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Equita acquisisce Xenon Private Equity: AUM a 2 miliardi e fees oltre 30 milioni

EQUITA ha annunciato la firma di un accordo vincolante per l’acquisizione del gruppo Xenon Private Equity, primario gestore indipendente di fondi alternativi con oltre 30 anni di esperienza, circa un miliardo di euro di asset in gestione e una base di investitori per oltre il 75% internazionale. L’operazione rappresenta un passaggio strategico nel percorso di crescita e diversificazione della principale investment bank indipendente italiana e consentirà al gruppo di rafforzare significativamente la divisione Alternative Asset Management. L’integrazione permetterà infatti di raddoppiare le masse gestite fino a circa 2 miliardi. La partnership si fonda sulla forte complementarità tra le competenze delle due realtà, con l’obiettivo di creare una piattaforma multi-asset ancora più diversificata e competitiva nel panorama italiano ed europeo.

“Grazie alla partnership con Xenon” ha commentato Andrea Vismara, Amministratore Delegato di EQUITA, “raddoppieremo gli asset in gestione e triplicheremo le management fees della divisione Alternative Asset Management, superando i 30 milioni annui di ricavi ricorrenti, a cui si aggiungerà il contributo del carried interest sui fondi. Si verrà così a creare un player ampiamente diversificato, attivo nel private debt, private equity, infrastrutture rinnovabili e strategie liquide, in grado di posizionarsi tra le prime cinque società di gestione in Italia per masse gestite nell’ambito degli alternativi. I soci di Xenon sono professionisti che stimiamo da tempo e siamo felici che si uniscano alla nostra partnership contribuendo ad accelerare il nostro percorso di crescita e diversificazione”. 

I punti chiave dell’operazione e la struttura dell’acquisizione.

Gli accordi prevedono l’acquisto da parte di EQUITA del 100% del capitale sociale di Xenon AIFM e Xenon GPdel 20% delle azioni B dei fondi Xenon attualmente in fase di investimento aventi diritto al carried interest ed il diritto a sottoscrivere il 20% delle azioni B dei fondi che verranno raccolti in futuro alle stesse condizioni del management. Nel quadriennio 2027-2030 – sulla base delle management fees che matureranno sui fondi attivi e su quelli previsti in raccolta, ed includendo la stima conservativa del carried interest di competenza – il contributo medio annuo di Xenon all’utile netto del Gruppo EQUITA è atteso essere superiore a 7 milioni.

Il corrispettivo per l’operazione, Class B shares incluse, sarà pari a 70,0 milioni, di cui fino a 35 milioni da corrispondere per cassa e la restante parte in azioni EQUITA di nuova emissione derivanti da un aumento di capitale riservato, da sottoscriversi in natura mediante conferimento delle azioni Xenon. Il prezzo di emissione delle azioni EQUITA è stato concordato in 5,8253 per azione (ieri in borsa i titoli hanno registrato un prezzo di 5,5 euro -2,2%). Si segnala che le azioni di nuova emissione assegnate ai soci di Xenon non avranno diritto a percepire dividendi a valere sull’utile dell’esercizio 2025.

Parte del corrispettivo in azioni, per un controvalore pari a 15 milioni, sarà depositato a garanzia in un conto dedicato e sarà potenzialmente soggetto ad un meccanismo di claw-back qualora Xenon non raggiunga determinati obiettivi di fundraising nei prossimi anni.

Il closing è atteso nella seconda metà del 2026, subordinatamente alle autorizzazioni delle autorità di vigilanza competenti, tra cui CSSF e Banca d’Italia.

Chi è Xenon

Xenon è un primario gestore indipendente di fondi alternativi di private equity, con più di 30 anni di storia, un team di 25 professionisti ed un miliardo di asset in gestione suddiviso in tre differenti strategie, “Flagship”, “Small Cap” ed “Impact”, a seconda dei settori coperti, del ticket medio d’investimento e del tipo di progetto di sviluppo.

Il focus comune delle tre strategie è sulle società di medio-piccole dimensioni, attive in diversi ambiti dello specialized manufacturing e dei servizi B2B, con un approccio effettivo di co-ownership con l’imprenditore e i manager, volto alla creazione di piattaforme strutturate con una intensa attività di M&A.

