In un contesto in cui i mercati finanziari continuano ad essere influenzati dall’incertezza macroeconomica, dalle decisioni delle banche centrali e dalle tensioni geopolitiche, gli investitori sono sempre più alla ricerca di fonti di rendimento realmente decorrelate. Tra queste, il mercato dei Cat Bond continua a distinguersi come una delle asset class più interessanti per la costruzione di portafogli diversificati.
Il mercato, che oggi supera i 60 miliardi di dollari, è cresciuto costantemente grazie a una domanda strutturale di capacità assicurativa. L’aumento del valore dei beni da proteggere, l’urbanizzazione, l’incremento dei costi di ricostruzione e la crescente concentrazione della ricchezza in aree esposte a rischi naturali continuano ad alimentare il fabbisogno di capitale del settore assicurativo, rendendo i Cat Bond uno strumento sempre più centrale nel trasferimento del rischio agli investitori istituzionali.
Da un punto di vista finanziario, l’asset class continua a offrire un interessante potenziale di rendimento e importanti benefici di diversificazione. Storicamente, i Cat Bond hanno registrato performance competitive, accompagnate da una volatilità relativamente contenuta e da drawdown generalmente riconducibili a specifici eventi naturali, piuttosto che a shock economici o finanziari. Inoltre, la struttura a tasso variabile rende i Cat Bond meno sensibili ai movimenti dei tassi d’interesse rispetto alle obbligazioni tradizionali, un aspetto particolarmente apprezzato in uno scenario in cui inflazione e politica monetaria restano difficili da prevedere.
Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda il momento dell’investimento. Più che un’asset class da utilizzare in modo tattico, i Cat Bond sono generalmente considerati un investimento di medio-lungo termine e vengono normalmente inseriti all’interno di un’allocazione strategica di portafoglio. Esiste tuttavia una componente stagionale da non sottovalutare: la stagione degli uragani nell’Atlantico, concentrata tra luglio e ottobre, influenza sia le nuove emissioni sia il livello degli spread. Per questa ragione, alcuni investitori tengono conto della stagionalità del mercato nelle proprie decisioni di allocazione oppure mantengono liquidità disponibile per cogliere eventuali opportunità di repricing in caso di eventi significativi. Storicamente, infatti, dopo grandi catastrofi il mercato ha dimostrato una notevole resilienza, sostenuta dall’aumento dei premi assicurativi richiesti dal settore.
Il cambiamento climatico rappresenta certamente un elemento da considerare per gli investitori e, come qualsiasi altro rischio, deve essere adeguatamente compreso e modellizzato. Con l’aumento dei rischi dovrebbero aumentare anche i premi e gli spread associati. Nella pratica, tuttavia, le ricerche dello Swiss Re Institute mostrano che i principali fattori alla base dell’incremento delle perdite dovute a catastrofi naturali sono la crescita economica, l’accumulo di beni in aree esposte, l’urbanizzazione e la crescita della popolazione, spesso in regioni vulnerabili ai pericoli naturali; tutti elementi che possono essere incorporati nei modelli di rischio catastrofale.
Anche per questo motivo, gli eventi naturali riportati quotidianamente dai media non si traducono automaticamente in impatti per il mercato dei Cat Bond. Le obbligazioni catastrofali intervengono infatti generalmente negli strati più elevati della copertura riassicurativa, ossia quando le perdite superano soglie molto elevate. La selezione dei rischi, l’analisi del rischio, le capacità di modellizzazione e la costruzione di un portafoglio diversificato rivestono pertanto un ruolo fondamentale, rendendo essenziale una valutazione specialistica delle esposizioni assicurative e dei modelli di rischio.
In un contesto caratterizzato da una forte domanda di capacità assicurativa e riassicurativa, i Cat Bond continuano ad attirare l’interesse di un numero crescente di investitori istituzionali, anche grazie a livelli di spread che restano interessanti rispetto a molte componenti obbligazionarie con un profilo di rischio analogo.Più che una semplice alternativa alle obbligazioni tradizionali, oggi rappresentano una fonte di rendimento complementare all’interno di un portafoglio obbligazionario, le cui dinamiche sono legate ai rischi assicurativi provenienti dall’economia reale e alla protezione contro le catastrofi naturali.
Questa opinione è a cura di Vittorio Vermigli, Vice President presso Swiss Re ILS, Co-Investment Manager del GAM Swiss Re Cat Bond Fund.
