Intervista

Nuveen punta sugli asset forestali per i portafogli contro il climate change

Nuveen punta sugli asset forestali nei portafogli contro il climate change. Il cambiamento climatico ha posto delle sfide difficilmente raggiungibili senza il contributo di tutti, finanza compresa, e questo ha imposto agli investitori e agli asset manager di riflettere sugli strumenti che maggiormente consentono di contribuire a importanti obiettivi di sostenibilità ambientale, non più differibili. Tra questi, gli asset forestali appaiono rivestire un ruolo fondamentale. Perché non basta soltanto puntare su business e attività a basse emissioni, ma serve anche puntare sulle risorse naturali in grado di rimuovere le emissioni che vengono comunque prodotte, come spiega Giampaolo Giannelli, vice president di Nuveen. Sottolineando che, spesso, alcune soluzioni naturali sono le fonti più a basso costo per la mitigazione dei cambiamenti climatici.

In che modo gli investimenti nei terreni boschivi possono mitigare il cambiamento climatico?

Gli alberi assorbono CO2 dall’atmosfera e la trasformano in carbonio immagazzinato nel legno, trasformando le foreste in una risorsa naturale per l’eliminazione del carbonio. Secondo i dati 2021 della FAO, le foreste assorbono ogni anno circa 2,6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, circa un terzo della CO2 rilasciata con l’utilizzo di combustibili fossili. Oltre a rimuovere la CO2, gli alberi sono in grado di immagazzinarla per oltre un secolo: per questo le foreste sono il più grande ed efficiente agente naturale di potenziale mitigazione dei cambiamenti climatici.

Fra l’altro soluzioni naturali come la silvicoltura (e i terreni agricoli) sono le fonti a più basso costo per la mitigazione dei cambiamenti climatici e sono in grado di garantire più di un terzo della riduzione di emissioni necessaria per limitare l’aumento della temperatura globale a meno di 2°C entro il 2030:

•    aumentando il numero di alberi rispetto alla misura degli appezzamenti di terra;

•    riducendo le emissioni attraverso pratiche operative efficienti;

•    sequestrando e immagazzinando il carbonio nel suolo e negli alberi.

I benefici climatici degli asset forestali si estendono su uno spettro di strategie d’investimento che vanno dalla silvicoltura e dall’agricoltura sostenibili a strategie di maggiore impatto come la riforestazione, una migliore gestione delle foreste e la capacità di evitare processi di deforestazione. 

Queste strategie ad alto impatto sono anche in grado di generare compensazioni accertate delle emissioni di carbonio forestale e di produrre altri benefici ambientali.

Come si misura il carbonio forestale?

Dal momento che gli alberi catturano il carbonio trasformandolo in legno e cellulosa, attraverso la misurazione dei diversi alberi nelle piantagioni è possibile stimare la quantità totale di carbonio stoccato in ogni foresta. La raccolta di queste misurazioni per tutti gli asset in gestione rientra in Nuveen nell’inventario forestale annuale, grazie al quale possiamo monitorare la cattura di carbonio nel tempo e quantificare l’impatto climatico di ciascuno dei nostri investimenti sul lungo termine.

Giampaolo Giannelli, Vice President di Nuveen

Dal 2018 Nuveen comunica le misurazioni del carbonio ai nostri investitori e pubblichiamo un report annuale sulla sostenibilità. La metodologia che applichiamo prevede che:

•    tutte le misurazioni riportate si basino su dati rilevati, inseriti nell’inventario forestale (ad esempio, le misurazioni del carbonio per il 2020 corrispondono all’inventario forestale di quell’anno);

•    le misurazioni siano standardizzate per il portafoglio di aree forestali a livello globale, in linea con le indicazioni dell’IPCC per la misurazione del carbonio nelle foreste, e siano replicabili nel tempo;

•    per ora, prendiamo in considerazione solo la sottrazione diretta.

Riteniamo che la misurazione del carbonio sia fondamentale sia per i proprietari che per i gestori degli asset, per fissare gli obiettivi climatici e monitorare i progressi verso tali obiettivi. Per questo, stiamo lavorando all’ampliamento della nostra reportistica sul carbonio e allo sviluppo di linee guida standard per il settore legate ai terreni.

Come si integrano i rischi climatici fisici nelle decisioni di investimento?

In Nuveen incorporiamo procedure di screening del rischio climatico in tutte le due diligence pre-investimento e nelle revisioni a livello di portafoglio e di asset. Le nostre valutazioni tengono conto dei parametri climatici disponibili più attendibili, così come della geografia, delle specie e delle tecniche di silvicoltura specifiche nei diversi asset. I dati relativi al territorio regionale e locale ci permettono di valutare i rischi legati al clima in tutta l’area, fornendo informazioni utili sia al processo decisionale operativo che al posizionamento del portafoglio. Questo approccio attivo alla gestione del rischio climatico consente di garantire la resilienza degli asset attuali e di identificare opportunità di investimento più sostenibili per il futuro.

Sul campo, i team dedicati alla raccolta di informazioni sulle risorse e i team operativi gestiscono e adattano continuamente la gestione degli asset alle mutevoli condizioni climatiche. Le strategie sono specifiche per asset e variano dallo sviluppo di protocolli per la stagione degli incendi, alla partecipazione a cooperative che si occupano dei parassiti delle foreste a livello regionale, alla selezione delle piante in base alle caratteristiche di resilienza climatica, come la capacità di resistere alla siccità.