Il colosso energetico britannico revoca l’incarico al chairman nominato pochi mesi fa dopo “serie preoccupazioni” legate agli standard di governance e supervisione. La decisione arriva in una fase di forte trasformazione strategica e manageriale per BP.
Il gruppo energetico britannico ha annunciato il licenziamento del presidente Albert Manifold, nominato pochi mesi fa, a ottobre 2025, a causa di “serie preoccupazioni” emerse all’interno del board riguardo gli standard di governance, supervisione e condotta. Stando a quanto riportato dalla Bbc, Manifold sarebbe stato accusato di “bullismo” e “metodi autoritari e dispotici”, anche se l’azienda non ha confermato quanto affermato dalla testata britannica. A seguito della notizia, le azioni di Bp sono calate di circa il 5%.
La decisione rappresenta l’ennesimo cambio ai piani alti della società in una fase particolarmente delicata per il futuro strategico del gruppo. La revoca dell’incarico arriva infatti dopo una serie di cambiamenti manageriali che hanno interessato BP negli ultimi tempi. A dicembre aveva lasciato il ruolo di CEO Murray Auchincloss, che era succeduto a Bernard Looney, l’ad promotore della svolta green di BP che si era dimesso però nel 2023. Alla guida della società è arrivata di recente Meg O’Neill, chiamata a gestire una fase di profonda revisione della strategia industriale del colosso energetico.
A ottobre Albert Manifold era quindi stato nominato presidente in concomitanza con il nuovo orientamento strategico adottato da BP. La società aveva infatti scelto di ridimensionare gli obiettivi di transizione energetica precedentemente annunciati, tornando a puntare maggiormente sugli investimenti in oil & gas e riducendo il peso delle attività low carbon nel piano di allocazione del capitale. Una scelta che, complice la guerra in Iran, aveva permesso a BP di registrare profitti pari a 3,2 miliardi di dollari nel primo trimestre 2026.
Secondo quanto comunicato dalla società, il consiglio di amministrazione ha ritenuto inaccettabili alcune problematiche legate alla governance e alla supervisione interna. Amanda Blanc, Senior Independent Director di BP, ha sottolineato come Manifold abbia contribuito ad accelerare il percorso di trasformazione dell’azienda, ma ha evidenziato che il board si è detto “sorpreso e deluso” dalle criticità emerse.
La posizione di Manifold appariva già sotto osservazione durante l’ultima assemblea annuale degli azionisti, quando il manager aveva ottenuto un livello di consenso relativamente contenuto per un presidente di una grande società quotata. Nel corso dell’assemblea, inoltre, gli azionisti avevano respinto alcune proposte relative alla riduzione delle disclosure climatiche e alla possibilità di svolgere assemblee esclusivamente virtuali. In particolare, il 18% aveva accusato il presidente di mettere troppo in secondo piano le istanze ambientali dell’azienda.
Le tensioni con parte degli investitori si inseriscono in un contesto di crescente pressione sul gruppo proprio riguardo alla strategia climatica e alla capacità di coniugare ritorni finanziari e obiettivi di sostenibilità. Negli ultimi mesi diversi investitori istituzionali e gruppi attivisti avevano criticato BP per il ridimensionamento degli impegni sulla transizione energetica e per la mancanza di maggiore trasparenza sugli scenari di lungo termine legati al calo della domanda di petrolio e gas.
