EFRAG | ESG News

Relazione annuale

L’UE diventa il principale emittente di obbligazioni verdi: salgono a 78,5 mld i green bond nel 2025

L’Unione Europea consolida il proprio ruolo nella finanza sostenibile. Con 78,5 miliardi di euro di obbligazioni verdi NextGenerationEU emesse, Bruxelles si posiziona stabilmente tra i maggiori emittenti mondiali. È quanto emerge dall’edizione 2025 del NGEU Green Bonds Allocation and Impact Report, la relazione annuale sull’assegnazione e l’impatto delle obbligazioni verdi di NextGenerationEU (NGEU). Tali green bond rappresentano lo strumento tramite il quale l’UE supporta gli investimenti e le riforme verdi, consentendo al contempo agli investitori e ai mercati di partecipare alla transizione. Le obbligazioni finanziano dunque progetti in tutta l’Unione europea, offrendo sostegno in settori quali l’energia pulita ed efficiente, la biodiversità e i trasporti puliti. Stando a quanto emerge dal report, le obbligazioni emesse evitano ogni anno circa 14 milioni di tonnellate di CO₂, mentre a pieno regime il pacchetto climatico complessivo potrebbe ridurre l’emissione di gas serra di 53,4 milioni di tonnellate annue, pari all’1,5% delle emissioni totali UE del 2022.

I green bond NGEU non sono un esercizio di finanza sostenibile, sottolinea la Commissione nella relazione, ma uno strumento industriale: a differenza di altri meccanismi climatici basati su incentivi fiscali o carbon pricing, gli NGEU green bond finanziano fisicamente infrastrutture, cantieri, innovazione tecnologica, filiere produttive. Le emissioni evitate non sono un obiettivo astratto, ma una conseguenza tecnica della trasformazione concreta e operativa del continente.

Tra il primo agosto 2024 e il primo agosto 2025, le spese dichiarate (ovvero i proventi allocati) dagli Stati membri per progetti idonei al finanziamento tramite green bond hanno raggiunto un totale di 64,9 miliardi di euro: un incremento di 20,9 miliardi di euro. In totale, 26 Stati membri, rispetto ai 19 del 2024, hanno dichiarato spese finanziate dai proventi dei green bond NGEU.

Un mercato che cresce e prende forma: allocazioni e settori dominanti

A inizio agosto 2025, le obbligazioni verdi NGEU emesse ammontavano a 75,1 miliardi, con 64,9 miliardi già allocati a progetti attivi o in fase di implementazione nei PNRR (Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza); il valore salirà a 78,5 miliardi entro fine anno. Si tratta di un aumento di 14,9 miliardi di euro rispetto al primo agosto 2024. I proventi non allocati, pari a circa 10 miliardi (in diminuzione rispetto ai 16,2 miliardi di euro del 2024) è considerato fisiologico e destinato a ridursi con l’avanzamento dei piani nazionali lungo il 2026.

Fonte: NGEU Green Bonds Allocation and Impact Report, European Commission, 2025

Nel complesso del Green Bond Pool, cioè la massa dei progetti potenzialmente finanziabili, la fotografia è chiara: 262,8 miliardi, con tre settori che dominano in modo quasi strutturale.

Fonte: NGEU Green Bonds Allocation and Impact Report, European Commission, 2025

Le infrastrutture e i trasporti puliti risultano l’area di investimento più consistente (71,6 miliardi), seguite da efficienza energetica (67,9 miliardi) e energia pulita & reti (62,2 miliardi). Insieme rappresentano il cuore strategico della transizione europea, laddove la riduzione emissiva è immediatamente misurabile e scalabile.

Va evidenziato però che non tutti i progetti sono allo stesso stadio, molti sono già operativi, altri in fase esecutiva, altri ancora programmati fino al 2026, ma la dimensione del pool indica l’orizzonte politico dell’Unione: non un intervento spot, ma un piano industriale pluriennale, con effetti permanenti sulle emissioni e sui sistemi produttivi.

La situazione italiana

Come già accennato 64,9 miliardi di euro dei proventi da green bond risultano già allocati.

A livello geografico, l’Italia ha rendicontato la quota più elevata di investimenti ambientali in valore assoluto. La dimensione del piano nazionale, insieme alla struttura degli interventi energetici e infrastrutturali previsti, posiziona infatti il Paese come uno dei poli principali della spesa verde europea, affiancato da economie come Spagna, Francia e Polonia.

Fonte: NGEU Green Bonds Allocation and Impact Report, European Commission, 2025

EU Taxonomy: oltre il 60% del green bond pool è allineato alle regole europee sulla sostenibilità

Uno dei nodi più discussi nel mondo ESG è l’affidabilità. L’UE ha scelto di rispondere a questo problema con la Tassonomia, la classificazione che distingue ciò che è realmente sostenibile da ciò che non lo è. Dal report emerge che oltre il 63,6% del Green Bond Pool è pienamente o sostanzialmente conforme alla tassonomia climatica europea; un ulteriore 34,2% del pool di obbligazioni verdi di NGEU è valutato come parzialmente allineato (rispetto al 33,6% nel 2024) e il restante 2,2% non è coperto o allineato (rispetto al 3,0% nel 2024).

Per quanto riguarda i 64,9 miliardi di euro di proventi stanziati, l’entità dell’allineamento totale o sostanziale alla tassonomia è leggermente inferiore rispetto al Pool totale, ma si attesta al 56,7% (in leggero aumento rispetto al 2024: 53,5%), mentre l’allineamento parziale rappresenta il 41,5% (2024: 44,0%) e la quota non coperta o allineata all’1,8% (2024: 2,5%).

Fonte: NGEU Green Bonds Allocation and Impact Report, European Commission, 2025

È un risultato non scontato: significa che la maggior parte degli investimenti non solo riduce emissioni, ma lo fa rispettando criteri ambientali verificabili, tecnici.

Questo è particolarmente importante perché la tassonomia non vuole essere solo un esercizio solo di compliance, ricorda la Commissione, ma è anche competitività. Progetti allineati attraggono infatti capitali privati, riducono il rischio reputazionale per gli emittenti e rendono i green bond UE uno strumento premium nel mercato globale del debito sostenibile.