Dopo cinque anni di crescita costante, c’è stato un calo nel livello di interesse e di adozione degli investimenti ESG tra gli asset owner, dall’88% del 2022 all’80% del 2023. A registrarlo è FTSE Russell nel report “Sustainable Investment Asset Onere Survey 2023”. Secondo la società, però, si tratta solo di un calo momentaneo e non significativo, che può essere attribuito ai fattori macroeconomici attuali, tra cui gli alti tassi di interesse per combattere l’inflazione e la volatilità geopolitica causata dalla guerra in Ucraina e, ora, in Medioriente. Gli asset owner coinvolti nell’indagine, infatti, hanno confermato una convinzione a lungo termine per gli investimenti sostenibili, consapevoli dell’importanza di affrontare questioni come il cambiamento climatico o sociali o legate alla governance.
Guardando alle differenze regionali, si nota che gli asset owner europei e asiatici sono più inclini a investire sulla sostenibilità, mentre quelli statunitensi mostrano più reticenza, un comportamento legato al fenomeno della lobby anti-ESG diffusa negli USA.
Implementazione degli investimenti sostenibili per regione
Indice
- 1 I fattori che spingono gli asset owner a puntare sull’ESG
- 2 Le barriere all’ESG sembrano diminuire
- 3 Mappatura delle sfide e dei miglioramenti relativi ai dati
- 4 Crescente interesse degli asset owner per il reddito fisso
- 5 L’ascesa della governance, priorità ESG per gli asset owner
- 6 Greenwashing: gli asset owner si mostrano preoccupati
- 7 Regolamentazione: un’opportunità per gli asset owner
I fattori che spingono gli asset owner a puntare sull’ESG
Nel sondaggio FTSE Russell ha chiesto agli asset owner indagati quali fossero le ragioni che li spingevano a prendere in considerazione gli investimenti sostenibili. Per oltre la metà (52%) è la domanda esterna da parte dei clienti la ragione principale, mentre per il 51% degli asset owner la motivazione può essere attribuita alla mitigazione del rischio di investimento a lungo termine. Anche evitare il rischio reputazionale (37%) e perseguire il bene sociale (36%) sono elencati come motivazioni chiave per gli asset owner che adottano strategie di investimento ESG.
Motivazioni per prendere in considerazione gli investimenti sostenibili
Le barriere all’ESG sembrano diminuire
Persistono alcuni ostacoli all’adozione degli investimenti sostenibili, ma secondo l’analisi di FTSE Russell sono meno e anche meno problematici, rafforzando ulteriormente il concetto di un settore degli investimenti sostenibili in continua maturazione. Solo il 16% degli asset owner coinvolti afferma che vi è una mancanza di risorse quando prendono in considerazione l’adozione di investimenti sostenibili in tutte le classi di attività, riflettendo una tendenza al ribasso rispetto al 20% degli intervistati nel 2022 e al 29% nel 2021. Sebbene i difficili fattori macroeconomici e geopolitici abbiano comprensibilmente pesato sul sentiment degli asset owner causando il calo registrato da FTSE Russell, una struttura solida in atto supporta un futuro continuo e positivo a lungo termine per gli investimenti sostenibili.
Ostacoli a una maggiore adozione di investimenti sostenibili in tutte le classi di attività
Mappatura delle sfide e dei miglioramenti relativi ai dati
Sebbene gli ostacoli agli investimenti sostenibili si stiano affievolendo, per gli asset owner permangono delle sfide che si concentrano sui dati. La metà (50%) degli intervistati esprime “preoccupazioni sulla disponibilità dei dati e sull’uso dei dati stimati”. L’ambito della sostenibilità ad essere stato più penalizzato è quello sociale, dato che le questioni sociali sono scese come area di interesse prioritario dal 73% degli intervistati nel 2022 al 37% quest’anno, un calo che potrebbe essere dovuto proprio alla mancanza di dati disponibili.
Rispetto alle lacune dei dati, uno dei fattori più difficili che gli asset owner devono affrontare per soddisfare i requisiti normativi è la mancanza di fiducia nella qualità dei dati (evidenziata dal 58% degli intervistati). Inoltre, il 42% afferma che un fattore problematico sono le lacune nei dati essenziali per il reporting. La ricerca di FTSE Russell a questo punto evidenzia la necessità per gli asset owner di trovare partner che possano aiutarli ad elaborare i dati, collaborando con loro per colmare le lacune evidenziate.
Fattori più impegnativi per soddisfare i requisiti normativi
Crescente interesse degli asset owner per il reddito fisso
Un’altra tendenza rilevata da FTSE Russell è la preferenza di strumenti ESG nel segmento del reddito fisso da parte degli asset owner. Storicamente, il reddito fisso è stato un passo indietro nel settore degli investimenti sostenibili, ma non è più così. A livello globale, il 45% degli intervistati ha dichiarato di aver implementato prodotti sostenibili nel reddito fisso o di averlo considerato. Il reddito fisso è la classe di attività più popolare (66%) nell’Asia Pacifico, mentre gli asset owner europei prediligono le infrastrutture (59%).
Classi di attività per le quali sono state implementate considerazioni sulla sostenibilità (2023)
L’ascesa della governance, priorità ESG per gli asset owner
La governance è una priorità che è aumentata in modo significativo in tutte le regioni, raggiungendo il 54% a livello globale. Nell’Unione Europea, però, gli investimenti che puntano a ridurre le emissioni e ad avere effetti positivi sul clima sono i più popolari, con un picco del 73%, una crescita notevole rispetto al 36% dell’anno precedente.
Questioni di sostenibilità prioritarie – per regione (2023)
Greenwashing: gli asset owner si mostrano preoccupati
Rispetto al greenwashing, la ricerca di FTSE Russell dipinge un quadro con gli asset owner molto preoccupati che tale fenomeno possa avere un impatto negativo sulle loro strategie di investimento sostenibile. Anche un terzo (36%) di chi non ha ancora adottato strategie ESG nei propri portafogli si mostra preoccupato rispetto a questo tema per il potenziale rischio reputazionale di greenwashing legato agli investimenti sostenibili. Allo stesso modo, il 27% di coloro che hanno implementato alcune considerazioni sugli investimenti sostenibili concorda sul fatto che ciò rappresenta un ostacolo al progresso della finanza sostenibile.
Regolamentazione: un’opportunità per gli asset owner
Per la maggior parte degli asset owner intervistati la regolamentazione potrebbe essere utile per raggiungere i loro obiettivi di investimento. Quasi due terzi (65%) affermano che la regolamentazione migliora la comunicazione degli investitori verso il mercato sulle strategie e sui risultati degli investimenti sostenibili. Inoltre, il 58% sostiene che la regolamentazione migliora la qualità e la coerenza del reporting e dell’informativa aziendale, mentre il 40% ritiene che la normativa potrebbe essere utile anche per rimuovere gli ostacoli all’adozione di investimenti sostenibili. Il 22% degli asset owner, infine, ritiene che la regolamentazione potrebbe essere utile per quanto riguarda le indicazioni sui doveri fiduciari degli investitori.






