Mosca

L'opinione di Mahmood Pradhan, Anna Rosenberg e Francesco Sandrini di Amundi

La guerra Russia-Ucraina accelera la frammentazione e la transizione energetica

Nella nostra visione, sia gli scenari migliori sia quelli peggiori su come potrebbe evolvere il conflitto sono sottovalutati. Le probabilità che il conflitto si trasformi in una guerra prolungata sono aumentate, ma un cessate il fuoco alla fine del prossimo anno rimane una possibilità sottostimata. Anche il rischio di un’escalation diretta con l’Occidente è sottovalutato, mentre, secondo gli analisti, sarebbe invece opportuno prevedere le probabili reazioni del mercato alle gravi ripercussioni economiche e finanziarie.

Fonte: Amundi Institute, febbraio 2023.

A prescindere dagli scenari, gli investitori si trovano di fronte a un nuovo panorama geopolitico globale, caratterizzato da catene del valore più corte, maggiore protezionismo e aumento dell’inflazione. Questi grandi e fondamentali cambiamenti comportano anche opportunità per gli investitori. La corsa ai semiconduttori, all’intelligenza artificiale o alle biotecnologie, così come la ricerca dell’indipendenza energetica e la diversificazione delle catene di approvvigionamento, rimarranno temi chiave nel lungo periodo, sottolineano gli analisti di Amundi.

In questo nuovo e complesso contesto, le materie prime possono essere asset interessanti. Per quanto riguarda, proseguono gli esperti dell’Amundi Institute, le azioni, l’impatto varia a seconda dei settori e delle società, rafforzando la necessità di un approccio bottom up. Ciò vale in particolare per l’azionario europeo, per il quale forniamo una visione che va oltre l’attuale ‘illusione monetaria’ [pagg. 6-7].

Per i mercati emergenti, la maggiore frammentazione indotta dalla guerra implica la necessità di concentrarsi sulle specificità dei paesi piuttosto che sui mercati emergenti come asset class. Con un accesso molto più ridotto ai capitali esteri, quasi il 60% dei paesi a basso reddito si troverà probabilmente in una situazione di grave sofferenza debitoria e molti saranno costretti a ristrutturare il proprio debito estero [Grafico 4].

Fonte: Amundi Institute, febbraio 2023.

Per quanto riguarda il mercato valutario, la lezione della guerra in Ucraina è che le banche centrali giocheranno un ruolo centrale e dovranno ripensare l’allocazione delle riserve alla luce dell’equilibrio geopolitico che prevarrà.  

Nel lungo periodo, l’incertezza sui prezzi e sull’offerta di energia richiederà una politica monetaria maggiormente proattiva e guidata più dai dati che dalla forward guidance delle banche centrali.

Impatto economico

Il conflitto ha devastato l’economia e il potenziale produttivo dell’Ucraina. Il PIL è diminuito di oltre il 30% e, dati i continui danni alle infrastrutture fondamentali, il costo finale della ricostruzione potrebbe superare i mille miliardi di dollari.

Fino a poco tempo fa, le sanzioni contro la Russia hanno colpito principalmente il suo conto capitale, dal momento che non aveva bisogno di accedere ai mercati dei capitali per finanziare lo sforzo bellico. A lungo termine, il reddito estero diminuirà man mano che l’Europa ridurrà la sua dipendenza dall’energia russa.

Fonte: Amundi Institute, febbraio 2023.

Le spese della Russia per la difesa sono aumentate del 60%, ma i ricavi delle esportazioni di petrolio e gas sono diminuiti del 40%. Lo sforzo bellico sta portando a un forte deterioramento delle finanze pubbliche, con disavanzi di bilancio senza precedenti negli ultimi mesi.

Insieme alla ‘fuga’ delle risorse fiscali a causa della guerra, la ‘fuga di cervelli’ del suo capitale umano e le sanzioni sulle importazioni di tecnologia comprometteranno gravemente la prospettiva di rilanciare gli investimenti attualmente in forte calo e la capacità della Russia di diversificare la crescita.

In Europa, lo shock iniziale sulle forniture energetiche ha avuto un impatto del 4% (in termini di scambi commerciali) sul PIL e ha contribuito al forte e improvviso aumento dell’inflazione. L’Europa ha utilizzato gran parte del suo potere fiscale per attutire l’impatto su famiglie e imprese, ma avrà bisogno di un nuovo mix energetico per preservare la competitività internazionale dei suoi settori ad alta intensità energetica. La riduzione della dipendenza dai combustibili fossili ha una prospettiva di 10-15 anni. La guerra potrebbe rafforzare la determinazione dei politici ad accelerare l’agenda climatica della regione e i suoi obiettivi Net Zero.