, spiegano gli esperti di Robeco, oggi abbiamo bisogno di meno energia per generare un dollaro di PIL rispetto al 1965, con l’intensità energetica del PIL scesa da 3,07 kWh a 1,90 kWh (-38%). Inoltre, le emissioni di carbonio per kWh generato sono scese da 0,258 kg a 0,206 kg (-21%). Considerando insieme questi quattro fattori, ne consegue che le emissioni globali di carbonio sono aumentate di oltre il 200%, passando da 11,2 Gt stimate nel 1965 a 33,9 Gt nel 2021. Poiché si prevede che la popolazione e l’economia globali continueranno a crescere (anche se più lentamente rispetto al passato), è necessario che l’intensità di carbonio dell’economia diminuisca molto più rapidamente di quanto non avviene attualmente per ridurre le emissioni di carbonio. “In altre parole, abbiamo un disperato bisogno di più innovazione verde”, afferma Laurens Swinkels, Head of Quant Strategy, Sustainable Multi Asset Solutions di Robeco.

Variazione cumulativa delle emissioni di carbonio nel tempo e principali fattori determinanti

Fonte: Robeco. 
Come integrare gli SDGs nei portafogli dei titoli di Stato

Il debito sovrano, in particolare i titoli di Stato, sta diventando un canale di finanziamento significativo per lo sviluppo sostenibile, sebbene ad oggi non abbia ricevuto molto attenzione da parte degli studiosi. Per colmare questo divario, gli analisti di Robeco suggeriscono un framework di valutazione dei paesi sulle loro politiche legate agli SDGs, sulle loro esigenze finanziarie per lo sviluppo sostenibile e sui loro impegni di sostenibilità. Coloro che soddisfano questi criteri possono essere inclusi nei portafogli di titoli di Stato allineati agli SDGs.

Utilizzando questo quadro, Robeco ha stabilito 170 “SDG Score” nazionali, che consentono di creare un ipotetico portafoglio di obbligazioni sovrane allineato agli SDGs. Gli attuali rating ESG sovrani esistenti, sebbene utili per gestire i rischi finanziari legati ai fattori ESG, non guidano gli investitori che sostengono gli SDGs e tendono a favorire le nazioni più ricche, trascurando quelle che hanno maggiore bisogno di fondi. Di conseguenza, secondo gli esperti Robeco, un sistema di rating che indirizza specificamente gli investitori verso obbligazioni che promuovano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile è essenziale.

Il framework di Robeco prevede tre fasi di analisi: valutazione politica, analisi dell’accesso ai mercati dei capitali e screening di azioni controverse in conflitto con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. In base a questa valutazione, dopo aver utilizzato 71 indicatori collegati agli obiettivi, ai paesi viene assegnato un punteggio SDG compreso tra -3 e +3.

Dei 170 paesi analizzati da Robeco, il 34% ha un punteggio positivo, il 22% un punteggio neutro e il 44% un punteggio negativo. 

La distribuzione degli SDG Scores

Fonte: Robeco. 

Secondo Robeco, gli investitori potrebbero prendere in considerazione l’idea di incorporare i punteggi SDGs nazionali nella costruzione del proprio portafoglio di titoli di Stato come strategia aggiuntiva per interagire con i governi. I metodi di applicazione possono variare a causa dei diversi obiettivi di investimento, della tolleranza al rischio e delle opportunità di investimento.

Ad eccezione di Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti che vengono considerati per prassi sempre paesi sicuri in cui investire, gli altri vengono selezionati se hanno un punteggio positivo. Se il punteggio legato agli SDGs è negativo o neutro vengono esclusi dal portafoglio. 

Composizione del portafoglio SDG

Fonte: Robeco. 

Per creare una strategia sui titoli di Stato con la massima esposizione positiva agli SDGs, Robeco include solo i governi con un SDG Score di +2 o +3, puntando a generare un portafoglio con punteggi SDG più elevati. Questo criterio riduce ulteriormente il campione da 71 a 22 paesi ammissibili.