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Intervista

Feola (Unionfood): innovazione e sostenibilità guidano il futuro del food

La sostenibilità è da sempre uno degli elementi portanti del settore agroalimentare. Un valore intrinsecamente legato alla qualità che contraddistingue il cibo italiano e ne fa uno dei settori portanti dell’economia della Penisola. E oggi, in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche che mettono sotto pressione le filiere alimentari globali e un comparto fortemente dipendente dai costi dell’energia, la sostenibilità assume un ruolo strategico ancora più importante. Per Unionfood (Unione Italiana Food), la principale associazione di rappresentanza dell’industria alimentare in Italia e tra le più rilevanti in Europa, operare nel mondo della sostenibilità significa promuovere modelli produttivi sempre più attenti all’impatto ambientale, all’uso efficiente delle risorse e alla riduzione delle emissioni e degli sprechi, ma anche sostenere innovazione, qualità e sicurezza lungo tutta la filiera alimentare.

L’associazione, riunisce oltre 530 aziende, per oltre 58 miliardi di fatturato complessivo e 100 mila addetti, con l’obiettivo di valorizzare e tutelare prodotti, filiere e settori che rappresentano l’eccellenza dell’industria alimentare italiana. Il 2025 ha registrato ottimi risultati per le associate che hanno raggiunto i 25 miliardi di esportazioni (+9,2%), ma per garantire competitività alle imprese del settore e continuare a portare nel mondo il valore del food italiano è sempre più necessario integrare sostenibilità insieme a ricerca e sviluppo. Ne abbiamo parlato con Antonio Feola, direttore sostenibilità Unione Italiana Food.

Per le aziende del settore food la sostenibilità rappresenta una leva strategica di competitività. Quali sono le principali sfide che le imprese alimentari devono affrontare in questo percorso?

Il concetto di sostenibilità si è evoluto nel tempo, attualmente non è più considerata una leva di competitività, ma un vero e proprio asset delle aziende, per questo tutte le fasi di produzione, dalla progettazione al trasporto finale, sono pensate nell’ottica del risparmio energetico, del miglior utilizzo delle risorse e della riduzione degli sprechi.

Al momento, le tensioni in Medio Oriente causate dal conflitto bellico in atto ed in particolare da una chiusura prolungata dello stretto di Hormuz, creano fortissimi problemi per l’approvvigionamento delle materie prime soprattutto energetiche.

Stando alle stime disponibili, transita attraverso quella rotta più di un quarto del petrolio al livello mondiale e delle miscele di idrocarburi, di polimeri di etilene in forme primarie e di fertilizzanti, con evidenti ripercussioni sui costi energetici (petrolio e gas naturale), packaging, trasporti e sostanze fondamentali per la coltivazione delle materie prime che sono poi alla base dei nostri prodotti alimentari.

Quali sono le principali iniziative di Unionfood per accompagnare le proprie aziende in ambito sostenibilità?

Unione Italiana Food ha realizzato molti progetti in ambito di sostenibilità, dai primi report di settore sul tema, realizzato ben 13 anni fa quando ancora nessuna associazione lo aveva fatto, fino al CEUS un vero e proprio “think thank” a cui prendono parte alcune delle maggiori industrie alimentari associate.

In questo momento poi è urgente aiutare le aziende a capire davvero come possono adeguarsi a determinati obblighi che l’Unione Europea ha predisposto con le normative del PPWR, il Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio che diventerà applicabile il prossimo 12 agosto e su cui permangono ancora molte ombre interpretative.

In che modo il cambiamento climatico sta modificando la disponibilità e il costo delle materie prime alimentari e quali impatti prevedete?

Il cambiamento climatico, come pure lo sviluppo di determinate condizioni, sta rendendo sempre più difficile la programmazione degli approvvigionamenti, oltre che la qualità degli stessi. Per le nostre aziende è essenziale mantenere gli standard di qualità e di formulazione, ma è evidente che questo si complica moltissimo se non possono fare affidamento ai proprio fornitori con continuità.

Per questo stesso motivo è impossibile prevedere in maniera realistica degli impatti che ne deriveranno.

Sul fronte del lavoro, cresce l’attenzione verso l’utilizzo della manodopera lungo tutta la filiera. Avete avviato iniziative specifiche su questi temi?

L’idea di Unionfood riguardo al sistema delle Relazioni Industriali è di un’interlocuzione sindacale costante, strutturata, al passo con la capacità di resilienza dell’Industria Alimentare ai cambiamenti veloci dell’economia. Il pragmatismo di Unione Italiana Food ha portato a proporre alle OOSS due protocolli, tra cui uno, il più recente, proprio in materia di “Sostenibilità”; anche su queste iniziative, condivise nelle affermazioni da Fai, Flai e Uila, c’è bisogno di dare continuità e concretezza alle analisi ed ai principi condivisi.

Già dal 2018 però Unione Italiana Food insieme alle sigle sindacali Fai, Flai e Uila, ha sottoscritto un “Protocollo di Intesa sulle Pari Opportunità nei luoghi di lavoro siglato alla presenza e con il pieno sostegno della Ministra per le Pari Opportunità, prof.ssa Elena Bonetti, promuovendo quelle azioni positive e necessarie per garantire pari opportunità e contrastare ogni forma di discriminazione di genere nel mondo del lavoro.

Quale ruolo gioca l’innovazione tecnologica nella trasformazione del settore alimentare?

Come per tutti i comparti industriali, anche per quello alimentare l’innovazione gioca un ruolo fondamentale: oggi si lavora molto di più con l’analisi dei dati e i parametri di misurazione.

in produzione, le tecnologie di linea migliorano controllo, precisione e qualità: aiutano a ridurre variabilità, sprechi e a tenere alti gli standard.

In campo, la digitalizzazione e i sistemi di supporto possono dare indicazioni pratiche: monitorare l’andamento, prevenire rischi, usare risorse in modo più efficiente. E quando si mettono insieme tutti questi aspetti, l’innovazione si dimostra come un miglioramento continuo.


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