mercati emergenti

Opinione

Guardare i mercati emergenti attraverso la lente della sostenibilità

Questo approfondimento, a cura di Julie Gossen, Responsible Investments Specialist, DPAM, sui mercati emergenti analizza come l’integrazione dei criteri ESG sia ormai essenziale per decifrare il reale valore del debito sovrano, esplorando come fattori quali la qualità democratica, la transizione energetica e le dinamiche demografiche influenzino il profilo rischio-rendimento. Gossen prende come caso studio l’India, un Paese sospinto da una crescita socio-economica tangibile ma ancora frenato da complessità strutturali nella governance e nella decarbonizzazione.


Le economie emergenti sono generalmente considerate ad alto potenziale, soprattutto grazie alla crescita demografica e a una popolazione mediamente più giovane rispetto a quella dei Paesi sviluppati. Allo stesso tempo, questi mercati sono però spesso percepiti come meno solidi sul piano della sostenibilità ambientale, sociale e della qualità delle istituzioni democratiche. Proprio per questo, l’integrazione di criteri di sostenibilità nei portafogli sul debito emergente rappresenta una fonte di valore aggiunto reale e misurabile. Non a caso, anche le principali agenzie di rating stanno integrando sempre più frequentemente indicatori ESG nelle valutazioni del merito di credito sovrano.

Valutare la solidità e la credibilità di un’economia emergente richiede oggi un’analisi che vada oltre i conti pubblici e la crescita economica. Trasparenza, qualità della governance democratica, tutela dell’ambiente, dinamiche demografiche, accesso alla sanità, distribuzione della ricchezza ed educazione sono tutti elementi centrali per comprendere la sostenibilità di un Paese nel lungo periodo e, di conseguenza, la sua attrattività come possibile investimento.

In questo contesto, l’analisi di sostenibilità applicata al debito sovrano, che DPAM svolge in maniera sistematica da anni, consente di leggere in modo più articolato i rischi e le opportunità dei mercati emergenti, tenendo conto delle diverse fasi di sviluppo istituzionale, sociale ed economico. L’obiettivo non è escludere i Paesi più fragili, ma comprenderne le traiettorie di evoluzione e i progressi nel tempo, integrando le informazioni finanziarie tradizionali con indicatori ambientali, sociali e di governance.

Un approccio di questo tipo permette di cogliere dinamiche che difficilmente emergerebbero da una valutazione puramente economica, offrendo una prospettiva più completa sul profilo rischio-rendimento nel medio-lungo periodo. In particolare, la dimensione democratica e la qualità delle istituzioni assumono un ruolo rilevante nella valutazione della sostenibilità complessiva e del rischio sovrano, anche alla luce delle implicazioni sulla stabilità, sulla trasparenza e sulla prevedibilità delle politiche pubbliche.

India: una traiettoria di miglioramento

Nel quadro delineato dal modello di DPAM, l’India mostra un miglioramento progressivo, ma ancora segnato da forti elementi di complessità. Pur non essendo ancora posizionata nella parte alta del ranking, l’avanzamento del punteggio complessivo dell’India riflette risultati tangibili soprattutto sul fronte socio-economico, grazie a una combinazione di crescita sostenuta, riduzione della povertà e miglioramento di alcuni indicatori demografici e occupazionali. Allo stesso tempo, il percorso verso una maggiore sostenibilità resta disomogeneo, con differenze marcate tra le diverse dimensioni ESG e tensioni strutturali che continuano a incidere sul profilo di rischio sovrano nel lungo periodo.

In particolare, la dimensione sociale beneficia della giovane struttura demografica del Paese e dei progressi registrati in termini di accesso ai servizi di base, riduzione della disoccupazione e contenimento delle disuguaglianze di consumo. Tuttavia, questi miglioramenti convivono con fragilità persistenti, legate alla qualità dell’occupazione, al peso dell’economia informale e alle disparità territoriali e di genere. Sul fronte ambientale, l’India si confronta con una sfida di scala: pur presentando livelli di emissioni pro capite relativamente contenuti, il forte ricorso al carbone e la rapida crescita della domanda energetica rendono complesso il percorso di decarbonizzazione, nonostante i significativi investimenti nelle energie rinnovabili.

La dimensione della governance rimane infine uno degli ambiti più delicati. A fronte di un sistema democratico formalmente consolidato, emergono criticità legate alla tutela delle libertà civili, alla libertà di stampa e all’allineamento agli standard internazionali in materia di diritti e istituzioni. È proprio questa combinazione di progressi economici, avanzamenti sociali e persistenti vulnerabilità istituzionali a rendere il caso indiano particolarmente rappresentativo delle sfide che l’analisi ESG applicata ai mercati emergenti è chiamata a intercettare

Classifica dei paesi emergenti in materia di sostenibilità

Questo contenuto è a cura di Julie Gossen, Responsible Investments Specialist, DPAM,

Scopri come ESGnews e i suoi partner possono aiutarti.