Bruxelles ha inviato una lettera il 6 novembre

Commissione UE: nessun rinvio, il Regolamento sulla rendicontazione sostenibile entrerà in vigore il 10 marzo 2021

Non ci sarà nessun rinvio: la normativa per la rendicontazione finanziaria ESG entrerà in vigore il prossimo 10 marzo 2021 come previsto. La Commissione Europea ha inviato una lettera, datata 6 novembre, alle società di asset management e ai consulenti, in cui ribadisce l’entrata in vigore del Regolamento 2019/2088 del Parlamento europeo e del consiglio approvato il 27 novembre 2019 relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari.

Una norma che, insieme a quella sulla Tassonomia della finanza sostenibile, che entrerà invece in vigore il 31 dicembre 2021, costituisce l’impalcatura sulla trasparenza e si pone di fare chiarezza sul mondo degli investimenti green.

Un passaggio regolamentare necessario e considerato utile dagli operatori del settore, ma che trova alcune difficoltà applicative nel breve termine. Gli asset manager, gli investitori istituzionali e i consulenti avrebbero voluto più tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni.

I gestori dovranno comunicare con precisione quali sono i rischi relativamente alle materie ESG e gli obiettivi in termini di impatto ambientale dei loro investimenti. Le informazioni richieste dovranno quindi essere presenti in fase precontrattuale di modo che i sottoscrittori abbiano chiara idea di cosa vanno a finanziare, e dovranno essere pubblicati sul sito internet della società. E per evitare situazioni di greenwashing le politiche di marketing e gli slogan non dovranno discostarsi dalle caratteristiche del prodotto.

Per “rischio di sostenibilità” si intende un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, se si verifica, potrebbe provocare un significativo impatto negativo sul valore dell’investimento.

Per quanto riguarda i prodotti finanziari che hanno come obiettivo quello di produrre effetti positivi per l’ambiente e la società, i partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero, secondo la normativa, comunicare quale parametro di riferimento utilizzano per misurare le prestazioni in termini di sostenibilità nonché, laddove non sia utilizzato alcun parametro di riferimento, spiegare come viene conseguito l’obiettivo di sostenibilità.

La preoccupazione del mondo dell’asset management è che i dati richiesti per adeguarsi al Regolamento molto spesso non sono disponibili. Non tutte le aziende sono in grado di comunicare in modo esaustivo i propri indicatori.

Certamente, quand’anche fosse possibile reperire le informazioni, si tratterà di un processo costoso, soprattutto per le realtà più piccole, che potrebbero essere tentate da politiche di aggregazione o accordi con gruppi di maggiori dimensioni.

Ma anche per le piccole e medie imprese, che soprattutto in Italia rappresentano una larga parte delle società quotate, le nuove norme potrebbero rappresentare una sfida.