Acquisizioni

BF acquisisce F.lli Martini: operazione da 220 milioni per crescere nella filiera proteica

Il gruppo BF accelera sullo sviluppo industriale e internazionale con l’acquisizione di F.lli Martini, storica realtà romagnola attiva nei mangimi e negli allevamenti suini, avicoli e cunicoli. L’operazione, del valore di 220 milioni di euro, sarà realizzata tramite BF International attraverso un nuovo veicolo finanziario. I venditori, la famiglia Martini e Trust Girasole, reinvestiranno 20 milioni nella newco, mantenendo una quota del 15%. Il closing è atteso entro maggio 2026. L’operazione consente a BF di rafforzare la filiera delle proteine animali nel Mediterraneo e di puntare a oltre 3 miliardi di euro di ricavi.

F.lli Martini: 107 anni di storia e numeri chiave per la crescita di BF

Fondata oltre un secolo fa, F.lli Martini conta oggi 15 stabilimenti produttivi in Italia e oltre 3.000 collaboratori tra diretti e indiretti. Il gruppo registra un valore della produzione consolidato di circa 1,2 miliardi di euro e un Ebitda di 72 milioni. Dopo l’acquisizione, Antonio Montanari e Filippo Martini resteranno rispettivamente presidente e ceo, garantendo continuità gestionale. L’integrazione contribuirà in modo significativo ai risultati di BF, il cui Ebitda consolidato potrebbe superare i 300 milioni.

Strategia internazionale ed ESG: focus su Africa e sostenibilità

L’operazione rafforza la strategia di BF come presidio agroalimentare nel Mediterraneo e in Europa, con un’estensione crescente verso l’Africa. Attraverso investimenti in model farm integrate e sostenibili, anche nel quadro del Piano Mattei, BF punta a sviluppare filiere complete “dal seme al prodotto finale”. Le competenze di F.lli Martini saranno centrali per rispondere all’aumento strutturale della domanda di pollame, attesa in forte crescita entro il 2050. Sul fronte ESG, entrambi i gruppi presentano elementi rilevanti: integrazione verticale, sicurezza alimentare, benessere animale, riduzione degli impatti ambientali e sviluppo occupazionale nei territori, rendendo la filiera delle proteine animali un asset strategico anche dal punto di vista sociale e ambientale.