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ESMA Working Paper

ESMA, durante il Covid i rendimenti dei fondi ESG hanno battuto quelli non ESG

Durante le turbolenze dei mercati causate dalla crisi del Covid-19, i fondi ESG hanno sovraperformato i loro omologhi non ESG. È quanto emerge da un’analisi (disponibile qui) dell’ESMA (European Securities and Markets Authority). In particolare, nel report l’organismo di vigilanza dei mercati europei sottolinea che i fondi azionari attivi ESG hanno sovraperformato quelli non ESG durante le prime 10 settimane dell’epidemia di Covid-19 (il “periodo di stress”), quando gran parte del mondo ha vissuto l’esperienza del lockdown.

Considerando la classificazione ESG dei fondi e il rating di sostenibilità forniti da Morningstar, ma anche il ricorso o meno alle esclusioni, l’ESMA analizza l’andamento della performance economica dei fondi utilizzando come variabili dipendenti prima i rendimenti netti e poi i flussi netti cumulativi. Di seguito riportiamo i principali risultati.

Il campione esaminato dall’ESMA

Nell’analisi l’autorità analizza la performance di 2.581 fondi azionari attivi (UCITS in inglese, OICVM in italiano) domiciliati nell’UE da metà febbraio 2020 a fine giugno 2020, quando i mercati finanziari hanno subito “uno shock esogeno” che “ha colpito il mercato nel suo insieme”. L’ESMA prende in considerazione i fondi classificati come ESG o non ESG da Morningstar, ma esamina anche il rating di sostenibilità che Morningstar assegna ai prodotti per valutare i relativi rischi ESG all’interno dei portafogli. Ed è così che l’autorità scopre, come vedremo più avanti, che i fondi con rating ESG più elevati hanno anche prestazioni migliori rispetto ai fondi con un rating di sostenibilità basso. 

Dei 2.581 fondi, 345 (il 13% del campione) sono classificati come fondi ESG, mentre 956 (37%) hanno un rating di sostenibilità elevato (ovvero pari a 4 o 5).

Numero di fondi per classificazione ESG (o non) e rating di sostenibilità

Fonte: ESMA, Morningstar Direct.

Nell’analisi l’ESMA sottolinea che l’essere classificato come ESG non implica che un fondo abbia automaticamente un rating di sostenibilità elevato. Nel campione, infatti, solo quasi il 30% dei fondi ESG ha il rating ESG più alto.

Guardando, invece, all’utilizzo del sistema delle esclusioni, l’autorità europea rileva che 100 fondi lo utilizzano. E tra questi, la maggior parte è considerata non ESG da Morningstar (84) e ha un rating pari a 3 o 4. 

Numero di fondi che usano le esclusioni

Fonte: ESMA, Morningstar Direct.

I risultati dell’analisi dell’ESMA

Relazione positiva tra rendimenti netti e fondi ESG

Analizzando la relazione tra rendimenti netti e fondi ESG, l’ESMA rileva che essa è positiva nel periodo considerato. A parità di condizioni, infatti, i fondi ESG hanno sovraperformato i fondi non ESG di 0,5 punti base. Il principale motore di questa sovraperformance è la loro performance più elevata durante il periodo di stress (“stress period” nel grafico), mentre in quelli di ripresa (“recovery”) e stabilizzazione (“stabilisation”) i rendimenti dei fondi ESG e non ESG non sono stati statisticamente differenti.

Quando l’ESMA suddivide i fondi anche tra chi utilizza le esclusioni e chi non lo fa, osserva che non vi è alcuna differenza significativa nei rendimenti tra fondi che utilizzano esclusioni e fondi che non le prevedono, indipendentemente dal periodo considerato. 

Al contrario, quando l’autorità si concentra sulla differenza tra fondi con rating di sostenibilità alto o basso (senza considerare se il fondo è ESG o no), i risultati mostrano che i fondi con un rating di sostenibilità elevato hanno sovraperformato i fondi con un rating di sostenibilità basso nell’intero periodo, ma soprattutto nella fase acuta di stress. Tuttavia, nei periodi di ripresa e stabilizzazione non è così perché il coefficiente associato a un rating di sostenibilità elevato non è sempre positivo. 

Un altro aspetto esaminato dall’ESMA è il settore economico in cui è concentrato il portafoglio del fondo, in modo da tenere conto del possibile impatto che l’esposizione settoriale può avere sulla performance. Considerando il periodo complessivo, la performance è significativamente correlata ai settori finanziario, sanitario, consumi, energia, industriale, materiali di base e tecnologia. Tuttavia, il ruolo che queste industrie hanno nei diversi sottoperiodi cambia. In particolare, durante il periodo di stress, i settori dei materiali di base, tecnologico, finanziario e Iidustriale sono quelli maggiormente correlati alla performance. Al contrario, durante il periodo di ripresa i settori maggiormente rilevanti sono la sanità, la tecnologia e la comunicazione.

Flussi netti più elevati per i fondi ESG con i rating ESG migliori

Analizzando i driver dei flussi di fondi con i flussi netti cumulativi come variabile dipendente, i risultati mostrano che il fatto di essere un fondo ESG è stato associato a flussi netti più elevati nell’intero periodo. Nel dettaglio, l’ESMA osserva che i fondi ESG hanno ricevuto flussi netti più elevati durante i periodi di stress e di stabilizzazione, ma non durante il periodo di ripresa. Questo risultato conferma quelli precedenti secondo cui gli investitori hanno favorito i fondi ESG durante il picco della crisi portata dal Covid-19.

Tuttavia, l’ESMA nota anche che il fatto di avere un rating di sostenibilità elevato, oltre ad essere un fondo ESG, non è correlato a più o meno flussi. Infatti, i fondi a basso rating ESG hanno ricevuto afflussi significativamente maggiori rispetto ai fondi con alto rating di sostenibilità. “Tuttavia, la differenza dei flussi netti tra fondi non ESG ad alto rating e fondi non ESG a basso rating non è statisticamente significativa”, si legge a conclusione del report.