Xenon vanta un track-record di assoluto successo che è andato consolidandosi nel tempo e che ha visto il team di gestione registrare, negli ultimi 15 anni, un Multiple on Invested Capital (MOIC) medio pari a circa il 3,0x sui disinvestimenti e un Internal Rate of Return (IRR) lordo superiore al 50%, performance che si posizionano nel primo decile per i tre fondi più recenti in gestione.

Le sinergie industriali e l’espansione della base investitori

La partnership consentirà di combinare le competenze di Equita Capital SGR, attiva in private debt, fondi infrastrutturali, ELTIF e gestioni azionarie, con l’esperienza di Xenon nel private equity, con focus su PMI nei settori dello specialized manufacturing e dei servizi B2B.

Le relazioni consolidate di Equita con investitori istituzionali italiani e la presenza internazionale di Xenon in Europa e Nord America dovrebbero favorire opportunità di cross-selling e lo sviluppo di nuovi prodotti di investimento.

Negli ultimi 15 anni Xenon ha registrato un MOIC medio di circa 3,0x e un IRR lordo superiore al 50% sui disinvestimenti, con performance posizionate nel primo decile per i fondi più recenti.

“Questa integrazione societaria” hanno dichiarato Danilo Mangano e Franco Prestigiacomo, Co-CEO di Xenon Private Equity, “ci consentirà di rafforzare la nostra capacità di investire nelle aziende italiane per creare valore, accompagnandole in un percorso di discontinuità positiva. Abbiamo sempre operato con una logica industriale, ed entrare a far parte della principale investment bank del Paese, che condivide con noi il valore dell’indipendenza e conosce profondamente il mercato italiano, rappresenta un passo decisivo nel nostro processo di istituzionalizzazione. La partnership tra Xenon ed EQUITA creerà una delle principali piattaforme multi-asset in Italia, dove sarà possibile integrare le nostre competenze di private equity e la nostra solida base investitori – in prevalenza estera – con le soluzioni d’investimento di EQUITA in altre asset class. La nostra adesione al patto parasociale, inoltre, consentirà un totale allineamento di interessi con gli altri professionisti del Gruppo, accedendo all’expertise delle diverse aree di business di EQUITA, a beneficio di investitori, partner e aziende in portafoglio”.

Impatto economico e prospettive di crescita del gruppo: nessun taglio nel personale

L’operazione è attesa avere un impatto positivo sugli utili per azione di Equita e contribuire in modo significativo alla crescita della componente di ricavi ricorrenti. Nel periodo 2027-2030 il contributo medio annuo stimato di Xenon all’utile netto del gruppo è previsto superiore a 7 milioni.

L’iniziativa si inserisce in un percorso di crescita che ha visto Equita chiudere il 2025 con risultati record dall’IPO in termini di ricavi e utile netto, oltre a proporre un dividendo in crescita del 14% a 0,40 euro per azione. Parallelamente, la partnership con Iccrea Banca contribuirà sia al finanziamento dell’operazione sia allo sviluppo di nuove opportunità commerciali.

L’integrazione di Xenon e l’ingresso dei suoi partner nel patto parasociale Equita rafforzano ulteriormente la struttura azionaria del gruppo e la strategia di lungo periodo orientata a crescita, diversificazione e creazione di valore per azionisti e stakeholder.

Governance e indipendeza di EQUITA

Vismara ha inoltre ribadito l’importanza dell’indipendenza di Equita come investment bank. “Una libertà per cui abbiamo combattuto e le due operazioni che abbiamo annunciato la rafforzano”, ha evidenziato, facendo riferimento anche all’ingresso nel capitale di Equita di Banca Iccrea, tra i primi gruppi in Italia per presenza capillare e numero di sportelli. L’istituto deterrà “una percentuale tra il 14 e il 15% che lascerà al management il 37% dal 41% di partecipazione iniziale. Un assetto molto simile a quello attuale, con Iccrea in posizione di minoranza e senza particolari diritti di governance, perché evidentemente anche loro apprezzano il nostro modello di business fondato sull’indipendenza” ha concluso il manager.

Sul fronte governance, il patto parasociale di Equita ha approvato la presentazione di una lista di 9 candidati per il rinnovo del cda. In caso di voto favorevole dell’assemblea, Vismara diventerebbe presidente non esecutivo, Carlo Andrea Volpe sarebbe vicepresidente esecutivo, mentre Luigi De Bellis e Simone Riviera assumerebbero il ruolo di co-amministratori delegati.

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